DEA ossigeno, due serbatoi, lavori abusivi e nessun contratto

di Marilù Mastrogiovanni

ESCLUSIVO. Risvolti e retroscena su come la Asl di Lecce gestisce la cosa pubblica: incarichi verbali, senza bandi né contratti. La lettera di Anna Rita Dell’Anna, direttrice amministrativa del Fazzi. Le foto del cantiere non autorizzato. Emiliano non risponde e minaccia querela

Foto di proprietà de ©Il Tacco d’Italia – Tutti i diritti riservati.

Il 21 febbraio la direttrice amministrativa del presidio ospedaliero Vito Fazzi di Lecce, Annarita Dell’Anna, scrive una lettera.

La invia a tutti i vertici della Asl, incluso il direttore generale Rodolfo Rollo, per comunicare le modalità attraverso le quali la direzione amministrativa intende attivare il servizio “gas medicali” presso il DEA, il Dipartimento per l’emergenza e l’accettazione.

Quando Dell’Anna scrive, il 21 febbraio, in Puglia ancora non c’è l’emergenza. L’Italia è ancora divisa in due per l’emergenza Covid-19: da una parte la zona rossa, dall’altra tutto il resto.

Si sa però che il picco arriverà, perché gli epidemiologi lanciano un allarme a livello globale: sarà pandemia.

Eppure, c’è ancora il tempo per fare le cose per bene, rispettando le norme, cercando di tutelare la spesa pubblica, senza sprechi e spese ingiustificate.

Dalla lettera in nostro possesso invece apprendiamo che Dell’Anna sceglie un’altra strada.

Dell’Anna scrive che “Air liquide ha inviato l’allegata nota del 17.2.2020, comunicando di aver programmato per il giorno 28.2.2020 o, in alternativa per il 6.3.2020 l’installazione di un serbatoio avente capacità di 14mila litri”.

Dalla lettera che Rodolfo Rollo, direttore generale della Asl Lecce, ha inviato ieri al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, e che abbiamo pubblicato in esclusiva, apprendiamo che il bombolone per lo stoccaggio dell’ossigeno precedentemente installato dalla ditta Rivoira per permettere il collaudo degli impianti del DEA, è di 15mila litri.

Sempre da Rollo apprendiamo che l’impianto prevede due bomboloni, uno da 30mila e uno da 15mila litri. Rollo spiega anche ad Emiliano che “ovviamente la bombola da 15mila litri istallata dalla Rivoira non presentava la capacità prevista in progetto in quanto lo stesso prevedeva la collocazione di due bombole, una da 30mila litri ed una seconda da 15mila litri”.

Quindi: il bombolone da 15mila già installato e in regola “non presentava la capacità prevista nel progetto”, mentre, quello da 14mila litri, citato da Dell’Anna nella lettera, si.

Inspiegabilmente, per essere chiari, Anna Rita Dell’Anna, direttrice amministrativa del Fazzi, concorda con la Air Liquide di installare un bombolone più piccolo, da 14mila litri, di quello rimosso.

Perché ciò sia possibile, cioè montare un bombolone più piccolo di quello che già è stato installato per il collaudo e funzionante, Emiliano emanerà un’ordinanza ad hoc, la n.174, con cui intima la ditta Rivoira di rimuovere il bombolone, perché sta “impedendo la fornitura del farmaco da parte della Società (la Air liquide, ndr) già fornitrice dei gas medicinali presso il Presidio Ospedaliero Vito Fazzi”.

Aggiunge Emiliano nell’ordinanza: “1. Sono state, per ben due volte, rinviate le attività programmate per l’installazione del serbatoio fornito da (omissis) 2. in virtù del contratto Rep. n. (omissis) del (omissis), registrato presso Agenzia delle Entrate di Bari il (omissis) al n. (omissis) serie (omissis), per la fornitura di ossigeno equiparato per legge a fornitura di farmaco specifico”.

E’ d’obbligo precisare che:

  1. E’ vero: sono state rinviate per due volte le attività programmate e concordate tra Air Liquide e Dell’Anna, ma si tratta di attività programmate ad libitum, senza bando né contratto. Come se si trattasse di una trattativa tra privati.
  2. E’ vero: il contratto quinquennale citato da Emiliano con la Air Liquide è stato registrato alla Agenzia delle entrate, peccato che sia scaduto il 31 dicembre e non è stato prorogato.

Il bombolone di Rivoira sarà rimosso il 12 marzo.

Dell’Anna nella stessa lettera “invita” poi il responsabile unico del procedimento del DEA, a “prendere quanto prima contatto con Air Liquide per concordare le necessarie specifiche tecniche legate alle previsioni progettuali ed impiantistiche indispensabili per la corretta installazione dell’impianto e per comunque provvedere a tutti gli altri adempimenti necessari ai fini dell’attivazione del servizio”.

Un modus operandi fuori da ogni procedura prevista dal Codice unico degli appalti: ogni impianto e variazione di impianto necessita di un progetto esecutivo, un direttore dei lavori. La ditta che esegue i lavori deve essere formalmente incaricata per iscritto, anche con affidamento diretto, o dopo una piccola indagine di mercato (richiesta di tre preventivi).

