Risonanze magnetiche senza collaudo: Leo diffidato

Sanità papers 4. Il direttore dell’Area tecnica della Asl di Lecce conferma in una nota l’assenza del collaudo tecnico amministrativo e intima il rup Antonio Leo a procedere con urgenza

di Marilù Mastrogiovanni

SANITA’ PAPERS 4 // Le due risonanze magnetiche attive presso l’Ospedale Vito Fazzi di Lecce e presso il Polo Oncologico sono ancora senza collaudo.

Nessuna conseguenza dopo la pubblicazione dell’inchiesta del Tacco d’Italia: tutto fermo e tutto tace.

Eppure abbiamo conferma della preoccupazione dei vertici aziendali e della verità di quanto denunciato da una missiva giunta al protocollo della Asl leccese il 28 febbraio, due giorni fa.

La firma il Direttore dell’Area Tecnica della Asl di Lecce, l’ingegner Daniele Prete, e la indirizza al responsabile di questo inquietante episodio di malagestione: l’ingegner Antonio Leo,  responsabile unico del procedimento dell’appalto per l’acquisto delle due risonanze magnetiche di marca Philips.

La lettera, che “riveste carattere di urgenza”, intima Leo ad avviare le procedure per la nomina dell’organo di collaudo, cioè i tecnici che dovranno valutare che tutto va secondo le regole, che tutto funziona bene e che non v’è rischio alcuno per la salute dei pazienti e dei lavoratori e delle lavoratrici che lavorano in quegli ambienti di lavoro.

Prete, in premessa, precisa che “ad oggi, non risulta essere stato eseguito il collaudo tecnico amministrativo previsto ai sensi dell’articolo 141 del dlgs 163/06”, che, come abbiamo spiegato nel dettaglio, è l’unico valido sotto ogni profilo e che, come abbiamo ampiamente illustrato, si sarebbe dovuto eseguire dopo la certificazione della fine dei lavori.

Perché dunque, di fronte a tale macroscopica e gravissima mancanza del rispetto delle leggi e delle procedure, la dirigenza della Asl non agisce, nonostante la comunicazione “urgente” sia indirizzata anche a loro per conoscenza? La lettera infatti è nelle mani anche di Antonio Pastore, direttore generale della Asl facente funzioni dopo l’arresto del suo predecessore Ottavio Narracci, e del direttore sanitario Rodolfo Rollo.

 

E i due primari dei rispettivi reparti, cioè Fernando Antonio Lupo e Massimo Torsello, responsabili di tutto ciò che accade tra quelle mura, perché non tutelano se stessi e i pazienti?

 

E Michele Emiliano, assessore regionale alla sanità, oltre che presidente della Regione Puglia, perché non diffida il rup, l’ingegner Antonio Leo, a collaudare le due risonanze magnetiche, che sono aperte al pubblico come se nulla fosse?

 

E’ una situazione paradossale: dovrebbero arrivare gli ispettori ministeriali, è una notizia gravissima eppure è ignorata da tutti.

 

Dalla politica, dai giornali locali, dalla magistratura.

 

L’operazione della Procura di Potenza, che ha portato agli arresti del pm Emilio Arnesano, di Ottavio Narracci (direttore generale dell’Asl di Lecce), e di tre dirigenti medici della stessa Azienda Sanitaria Locale:

  • Carlo Siciliano (direttore del Reparto di Medicina del lavoro dell’Asl di Lecce)
  • Giorgio Trianni (primario di Neurologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce)
  • Giuseppe Rollo (primario di Ortopedia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce)

sembrava avesse fatto saltare il tappo, invece ha infittito quella cappa fatta di omertà e servilismo che a Lecce è più pesante di quanto possiamo immaginare e che va a infettare ogni aspetto della convivenza civile.

 

4/CONTINUA

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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