Rollo scrive a Emiliano e conferma: lavori senza contratto

di Marilù Mastrogiovanni

ESCLUSIVO. Inchiesta “DEA senza ossigeno”: lavori abusivi, senza SCIA e senza contratto. È corsa contro il tempo per ripristinare la legalità, questa sconosciuta, e salvare vite umane. Intanto Rodolfo Rollo annuncia querela al Tacco

 

Conferenza stampa di inaugurazione (dicembre 2019)

Rodolfo Rollo, direttore generale della Asl di Lecce, scrive a Michele Emiliano un resoconto di tre pagine con cui lo mette a parte dello stato di avanzamento dei lavori del DEA.

La lettera è cofirmata Antonio Pastore, direttore amministrativo e Roberto Carlà, direttore sanitario.

Rollo scrive a seguito dell’inchiesta pubblicata sul Tacco d’Italia e dei comunicati stampa del M5S e di Fratelli d’Italia.

Afferma che il 21 dicembre scorso, quando è stato consegnato il DEA alla Asl, collaudato e chiavi in mani, inaugurato dallo stesso presidente come struttura pronta e funzionante, in realtà c’erano da espletare tutta una serie di procedure e forniture necessarie per l’avviamento della struttura.

 

Conferenza stampa di inaugurazione (dicembre 2019)

Insomma fu una finta inaugurazione.

Lo apprendiamo ora. Rollo entra poi nel merito di una serie di attività che si sono portate a termine dopo la finta inaugurazione: attività non da poco. Dopo il 21 dicembre è stato necessario “il settaggio degli impianti, la bonifica degli ambienti, delle condotte, il collegamento di tutti i sistemi elettronici dai letti di degenza alle centrali di monitoraggio”.

Oggi 16 marzo, apprendiamo dalla lettera, è stato fatto il collegamento con l’Enel, perché il Dea era ancora provvisoriamente allacciato all’oncologico e al Fazzi.

 

Riguardo alla fornitura di ossigeno al DEA, scrive:

“Al fine di rendere fruibile il gas la ASL ha commissionato alla Ditta che fornisce ossigeno all’intero plesso Vito Fazzi (Air Liquide) l’installazione dei bomboloni previsti da progetto (…).

La ditta Rivoira ha comunicato alla ASL la disponibilità ad acquisire in affidamento diretto la fornitura del farmaco ossigeno (in quanto la stessa è concessionaria del servizio in altri ambiti), utilizzando a questo fine la bombola già installata, ritenuta dalla stessa idonea allo scopo. Ha formulato, di conseguenza, una proposta economica presentata come “vantaggiosa” utile anche di rendere immediatamente possibile l’apertura del Dea stante l’emergenza nazionale decretata per l’infezione Covid-19.

L’azienda sanitaria ha intimato la rimozione immediata della bombola Rivoira, evidenziando che non è possibile procedere ad un affidamento diretto di una fornitura dall’elevato valore economico perché non prevista nell’ambito di realizzazione dell’opera. Contestualmente, la ASL ha chiesto al presidente della Regione Puglia in qualità di commissario per l’emergenza coronavirus, l’emanazione di un’ordinanza a Rivoira per la rimozione urgente e senza indugio della bombola in argomento. Il presidente della Regione Puglia sulla base della motivata istanza del direttore generale, ha emanato l’ordinanza n.174.

La ditta Rivoira solo in data 12 marzo ossia ben dopo 6 giorni ha dato esecuzione all’ordinanza presidenziale.

A seguito di questo immotivato ritardo nell’esecuzione dell’ordinanza presidenziale l’avvio dei lavori a cura dell’Air Liquide è potuta avvenire soltanto il 13 marzo. Stante l’improcrastinabile necessità di aprire il DEA, ormai riconvertito a ospedale COVID19 per l’intera area provinciale, l’azienda sanitaria non ritenendo possibile attendere ulteriori 15 giorni per l’arrivo dal nord Italia delle bombole previste da progetto esecutivo, a causa dei rinvii legati agli omessi adempimenti della ditta Rivoira, ha valutato la possibilità di prendere in considerazione ipotesi alternative.