La ditta selezionata deve sottoscrivere un contratto che preveda un capitolato tecnico, la scadenza della fine lavori, il dettaglio di chi e come farà il collaudo.

Invece Dell’Anna chiede al Rup del Dea di “concordare” (Come? A voce?) le “necessarie caratteristiche tecniche”.

E riferisce, nella stessa lettera, che tali decisioni sono state prese “nel corso delle periodiche riunioni riguardanti l’attivazione del DEA”.

Conclude dell’Anna: “La invito altresì a dare assicurazione alla sottoscritta ed ai vertici aziendali dell’adempimento di quanto richiesto anche al fine dell’adeguamento del contratto in corso”.

Anche al fine dell’adeguamento del contratto in corso.

Come “adeguare” un contratto già scaduto? E’ una domanda che avremmo voluto fare a Dell’Anna ma oggi non era in ufficio.

Ricapitoliamo: Emiliano con ordinanza, su richiesta di Rollo, d’accordo con Dell’Anna, ha fatto rimuovere un bombolone di 15mila litri per impiantarne uno da 14mila, da parte di una ditta a cui è scaduto anche il contratto grazie al quale rifornisce di ossigeno il Fazzi. E per installare il bombolone più piccolo dell’altro sono iniziati dei lavori abusivi in tutto e per tutto, che nessuno ha autorizzato per iscritto, senza contratto, né progetto esecutivo, né SCIA.

Stamane i lavori per l’interramento di un tubo di circa 150-200 metri che colleghi i bomboloni di ossigeno del Fazzi con il Dea, sono andati avanti.

Pubblichiamo le foto dell’area cantierizzata.

Abbiamo contattato alcuni esperti di questo tipo di impiantistica, che preferiscono non essere citati.

Ci hanno spiegato che se Emiliano, Rollo e Dell’Anna dovessero continuare a percorrere questa strada degli affidamenti di lavori “a voce”, c’è il serio rischio che il tubo, una volta collegato al DEA, non potrà mai essere collaudato, perché compromette il progetto esecutivo originario, già collaudato; progetto che non prevede che l’ossigeno arrivi da un bombolone distante 150-200 metri, ma da un bombolone allocato lì, al DEA, esattamente dove c’era quello rimosso dall’ordinanza di Emiliano.

Abbiamo contattato la Air Liquide, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Dopo l’ordinanza di Emiliano e fino ad oggi abbiamo anche contattato i vari responsabili dell’Area tecnica della Asl, che non hanno risposto alle domande. Lo stesso ha fatto Rivoira: i dirigenti sempre impegnati.

Michele Emiliano invece mi ha fatto sapere via messaggio che “ne parliamo nella sede competente”. Immagino che significhi che intende querelarmi.

Ho risposto al presidente: “La sede competente sono i giornali, se i giornalisti fanno domande specifiche: il presidente deve dare spiegazioni ai cittadini. Che i lavori sono senza contratto si ha conferma dalla lettera di Rollo che hai ricevuto. Quindi ripeto la domanda: perché sono in corso lavori abusivi, senza SCIA, senza contratto? A che costo? Chi lo ha pattuito? In base a quale piano esecutivo dei lavori? Chi li collauderà? Quando finiranno, visto che non c’è una data fissata di fine lavori, perché non c’è un contratto?”

Non ha risposto.

Aggiungo che emergenza non significa annullare tutte le leggi e le norme che regolamentano lo Stato democratico.

Il Presidente della Regione non è un podestà.

Emergenza significa snellire le procedure, alleggerire la burocrazia, e non cancellare con un colpo di spugna la legge.

#Andràtuttobene se tutti faremo le cose per bene. Non se lo Stato diventa una giungla.

I lavori dell’interramento del tubo che dal Fazzi deve raggiungere il DEA sono proseguiti per l’intera mattinata

Foto di proprietà de ©Il Tacco d’Italia – Tutti i diritti riservati.

 

 

 

Per saperne di più:

15 Marzo 2020 (PRIMA PUNTATA DELL’INCHIESTA): DEA Lecce senza ossigeno, la vergogna di Emiliano

15 Marzo 2020 – DEA di Lecce, un iter travagliato

16 Marzo 2020 – Ossigeno DEA: lavori in corso senza contratto (guarda le foto)

16 Marzo 2020 – Rollo scrive a Emiliano e conferma: lavori senza contratto

16 Marzo 2020 – M5S: il DG dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo faccia chiarezza

16 Marzo 2020 – Fratelli d’Italia: Emiliano faccia chiarezza sul DEA di Lecce

16 Marzo 2020 – TDM di Casarano: sul DEA di Lecce, carenze e fatti gravissimi

16 Marzo 2020 – Affaire DEA: anche Donato De Giorgi si appella a Emiliano

18 Marzo 2020 – FOTO, DEA ossigeno: proseguono i lavori senza autorizzazione

1 Commento

  1. Avatar
    Giovanni

    Grazie per tenerci informati. Si spera comunque che sia pronto il dea per l’arrivo dell’emergenza da noi. Il resto speriamo venga comunque chiarito., e non insabbiato. E che se c’è da rispondere penalmente e da pagare,si provveda. Ma dubito. Giovanni

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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