La nostra guerra quotidiana per la Democrazia

Le giornaliste e i giornalisti pugliesi si sono mobilitati, dal basso, al di fuori di ogni rappresentanza sindacale e ordinistica, in difesa dell’articolo 21 della Costituzione. Una presa di coscienza repentina della deriva democratica in atto, a seguito del grave atto minaccioso da parte dell’Amministrazione comunale di Casarano, che ha affisso dei manifesti che invitano a “reagire”, contro chi ha infangato l’onorabilità della città.

La scintilla che ha fatto da detonatore è arrivata da una “semplice” cittadina attiva, Agnese Cossa, di origini pugliesi che, vivendo in quel di Rimini, ha potuto “vedere le cose che accadono e riuscire invece a sognarle come vorrei che accadessero”. A fare di quella scintilla un incendio, ci hanno pensato alcune colleghe e colleghi coordinati da Gabriele De Giorgi che, aprendo un gruppo su Messanger, sono riusciti a raccogliere in meno di 24 ore oltre 100 adesioni.

E’ stato così redatto, condiviso, emendato e sottoscritto un documento presentato nel corso del Consiglio comunale aperto sulla legalità, tenutosi ieri sera a Casarano (Lecce) per discutere di come reagire alla cappa mafiosa sotto la quale improvvisamente la cittadinanza s’è resa conto di vivere dopo l’assassinio del boss Augustino Potenza il 26 ottobre scorso. La sottoscritta dopo l’esecuzione del boss, aveva pubblicato una dettagliata inchiesta sugli affari criminali dell’esponente della scu dal titolo “Augustino Potenza, l’Italiano che inventò il marketing della mafia” (rilanciata da FNSI, Articolo 21, Usigrai) a cui il sindaco di Casarano Gianni Stefàno ha reagito con manifesti e post su Facebook contro la mia persona. Per questo FNSI, Assostampa, Giulia giornaliste, Ossigeno per l’Informazione, Ordine regionale dei giornalisti di Puglia hanno manifestato solidarietà, invitando il sindaco a rimuoverli.

Il documento è stato letto da Massimo Melillo, vicepresidente Assostampa Puglia, che nel corso del Consiglio comunale sulla legalità ha chiesto al sindaco e all’Amministrazione comunale di rimuovere i manifesti e i post su Facebook pubblicati contro la “compagna di lavoro”, invitando il sindaco a ritornare a modalità e toni che rientrino nei paletti democratici sebbene aspri, del confronto. Ma in tutta risposta il sindaco ha ribadito che andrà avanti nella sua strategia di comunicazione tramite manifesti e post su Fb, perché a lui “interessa dialogare direttamente con i cittadini”.

Sono grata alle “compagne e ai compagni di lavoro” che lo so, con grande sacrificio, hanno voluto interrompere la loro routine lavorativa, organizzarsi, essere presenti a Casarano. Lo hanno fatto non per una solidarietà formale, ma perché mossi da autentico spirito di servizio per il loro ruolo di garanti del rispetto valori della Costituzione, consapevoli che è capitato a me, ma poteva capitare a ciascuno di loro.

Se un sindaco decide, con la giustificazione che a lui “interessa dialogare direttamente con i cittadini”, di scavalcare la prassi del normale confronto tra Stampa e Istituzioni, regolamentata dall’ordinamento, significa che una delle gambe su cui si poggia la Democrazia viene amputata di netto. Questo è il primo passo, gravissimo e pericoloso, verso un’idea di Stato che non vuole che la Stampa ne controlli l’operato (a garanzia dei cittadini), pensando di poter alzare la voce per avere ragione e avere la meglio.

Come avviene sotto i regimi autoritari, lo vediamo ora che cosa sta accadendo a pochi passi da noi in Turchia, ma l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle nel Ventennio fascista, prima si elimina la Stampa che difende i cittadini, poi si eliminano direttamente i cittadini.

E’ così che fanno i dittatori, i mafiosi, non le donne e gli uomini dello Stato.

La querela non fa paura, anzi, consente di dimostrare, con un regolare processo, che tutto ciò che si è scritto è vero. E’ vero, serve una legge che argini il fenomeno crescente delle querele temerarie, per il malcelato fastidio che tanti amministratori pubblici, politici, imprenditori, hanno nei confronti dei giornalisti. Ma questo è un altro capitolo delle nostre guerre quotidiane.

Ringrazio i colleghi per aver inaugurato quella che mi sembra una nuova Primavera per la Stampa pugliese, perché il passaggio più importante è nella fine del documento. Noi non ci fermiamo: “Terremo alta l’attenzione su ciò che accade”.

QUESTO IL DOCUMENTO DELLE COLLEGHE E COLLEGHI PUGLIESI

“L’affissione dei manifesti da parte dell’amministrazione comunale di Casarano, i toni in essi adottati contro la collega Marilù Mastrogiovanni – direttrice de Il Tacco d’Italia e autrice di una inchiesta a seguito dell’omicidio di Augustino Potenza – e l’intenzione successivamente palesata di sporgere querela nei suoi confronti, rappresentano per noi una pagina molto grave nel rapporto tra istituzioni e informazione nel nostro territorio.

Sappiamo bene che il mestiere del giornalista richiede, oltre alla passione per la verità, la capacità di distinguere nettamente la realtà dei fatti dalle suggestioni e dalle deduzioni non verificate. Ma in una normale dialettica esistono diversi strumenti a disposizione di chi si sente leso: sono la replica, la rettifica, in ultima analisi la querela, come previsto dall’ordinamento. Nessuno di noi pensa, e questo sia chiaro, che l’attività giornalistica debba svolgersi sotto il mantello dell’impunità.

