“Ambiente svenduto”, le condanne arrivano al Consiglio d’Europa

Era il 24 Gennaio 2019 quando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo stabilì per la prima volta che gli impianti ex-Ilva rappresentavano un pericolo per la salute dei cittadini di Taranto. Ulteriore conferma è stata data dalla Corte d’assise di Taranto che, pochi giorni fa, ha comminato una serie di max-condanne, ribadendo che l’attività degli impianti ha causato malattie, decessi e inquinamento ambientale. Peraltro la confisca dell’area a caldo, principale responsabile dell’inquinamento, imposta dalla stessa Corte d’Assise, non potrà avere effetti immediati. In tutto questo il vero latitante sembra essere…

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McDonald’s Salento Padel Cup: sport, divertimento e spettacolo il 26 e il 27 giugno a Lecce

Il torneo nasce da un’idea del brindisino Francesco Giorgino con il supporto del giornalista sportivo Mediaset, Mino Taveri, e ha incassato il patrocinio del corso di laurea in Management dello Sport di UniSalento. Il Kick Off Center di Cavallino (Lecce) ospiterà 48 coppie fra donne e uomini, tra atleti della nazionale italiana e istruttori. Prevista una sezione speciale per i vip: fra i partecipanti, i calciatori Stefano Mauri, Luigi Di Biagio, Ernesto Chevantón, Guillermo Giacomazzi e l’attore di fiction Andrea Meo A tutto padel nel Salento per un fine settimana…

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Ilva, l’ambiente fu svenduto: raffica di condanne

Il processo “Ambiente Svenduto” sul disastro ambientale causato dallo stabilimento siderurgico sotto la gestione del gruppo Riva, a nove anni dall’incidente probatorio, si è concluso. La sentenza commina pene severe e condanna, tra gli altri, Nichi Vendola, Fabio e Nicola Riva, Giorgio Assennato, Girolamo Archinà, Gianni Florido e Michele Conserva. Donato Pentassuglia risulta prescritto. Forte la reazione di Vendola, chiamato a scontare tre anni e sei mesi di reclusione. Di Redazione La sentenza della Corte d’Assise di Taranto, presieduta dalla giudice Stefania D’Errico, giudice a latere Fulvia Misserini, viene salutata…

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Caso Emanuela Orlandi, Università Lecce: resti del cimitero di Città del Vaticano non sono della ragazza

L’Università di Lecce oggi ha comunicato i risultati delle analisi condotte su 60 campioni con il metodo della datazione al radiocarbonio. Lucio Calcagnile, fondatore e direttore del Centro di Fisica applicata: “Nessuno è risultato successivo al 1955 come ci si sarebbe aspettato per i resti di un individuo nato alla fine degli anni sessanta” LECCE- No, i resti non sono quelli di Emanuela Orlandi, la ragazza romana scomparsa il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni. Nessuno dei 60 campioni ossei provenienti dal cimitero teutonico di Città del Vaticano è…

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Brindisi, droni per consegnare telefonini e droga in carcere durante lockdown: 29 arresti

Nell’inchiesta Grid dei carabinieri gli indagati sono 34. Ruolo di primo piano contestato ai fratelli Angelo Sinisi e Antonio Borromeo, fra i protagonisti dell’evasione dal penitenziario di Foggia il 9 marzo 2020: in cella con micro cellulari riuscivano a parlavano con la madre, Antonella Di Lauro, per organizzare furti d’auto e spostare armi anche da guerra come Kalashnikov, e con amici fidati ai quali in video chiamata facevano vedere le celle. La donna è stata condotta nel carcere di Lecce. Sequestrata la ditta Recuperi Sud srl, specializzata nella rottamazione dei…

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Avvocato cita in giudizio giornalista per diffamazione, il Tribunale: fatti veri, fonte autorevole

La sentenza riconosce alla nostra cronista Stefania De Cristofaro l’esercizio del diritto di cronaca nel rispetto del decalogo della Cassazione: “Fatti adeguatamente verificati, raccontati in tono neutro e pacato, i testi non contengono intemperanza verbale, né espressioni gratuitamente offensive”. Il legale chiedeva 300mila euro nel ricorso d’urgenza, dopo l’iniziale citazione per 26mila euro ROMA – Nessuna diffamazione, nessun risarcimento. La giornalista professionista Stefania De Cristofaro, nostra cronista di giudiziaria, non offese l’onore dell’avvocato Piero Lorusso scrivendo due articoli relativi a un processo nel quale il legale era parte offesa. Per…

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Popolare di Bari, assolti due funzionari: non fu truffa la polizza vita

Non ci fu nessuna truffa, ma si trattò di un’operazione regolare. La seconda sezione penale della Corte di appello di Bari ha assolto dall’accusa di truffa aggravata Leonardo Caldarola e Antonio Mucci, rispettivamente Direttore e dipendente della Banca Popolare di Bari, filiale di Barletta, condannati in primo grado dal tribunale di Trani ad un anno di reclusione nonché al pagamento di una provvisionale di 10 mila euro. I fatti risalgono al giugno del 2012 quando, secondo l’originaria accusa, i due avevano indotto gli anziani genitori di un nuovo correntista –…

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Mafia, “Alta tensione”, tornano i riti d’iniziazione: la croce incisa sulla spalla con una lametta

DOSSIER/2 Nell’inchiesta Alta tensione della Dda, i verbali di Filippo Cucumazzo, 47 anni, sotto protezione dopo aver confessato di aver ucciso a colpi di pistola Fabrizio Andolfi, 33 anni, il 14 gennaio 2018: “Ascoltavo i comandi di Vincenzo Anemolo, se dicevo no dovevo essere chiamato villacchione, non mi dava più da mangiare”. Ha riferito ai pm anche di aver ricevuto “un innalzamento nel grado di camorra, con l’attribuzione della sesta”: alla cerimonia, oltre al boss, “c’era Francesco Cascella come esecutore materiale dell’incisione della croce sulla schiena, con una lametta, all’altezza…

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Lecce 1985: il libro di Maffei, riaccende ricordi bellissimi

di Umberto Morigine* Conservo ogni reliquia relativa alla mia squadra del cuore: biglietti dello stadio, foto, bandiere, adesivi, articoli di giornale e fanzine, il tesserino di corrispondente sportivo di mio padre del 1964, persino un certificato azionario dell’Unione Sportiva Lecce Spa (regalo agli abbonati del 1985/86). Molte di più le conservo nella mia mente: un album di immagini nitide, dense di affetto, indelebili, soprattutto le più remote. A partire da un Lecce – Rimini (1982) da sliding door: un rigore tirato in curva sud da Magistrelli e, subito dopo, il…

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Bari, guerra tra clan mafiosi e omertà: è “alta tensione”

DOSSIER/1 “Alta tensione”, l’ultima inchiesta della Dda del capoluogo regionale ricostruisce l’omicidio avvenuto la sera del 14 gennaio 2018, anche grazie alla recente collaborazione di Filippo Cucumazzo: ha ammesso di aver sparato e ucciso Fabrizio Andolfi perché era passato dagli Anemolo ai Capriati. Per il gip la sua “resa delle armi” è autentica: già trasferito ai domiciliari in una località protetta. Ruolo di mandanti contestato a Vincenzo Anemolo, ritenuto boss della zona, e Francesco Cascella   BARI – “Se non ammazzi, non sei boss. Quella è una guerra, è la…

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