Xylella, fatta la legge, impantanati i ricorsi

Xylella, beffa delle beffe. Decade il ricorso del WWF e di altre associazioni. Con la nuova legge della Regione Puglia del 30 marzo scorso tutto l’iter d’impugnazione del Piano Silleti fa un buco nell’acqua

Di Marilù Mastrogiovanni

“Sopravvenuta carenza d’interesse”. Tecnicamente è questa la ragione che fa decadere il ricorso di associazioni, imprenditori e cittadini dinanzi al Tar del Lazio, con cui si erano impugnati atti e leggi della Regione Puglia, emanati per contrastare il presunto avanzamento del batterio della xylella fastidiosa a suon di sradicamenti.

Decade il ricorso perché dal 30 marzo 2017 è in vigore la nuova legge regionale che fissa nuovi criteri per la “gestione” della “batteriosi” da xylella.

E siccome il ricorso era avverso la precedente legge, cioè avverso il piano Silletti (il commissario straordinario per l’emergenza xylella, poi indagato dalla procura di Lecce), va da sé che, decaduta la legge, decade il ricorso.

Gabriella De Giorgi, professoressa ordinaria di Diritto amministrativo dell’Università del Salento aveva, in collaborazione con il gruppo di ricerca Lair (Law and Agroecology-Ius et Rus) coordinato da Massimo Monteduro (professore associato di diritto amministrativo presso la stessa Università), hanno imbastito l’impianto per la difesa e messo a disposizione del web il dossier elaborato dal LAIR sulle norme europee e italiane predisposte per il contrasto dei patogeni da quarantena, qual è la xylella.

E’ stato il primo gruppo di ricerca intersettoriale partito dal basso, finanziato dai volontari, sostenuto dalla rete e dal mondo della cultura.

Un bell’esempio di collaborazione sinergica tra persone, aziende, associazioni, università. Il web ha fatto da collante: si son fatti banchetti e collette e dibattiti e incontri e un po’ di fatica l’ha messa anche il Tacco e Xylella report.

La nuova legge regionale blocca il ricorso, che si dovrebbe riscrivere da zero. La nuova legge ribadisce il criterio dello sradicamento delle piante e degli alberi nel raggio di 100 metri da quella risultata positiva alle analisi. Un’impostazione voluta dalla Giunta presieduta da Nichi Vendola e ribadita da quella di Michele Emiliano.

Va avanti il criterio del fare terra bruciata, voluto ormai quattro anni fa dalla Regione Puglia la cui inefficacia è sotto gli occhi di tutti.

Per fortuna va avanti anche la ricerca, che deve essere condivisa, aperta e sottomessa al giudizio della comunità scientifica.

I tempi della ricerca però lunghi e, sebbene sicuramente si troverà il modo di contrastare il batterio, i tempi della vita impongono altre priorità: è necessario trovare il modo di convivere con il batterio, salvando gli alberi secolari e millenari.

La priorità per le persone e per gli imprenditori di olio extravergine salentino ricavato da alberi secolari, è salvare il paesaggio, salvare quei monumenti viventi di cui siamo, temporaneamente, custodi.

Ma, ancora una volta, le priorità della politica divergono da quelle delle persone.

SU XYLELLA REPORT L’AFFARE XYLELLA, DAL 2013 AD OGGI

Complesso del disseccamento rapido degli ulivi, detto Co.di.ro.: “decade” il ricorso al Tar Lazio DI GIORGIO DOVERI

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Marilù Mastrogiovanni

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