La Storia non si cancella

Questa volta è una causa civile a trascinarmi per i capelli in Tribunale. Si, trascinata di forza con un “Articolo 700” del codice di procedura civile: è l’articolo che riguarda le urgenze. Chi è stato licenziato lo sa cos’è: si invoca l’articolo 700 perché un giudice si esprima con urgenza su una questione che non può aspettare. Quella sollevata è una questione di tutto rispetto: una giovane donna, arrestata più di dieci anni fa per spaccio di cocaina, vuole rifarsi una vita. Non vuole che, facendo una ricerca su google,…

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Hai la scorta? Vai a processo!

E così, eccomi qua. A raccontarvi di un’altra mostruosità che il nostro sistema giudiziario riserva a noi giornalisti. Mostruosità da monstrum, che in latino indica tutto ciò che desta stupore, sia in senso negativo sia positivo. E quello che sto per raccontarvi desta stupore e meraviglia e anche sdegno e vomito. Oggi inizia il processo in cui dovrò dimostrare di essere, ed essere stata, sotto protezione, perché le Autorità deputate a garantire la pubblica sicurezza e la sicurezza dei cittadini hanno valutato che fossi in pericolo. Nel 2016 l’ex sindaco…

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Querela archiviata? Conto pignorato: il costo delle inchieste

di Marilù Mastrogiovanni Pensavo di averle viste tutte, ma mi sbagliavo. Fare inchieste a Sud, da indipendente, significa mettere in conto anche di vedersi pignorare il conto corrente bancario, cointestato con il proprio compagno, a ferragosto. Da parte di un avvocato d’ufficio nominato a tua insaputa per rappresentarti nel procedimento di archiviazione richiesto da un pm. La giustizia deve fare il suo corso, a tutti i costi. Fa niente che i costi, debba pagarli sempre il giornalista. Sono stata querelata, più volte, da un medico primario del reparto di medicina…

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Diario Africano/8

di Marilù Mastrogiovanni Lei è Shelleygan Petersen, ha 25 anni e fa la giornalista a Windhoek per il giornale “The Namibian”. A ragazze come lei, che va in giro, fiera, con scritto sulla schiena end impunity journalism is not a crime dedico la mia Giornata mondiale per la libertà di stampa. Per dare voce a chi non ha voce, perché l’informazione sia un bene comune. Per saperne di più:

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Diario Africano/7

di Marilù Mastrogiovanni La mia dichiarazione al discorso del conferimento Premio mondiale per la libertà di stampa di UNESCO “Guillermo Cano”: “La situazione di Maria Ressa è emblematica del crescente fenomeno delle arbitrarie e illegali persecuzioni giudiziarie, le cosiddette “querele strategiche contro la partecipazione pubblica”, le SLAPP. Sono quelle che in Italia chiamiamo querele temerarie o querele bavaglio. Il caso di Maria Ressa è emblematico di questa tendenza globale che rappresenta una vera minaccia per la libertà d’informazione, dunque per la Democrazia. Premiando Maria Ressa, Unesco accenderebbe un faro su…

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Diario Africano/6

di Marilù Mastrogiovanni Sta per iniziare la cerimonia di premiazione del World press freedom prize “Guillermo Cano” di Unesco. Premieremo Maria Ressa, giornalista investigativa originaria delle Filippine e pronuncerò il mio discorso che contiene un appello, affinché Unesco muova i governi del mondo sulla drammatica situazione vissuta dalle donne giornaliste, ad ogni latitudine, sulla violenza di genere, anche on line, che devono affrontare a causa del loro lavoro. Perché ogni minaccia alle donne giornaliste è una minaccia alla Democrazia. In Namibia nella stessa giornata, nella stessa città, nell’arco di 24…

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Diario Africano/5

di Marilù Mastrogiovanni Questo non sarebbe potuto accadere in Namibia, al 24 esimo posto della classifica mondiale di Reporters senza frontiere per la libertà d’espressione, mentre l’Italia è al 41esimo, anche a causa della lottizzazione del servizio pubblico da parte dei partiti. Ma per fortuna la libertà d’espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione italiana, è quella cosa che ti consente di dire liberamente quello che pensi, sul servizio pubblico, la Rai, in prima serata, con la massima audience, con soldi pubblici, nell’evento più denso di significati simbolici degli ultimi anni,…

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Diario Africano/4

di Marilù Mastrogiovanni In Namibia ti capita di dover andare in banca e, all’interno di un grande centro commerciale degno di una qualunque città europea, attraversi così la porta d’ingresso: senza metal detector, senza “depositare oggetti metallici nelle apposite cassette di sicurezza” – e tu che bestemmi e torni indietro, dimenticando nella cassetta anche la carta d’identità, per cui devi fare dietrofront – senza porte che “attendere prego” e “uno alla volta”, senza guardie ma soprattutto senza ladri. Entri, chiedi, esci. Alla mia spiegazione del perché facessi un video e…

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