La catena pandemica delle domande. Retoriche e non

Perché, chi fa una buona domanda non è lontano dal trovare la risposta

 


Di Luigi Cazzato 

 

Oggi siamo ufficialmente entrati nella fase 2. Nel frattempo la fase 1 si lascia dietro di sé un cumulo di domande.

Se è facile rispondere sul perché la Cina abbia registrato ufficialmente solo 83.000 casi di contagi a fronte di ben 1,4 miliardi di persone, è più difficile rispondere sul perché l’Italia non sia riuscita a fare tesoro dell’esperienza cinese, nonostante l’inaffidabilità dei dati, cominciata almeno due mesi prima (dicembre 2019, primo caso ufficiale 11 gennaio 2020).

E quindi.

Perché solo il 22 febbraio ci si è accorti che era arrivato il virus fra gli italiani quando in realtà circolava da molto prima? E ci è voluta la “pazza idea” di un’anestesista disubbidiente per scoprire il contagio del cosiddetto paziente n. 1, che non era per nulla il n. 1? Perché i protocolli italiani allora non ammettevano la verifica tramite tampone, nonostante il bombardamento di notizie allarmanti provenienti dalla Cina? E perché, una volta scoperto che non c’era un paziente 0 e oramai i buoi erano scappati dalle stalle, Milano e il campionato di calcio non si fermavano:

business as usual?

Perché alcuni virologi hanno potuto proclamare che Italia era a “rischio zero” (vedi Roberto Burioni il 2 febbraio) e i sintomi erano quelli di una “semplice influenza” (vedi Maria Rita Gismondo il 26 febbraio)? Perché la rivista Nature pubblica un articolo scientifico dove si prova che questo virus non è stato costruito in laboratorio e il Premio Nobel Luc Montagnier sostiene il contrario, ma in un talk show? E perché, a proposito di scienziati, Ilaria Capua (che ora ci parla dallo schermo ogni settimana come fosse un oracolo) è dovuta scappare dall’Italia per fare la virologa?

Perché in Lombardia, dove il 50% della sanità è stata privatizzata, si muore come mosche? Perché il vicino Veneto, partito insieme alla Lombardia, non ha visto il dilagare dell’epidemia? Perché il divario di contagi fra nord (più maldestro) e sud (più scrupoloso)?

E poi, visto l’errore dell’Italia nel non fare tesoro dell’esperienza cinese, perché la Spagna e la Francia hanno diabolicamente perseverato, celebrando elezioni ed eventi sportivi di massa, mentre in Italia il virus galoppava e mieteva vittime come grano? Perché un medico e conduttore televisivo inglese negli stessi giorni dichiarava che era solo una scusa degli italiani per fare sieste più lunghe? Perché in Germania si muore sei volte di meno rispetto all’Italia e si può prendere il sole in riva al lago, mentre in Italia mobilitiamo l’esercito per fermare un runner su una spiaggia deserta? E perché il Primo ministro inglese Boris Johnson, che ha guardato il virus in faccia, voleva raggiungere la fantomatica immunità di gregge? Perché la Svezia non ha chiuso tutto e l’OMS dichiara che potrebbe essere un modello per la fase 2?

Perché tutto questo cinismo da Trump in giù? E negli USA alcuni senatori dopo un incontro riservato con i servizi segreti sul covid 19 si sono affrettati a vendere le loro azioni prima che il contagio fosse rilevato in Cina? E ora i poveri nella land of the free and home of the brave vengono seppelliti in fosse comuni come succederebbe in uno dei tanti paesi-cortile della politica estera a stelle e strisce? Perché scarseggiano i respiratori non solo in Somalia (dove ce n’è solo uno), ma anche nella nazione più potente del mondo? Perché, se si tratta dell’evento più catastrofico mai avvenuto dalla fine delle seconda guerra mondiale, l’Europa che è stata distrutta da quell’esperienza rischia di essere distrutta di nuovo dagli egoismi nazionali? Perché tutta questa insistita incredulità davanti all’orda barbarica che pure si vede arrivare urlante dalle feritoie delle mura delle fortezze nazionali?

Perché non ascoltiamo gli economisti più disincantati (vedi l’ex ministro greco Yanis Varufakis), che ci avvertono che con questa crisi (sanitaria) non sarà come con la crisi (finanziaria) del 2008, quando il sistema del capitalismo globale riuscì a cavarsela solo grazie alla trazione di una Cina, che adesso non può trainare più nessuno? Perché, in Lombardia e ancor di più in Florida, credono di poter fare profitti anche sulla salute dei nostri simili?

Andrà tutto bene? Nulla sarà come prima?

Andrà tutto bene e nulla sarà come prima solo se sospendiamo una credulità pandemica, è il caso di dire, il cui virus infiltra i polmoni occidentali (e non), illudendoci di poter respirare grazie all’ossigeno fornito dalla mano invisibile del mercato.

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