Tap: chi eradica le irregolarità

Perché gli espianti degli ulivi a ridosso di maggio, quando la VIA indica febbraio come termine massimo? Perché nessuno fa niente?

di Francesca Rizzo

Ulivi imprigionati dietro le sbarre, come condannati in attesa di un’esecuzione tardiva: a Melendugno procedono i lavori di espianto degli alberi, con tanto di ordinanza del prefetto che blinda la zona intorno al cantiere per “ragioni di sicurezza”.

Ma, un momento: espianti ad aprile? Com’è possibile, se la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) prescriveva la conclusione dei lavori di eradicazione entro febbraio? Questa ed altre le irregolarità oggetto di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Lecce, organizzata dal Coordinamento per la difesa del Patrimonio Culturale contro le devastazioni ambientali.

Relatore principale della conferenza, Graziano Petrachi, docente di Economia aziendale che da anni, senza alcun incarico se non quello datogli dalla sua coscienza, studia atti ufficiali, VIA, domande e permessi che ruotano intorno al gasdotto in fase di costruzione.

 

 

E le irregolarità riscontrate e denunciate da Petrachi sono molte, ad iniziare proprio dal periodo riservato agli espianti, per non parlare delle procedure, obbligatorie ma regolarmente ignorate, da effettuare prima e durante i lavori per scongiurare il rischio inquinamento.

Ma se Tap ignora le norme, “dov’è chi è pagato per vigilare?”: questo si chiede Petrachi insieme a Gino Ancona, segretario del Coordinamento per la difesa del Patrimonio Culturale contro le devastazioni ambientali; “Abbiamo avuto la possibilità di conoscere una serie di cose che danno perplessità su quello che è stato fatto verso Tap”, ha dichiarato Ancona, che ha poi sottolineato: “Di fatto vediamo, come sempre, cittadini che si rimboccano le maniche e lavorano duramente per il bene della collettività”.

Com’è possibile che debba essere un cittadino a smascherare tutto, quando ci sono enti tenuti a controllare ed eventualmente sanzionare? E che “peso” ha la voce di uno contro un muro di enti?

“Stiamo cercando di collegare i cittadini per fare in modo che abbiano più forza nell’azione e siano meno vulnerabili davanti a chi sta depredando il maniera balorda questo pianeta”, l’impegno di Ancona.

 

 

Iniziano gli sradicamenti in zona “le Paesane”, a Melendugno, per il passaggio del gasdotto

(foto di Anna Maria Vergari e Stefano De Maria)

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