Cocainegate: Algeria, nuova tappa per la cocaina

Un “arco d’oro” per il narcotraffico internazionale: la costa nordafricana è la nuova via per far giungere la droga in Europa e Medio Oriente. Ed eludere i controlli delle forze dell’ordine

 

Fonte: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2019/01/29/l-algerie-est-elle-en-train-de-devenir-une-nouvelle-etape-sur-la-cote-de-la-cocaine_5416292_3212.html

Versione italiana a cura della Redazione del Tacco d’Italia

I porti del paese nordafricano offrono ai trafficanti di droga l’accesso diretto ai mercati europei. Una strada sempre più battuta: i commerci di droga che dal Sud America giungono sulle coste algerine coinvolgono gli africani come intermediari locali. La destinazione ultima di coca e hashish è l’Europa, dove i fatturati sono i più redditizi. Due i Paesi faro – l’Italia con le sue mafie calabresi, siciliane e napoletane, e la Spagna, i cui porti sono punti di connessione per il traffico dall’America Latina – che spostano poi i narcotici nei maggiori centri urbani del continente.

 

Nel maggio 2018, la dogana algerina ha sequestrato 701 kg di cocaina – un record – nel porto di Oran, la seconda città più grande del Paese. I narcotici erano stipati a bordo del “Vega – Mercurio”, in un container di carne congelata. Il carico avrebbe iniziato il suo viaggio in Brasile, si sarebbe fermato nei porti spagnoli di Las Palmas e Valencia prima di raggiungere Oran. E le autorità spagnole hanno riferito di aver informato le loro controparti algerine.

La nave container era stata commissionata dal più grande importatore algerino di carne congelata, “Dounia Meat”, società di Kamel Chikhi – soprannominato “El Bouchi” (“il macellaio”) – e dei suoi fratelli. Chikhi e altri tre membri della società sono stati arrestati. Lo scandalo, noto come “Cocainegate“, ha implicato la rimozione di alti funzionari, tra cui l’ex direttore generale della sicurezza nazionale, il maggiore Abdelghani Hamel. Il suo autista è stato anche citato nelle indagini.

 

Transito per i mercati europei

Cosa significa questa confisca per l’Algeria, un Paese che fino a quel momento non era percepito come un attore strategico nel traffico di cocaina in Africa? Innanzitutto, appare improbabile che la cocaina possa essere destinata al consumo locale. Sebbene la dimensione del mercato interno sia sconosciuta, è verosimilmente ancora piccola per consentire la vendita di una così grande quantità di narcotici. Inoltre, la cocaina è molto costosa in Algeria poiché vale tra 145 e 290 euro al grammo. È quindi ragionevole che le merci in questione fossero in transito in Algeria, per essere consegnate sui mercati europei e in Medio Oriente. In secondo luogo, ciò significa che questo collegamento – tra Brasile, Spagna e Algeria, compreso il mercato di destinazione finale – è stato senz’altro testato e accuratamente coperto in anticipo da piccole transazioni. Prima di inviare quantità così grandi, i cartelli della droga generalmente assicurano percorsi e hanno forti partner locali e mercati finali. Non è un caso che Oran sia stato utilizzato come porto di transito. Importante porto commerciale e passeggeri, situato a soli 200 km dalla Spagna, Oran occupa una posizione strategica per il traffico di droga. Nel gennaio 2015, i pescatori avevano già rintracciato oltre 81 kg di cocaina vicino alle isole Habibas, a soli 10 km dalle rive della città.

 

Le caratteristiche chimiche del sequestro di Habibas sono identiche a quelle di numerose piccole confische fatte dalla polizia negli ultimi anni. Ciò suggerisce che la cocaina che transita dall’Algeria potrebbe essere legata a un fornitore esclusivo. Prima dell’operazione Oran, il più recente sequestro di cocaina in Algeria si è verificato nel 2015, quando sono stati trovati 156 kg al porto di Baraki. I narcotici erano nascosti in un contenitore di latte in polvere importato dalla Nuova Zelanda e che viaggiava dalla Spagna in Algeria. È indicativo che i due sequestri siano avvenuti in aree portuali, in contenitori destinati alle coste algerine. L’Algeria ha preso piede nell’economia globale dalla metà degli anni 2000, con le importazioni che sono balzate da $ 15,25 miliardi nel 2005 a $ 48,6 miliardi nel 2016, con una crescita del 318%. Questo boom è dovuto a una politica di massiccia importazione sostenuta da entrate in valuta estera a causa di vendite di petrolio nel 2000. Il grande sequestro di cocaina di Oran in Algeria ha fatto eco in Marocco, dove 2,4 tonnellate di cocaina sono state sequestrate nei pressi di Rabat, nell’ottobre 2017. Nel febbraio 2018, le autorità marocchine hanno anche confiscato 541 kg di cocaina in una nave da carico proveniente dal Brasile e diretta a Casablanca.