I tecnici hanno proposto la creazione di un collegamento diretto del DEA alla rete principale del Vito Fazzi. Tale collegamento può consentire, oltre alla fornitura di ossigeno terapeutico, anche la fornitura di aria sanitaria (aria sintetica richiesta dal direttore di farmacia del P.O. Vito Fazzi), prodotto indispensabile per molte funzioni assistenziali. Detta soluzione tecnica è stata condivisa dai tecnici dell’azienda sanitaria, da uno dei direttori operativi dei lavori di realizzazione del DEA (esterno all’amministrazione) e messa immediatamente in opera dalla ditta Air Liquide con un cronoprogramma di lavori di giorni otto, che ha incluso anche il sabato e la domenica, in modo da rendere possibile l’attivazione dell’intera struttura entro la settimana corrente.

I lavori sono al momento in corso”.

 

Dunque, attraverso il resoconto inviato da Rollo a Emiliano apprendiamo che:

 

1) è stato chiesto a Air liquide (Come? Oralmente? Non c’è traccia di atti formali) di fare i lavori di collegamento dei tubi dal Fazzi al Dea;

 

2) abbiamo conferma da Rollo che i lavori che abbiamo documentato attraverso il reportage fotografico sono effettivamente compiuti da Air liquide;

 

3) apprendiamo anche che Rollo ha rifiutato l’offerta di Rivoira perché “non è possibile procedere ad un affidamento diretto di una fornitura dall’elevato valore economico perché non prevista nell’ambito di realizzazione dell’opera”;

 

4) apprendiamo che Rollo ha preferito ad un contratto in affidamento diretto a Rivoira, che si desse avvio a dei lavori all’interno dell’ospedale, senza alcun contratto, determina, incarico formale;

 

5) apprendiamo anche che con un non meglio specificato “direttore operativo dei lavori di realizzazione del DEA (esterno all’amministrazione)” la Asl ha concordato le modalità di esecuzione dei lavori, che sono abusivi, perché senza contratto e senza alcuna autorizzazione (SCIA).

 

Ribadiamo che ad oggi, scriviamo alle ore 21:00, la Air liquide non ha contratto, scaduto il 31 dicembre 2019.

Perché si è preferito agire così? L’ho chiesto ad Emiliano.

Ci auguriamo che risponda.

In chiusura Rollo ha anche annunciato querela: “Considerando lesive le dichiarazioni contenute nell’articolo pubblicato su Il Tacco d’Italia, ha incaricato un legale di sporgere denuncia cautelativa alla procura della Repubblica di Lecce, in modo da consentire la necessaria chiarezza sulla vicenda”.

Bene. Per “consentire la necessaria chiarezza” dovrebbe intanto rispettare la legge, fare bandi pubblici, stipulare contratti prima di dare avvio ai lavori.

Chissà se a tutto questo può dimostrarsi interessata quella magistratura a cui Rollo si appella per difendersi dalla stampa, che ha il ruolo di controllare, per conto dei cittadini, il suo corretto operato di amministratore della cosa pubblica.

 

Per saperne di più:

15 Marzo 2020 – DEA Lecce senza ossigeno, la vergogna di Emiliano

15 Marzo 2020 – DEA di Lecce, un iter travagliato

16 Marzo 2020 – Ossigeno DEA: lavori in corso senza contratto (guarda le foto)

16 Marzo 2020 – M5S: il DG dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo faccia chiarezza

16 Marzo 2020 – Fratelli d’Italia: Emiliano faccia chiarezza sul DEA di Lecce

16 Marzo 2020 – TDM di Casarano: sul DEA di Lecce, carenze e fatti gravissimi

16 Marzo 2020 – Affaire DEA: anche Donato De Giorgi si appella a Emiliano

17 Marzo 2020 – DEA ossigeno, due serbatoi, lavori abusivi e nessun contratto

18 Marzo 2020 – FOTO, DEA ossigeno: proseguono i lavori senza autorizzazione

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!