Mafia foggiana, arresti in tutta Italia

Estesi fino alla Lombardia i tentacoli delle famiglie di San Severo. In mattinata conferenza stampa a Bari, con il procuratore nazionale de Raho

Dalla Puglia alla Lombardia, passando per Abruzzo, Campania, Marche: sono scattati stamattina gli arresti in diverse regioni per decine di persone legate alle famiglie mafiose di San Severo, nel foggiano.


Associazione mafiosa, estorsione, traffico e spaccio di droga, tentato omicidio, sono solo alcuni dei capi d’accusa contenuti nei provvedimenti d’arresto firmati dal gip di Bari, per persone residenti nelle province di Milano, Rimini, Ascoli Piceno, Fermo, Campobasso, Pescara, Teramo, Napoli e Salerno, oltre che in diverse zone della Puglia.

Maggiori dettagli nelle prossime ore: alla conferenza stampa, che si terrà in mattinata a Bari, è atteso anche il procuratore nazionale antimafia, Cafiero de Raho.

 

// GLI AGGIORNAMENTI
Sono uomini dei clan La Piccirella, Severino e Nardino, vertici compresi, i 54 arrestati questa mattina dalle forze dell’ordine. Tra i nomi spiccano quelli di Giuseppe Vincenzo La Piccirella, Severino Testa, Franco e Roberto Nardino, a capo delle omonime famiglie. Le quali, dicono gli inquirenti che indagano dal 2015, avevano ormai un ruolo di spicco nell’approvvigionamento di droga dall’estero e nel traffico della stessa in Capitanata, suscitando il rancore di altri gruppi malavitosi della zona.


Proprio alcuni regolamenti di conti tra rivali hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Per la prima volta viene contestato il reato di associazione di tipo mafioso alle famiglie di San Severo, che assumono quindi un profilo del tutto autonomo rispetto alla mafia foggiana. Estorsione, tentata estorsione, associazione finalizzata al traffico di droga, spaccio, danneggiamento, reati in materia di armi, lesioni personali e tentato omicidio, aggravati dalle finalità mafiose, i reati contestati.


Tra le vittime delle intimidazioni accertate del gruppo, anche un commerciante, che ha subito un tentativo di estorsione e danneggiamenti alle proprietà: la casa in cui viveva, il negozio, l’automobile.

 

Leggi anche: 

Mafia a Foggia, ecco cosa dice l’ultima relazione della DIA

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!