 

Nuova tendenza africana

Il traffico di cocaina nel Maghreb è al suo picco dal 2016 e ciò suggerisce che stanno emergendo nuove rotte. Secondo il “Rapporto sulle droghe nel mondo” (2018) pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, la quantità di cocaina sequestrata in Nord Africa è aumentata di sei volte nel 2016 (il 69% dei sequestri nell’intera Africa). Tradizionalmente, i narcotici dal Sud America arrivano in Africa attraverso la costa occidentale, prima di essere distribuiti in Europa e nel Medio Oriente. Questi sequestri in Marocco e Algeria suggeriscono che la cocaina fa passaggi sempre più frequenti sulla costa nordoccidentale. La nuova tendenza si basa sulle storiche rotte marocchine della cannabis. Esistono vecchi legami tra i cartelli della droga sudamericani e i trafficanti di cannabis del Marocco, che fanno affidamento su solide reti nell’Algeria nordoccidentale. Queste ramificazioni rendono il Nord Africa un hub di transito “invitante” per il traffico di cocaina. La costa tra Casablanca e Algeri, che attraversa Oran e Rabat, è un “arco d’oro” per i narcotrafficanti. Offre una finestra su tre continenti essendo vicino ai mercati europei dei consumatori. Nei prossimi anni, il traffico di droga dovrebbe prosperare in quest’area, soprannominata la “nuova costa della cocaina”. La sua vicinanza al fruttuoso mercato europeo, ma anche la difficoltà di attraversare la regione sahel-sahariana orientata al conflitto, ne fanno un asse importante.

 

Spiega l’ultima relazione della Direzione centrale per i servizi antidroga (DCSA) che “sono molteplici le rotte attraverso cui l’hashish marocchino viene esportato verso il mercato europeo: accanto alle tradizionali rotte che, attraverso l’utilizzo di varie tipologie di natanti, convergono verso la Penisola iberica, la Francia e l’Italia, negli ultimi anni ne sono state segnalate altre transitanti dai Paesi del Nord Africa (Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto), con lo scopo di eludere le misure di sorveglianza poste in essere sulle storiche direttrici di traffico. Queste ultime rotte, oltre ad alimentare i mercati di consumo dei Paesi summenzionati, costituiscono un’efficace alternativa all’introduzione della sostanza nei mercati dell’Europa centrale ed orientale: sono stati infatti segnalati canali di importazione transitanti dalla Turchia, dalla Romania, dalla Bulgaria e dall’Ucraina, sfruttando itinerari marittimi che avevano come terminali del traffico i porti che si affacciano sul Mar Nero”.

 

Combattere questa nuova tendenza richiede una maggiore cooperazione interregionale e continentale. Per ridurre il traffico di cocaina, devono essere condotte operazioni marittime congiunte. Le forze navali algerine devono rafforzare la sicurezza nei principali porti e le autorità doganali irrigidire i controlli sulle importazioni che arrivano con navi porta container. La politica del corridoio verde, che consente agli importatori di accelerare l’ingresso di merci e materie prime, dovrebbe essere rivista per allinearsi meglio alle norme internazionali stabilite dall’Organizzazione mondiale delle dogane. Il dibattito su “Cocainegate” rimane altamente politicizzato e la sua depoliticizzazione aiuterà anche a identificare, trovare e perseguire i soggetti coinvolti. Le autorità algerine devono analizzare questo sequestro come un avvertimento che le reti criminali utilizzano sempre più il loro Paese come zona di transito per la cocaina.

 

 

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