Il DEA Covid-19 di Lecce

In piena emergenza Covid-19 la direttrice del Tacco d’Italia si imbatte in una notizia: il nuovissimo polo ospedaliero di Lecce denominato “Dipartimento di emergenza e accettazione (DEA)”, concepito dalla Regione Puglia nel lontano 2007, realizzato dopo innumerevoli peripezie e oltre dieci anni di lavori (costati 75milioni e 400mila euro), è stato inaugurato (per la terza volta) a fine dicembre 2019 ed è finalmente pronto ad entrare in azione!

Non poteva capitare un periodo più opportuno! Siamo a febbraio 2020, all’inizio della pandemia da coronavirus… e il Salento può esibire con orgoglio una struttura adiacente l’ospedale Vito Fazzi concepita per affrontare le emergenze-urgenze: sembra una manna dal cielo.

Invece Marilù Mastrogiovanni scopre e documenta una realtà molto diversa, fatta di decisioni incomprensibili, favoritismi verso alcune aziende private rispetto ad altre, lavori pubblici condotti abusivamente e senza collaudi, e altre follie gestionali da parte dell’ASL di Lecce.

Come la giornalista aveva previsto in un’aspra nota a margine della prima puntata dell’inchiesta, la notizia NON è stata riportata da nessun giornale locale (a livello nazionale, solo Il Giornale, l’ha ripresa). Ma è successa una cosa che nemmeno Mastrogiovanni aveva previsto: dopo l’oggettivo scalpore della notizia, una serie di esposti alla procura e una pioggia di comunicati stampa da parte di partiti all’opposizione in Consiglio regionale, diverse testate locali e una trasmissione tv nazionale, hanno attinto a piene mani al nostro lavoro e l’hanno utilizzato (senza citarci). Addirittura i manager pubblici oggetto dell’inchiesta, hanno rilasciato interviste in cui rispondevano all’inchiesta (senza citarla) e nel frattempo annunciavano querele verso il nostro giornale. Un altro segno della pessima deriva dell’informazione in Italia.

Noi siamo convinti che l’informazione debba sempre, anche in periodo di emergenza, controllare il potere, essere al fianco dei cittadini, e non debba mai sospendere il dovere dell’esercizio critico. Anzi: è necessario esercitarlo con maggiore accuratezza e con spirito di servizio, perché con la scusa dell’emergenza proliferano le speculazioni e s’ingozzano le mafie.

Ci auguriamo quindi che, come molti lettori e associazioni dei consumatori hanno invocato dopo aver letto le numerose puntate e aggiornamenti dell’inchiesta, intervenga la Magistratura per far luce sui fatti che potete leggere di seguito.
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