Proprio per questo riteniamo inaccettabile che un’amministrazione comunale si impegni in una campagna di comunicazione finalizzata non solo a smentire i contenuti dell’articolo, ma anche ad additare ai cittadini una giornalista come colei “che non esita a gettare sinistre ombre sull’amministrazione e su un intero tessuto sociale marchiandolo come mafioso e connivente”.

E’ sconcertante che una istituzione democratica ceda alla tentazione della caccia alle streghe quando sarebbe auspicabile, e doveroso, un fronte comune e compatto per la legalità e l’affermazione dei principi che sono alla base della civile e pacifica convivenza. Nel nostro territorio, il consenso di cui godono i sodalizi criminali esiste ed è più diffuso di quanto comunemente si pensi: sono numerose le occasioni nelle quali la magistratura ha sottolineato il tacito e rinnovato sostegno – in tempi di crisi economica e di difficoltà nel garantire un welfare adeguato – di cui godono i mafiosi e coloro che li fiancheggiano.

Come giornalisti invitiamo l’amministrazione comunale a chiudere in maniera inequivocabile questa vicenda ritirando la campagna di comunicazione e desistendo dalla minaccia di querela, certi comunque che le istituzioni giudiziarie sapranno tutelare la libertà di stampa. Da parte nostra ci impegniamo a tenere molto alta la soglia di attenzione per tutto ciò che accade a Casarano, a Lecce e in ogni angolo di questa provincia”.

Seguono le firme (ma molte altre se ne stanno aggiungendo in queste ore):

Alberto Mello, Gabriele De Giorgi, Serena Costa, Ilaria Marinaci, Marina Greco, Valentina Murrieri, Lara Napoli, Tiziana Colluto, Antonio Nicola Pezzuto, Pierpaolo Lala, Danilo Lupo, Alessandra Lupo, Melissa Perrone, Enzo Schiavano, Fulvio Totaro, Andrea Morrone, Fabio Casilli, Marco Montagna, Pierpaolo Spada, Daniela Pastore, Alessio Amato, Eleonora Moscara, Marina Schirinzi, Giuseppe Martella, Antonio Donno, Valeria Mingolla, Jessica Niglio, Pierangelo Tempesta, Antonio Silvestri, Annachiara Pennetta, Alessio Giaffreda, Lucio Protopapa, Lucia Buttazzo, Giorgia Salicandro, Fabiana Pacella, Christian Petrelli, Luisa Ruggio, Ilaria Lia, Prisca Manco, Alessandra Caiulo, Chiara Spagnolo, Claudio Tadicini, Antonio Falconieri, Roberto Guido, Loredana De Vitis, Antonio Ancora, Azzurra De Razza, Silvia Resta, Raffaella Meo, Dario Quarta, Danilo Siciliano, Valeria Nicoletti, Isabel Tramacere , Valentina Perrone, Antonio Soleti, Adolfo Maffei, Maurizio Tarantino, Paola Ancora, Andrea Gabellone, Lorenzo Madaro, Antonio Gnoni, Vittorio Calosso, Sandra Signorella, Simone Coluccia, Antonietta Rosato, Francesco Oliva, Emilio Faivre, Veronica Valente, Carmen Tarantino, Valentina Valente, Gianni Ferraris, Giuseppe Tarantino, Bianca Chiriatti, Leda Cesari, Ilaria Pellegrino, Francesco Ria, Alessandro Maghenzani, Massimo Melillo, Giampiero Pisanello, Mauro Marino, Antonio Greco, Flavia Musciacco, Fabio Zollino, Valentina Isernia, Francesca Quarta, Daniela Palma, Mario Vecchio, Alessandra Guareschi, Cristina Pede, Monica Serra, Valentino Losito, Alberto Nutricati, Ida Vitagliani, Maurizio Antonazzo, Lucia Accoto, Massimo Vaglio, Antonietta Fulvio, Valentina Petrucci, Claudio Longo, Annalisa Quaranta, Cesario Ratano, Vito Scisci, Rocco Boccadamo, Lino Patruno, Mimmo Mazza, Nazareno Dinoi, Mirko Vitali, Mariapaola Pinto, Grazia Pia Licheri, Giancarlo Colella, Paola Bisconti, Rosaria Bianco, Katia Manca, Andrea Aufieri, Roberta Grima, Marcello Greco, Rossella Matarrese, Daniela Celestino, Maria Gabriella Carlino, Sonia Pellizzari, Salvatore Chilla, Angelica Gatto, Donato Romano, Lucia Prete, Arnaldo Capezzuto, Emanuela Carrozzo, Marilena Natale, Lucia Accoto, Silvia Famularo, Annalisa Nastrini, Nazareno Dinoi, Sergio De Cataldis

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1 Commento

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    Alex

    esprimo solidarietà alla giornalista Marilù Mastrogiovanni…solo grazie al suo coraggio ed al servizio trasmesso in RAI una settimana fa, sono venuto a conoscenza di una realtà semisconosciuta, e dico semisconosciuta perchè da salentino che vive da 36 anni lontano dalla sua terra, riesco in parte a conoscere i reali accadimenti…sono rimasto basito nell’apprendere che nel salento ci sono 70 discariche illegali dove sono stati sversati rifiuti tossici che hanno inquinato anche le falde e che stanno producendo tumori sulla popolazione e specie sui bimbi più di quanto possa essere immaginato nella normalità…al punto da poter essere comparata con la terra dei fuochi della campania… non si può tacere, occorre ribellarsi ed informare…continua così Marilù e a tutti gli altri giornalisti solidali esorto ad approfondire, cercare e comunicare…!!!

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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