Uranio, il metallo del disonore

Il Tacco d’Italia ha iniziato ad occuparsi delle pallottole all’uranio impoverito nel 2010, quando sono arrivate alcune segnalazioni da parte di militari secondo i quali, all’interno del poligono militare denominato “Torre Veneri”, situato alle porte di Lecce e a due passi dal mare, si sarebbero usate munizioni all’uranio impoverito. Da quelle prime segnalazioni è partita la nostra attività d’indagine, portata avanti a più mani.

Abbiamo studiato atti parlamentari, cartelle cliniche, sentito tanti politici, a tutti i livelli, abbiamo ascoltato le testimonianze di tanti ex militari che hanno partecipato alle missioni in Bosnia Erzegovina e in Somalia. Molti di loro, tanti salentini, oggi non ci sono più. Si sono ammalati di gravi carcinomi, ma non sono riusciti a dimostrare la causa-effetto tra la malattia e l’aver utilizzato, senza protezione alcuna, munizioni radioattive. Il rimborso delle costose cure viene ostacolato da burocrazie kafkiane. Un muro di gomma di omertà circonda centinaia di militari che hanno denunciato. Ma che lo Stato, nell’anno del censimento, non riesce a censire con certezza.

“Il metallo del disonore” (n. 87, novembre 2011)

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