‘50e50’, domani un presidio in Via Capruzzi

Bari. Anche la rete di giornaliste Gi.u.li.a Puglia ha aderito al Comitato promotore della proposta di legge

BARI – Crescono i consensi, in Puglia, per la proposta di legge di iniziativa popolare “50&50”, che mira ad introdurre la doppia preferenza donna-uomo nella legge elettorale regionale. Anche Gi.u.li.a Puglia (la sezione pugliese della rete di giornaliste) ha infatti aderito al comitato promotore per portare avanti una battaglia di civiltà in una regione che solo nell’ultimo anno ha visto bocciare i decreti di nomina di diverse giunte comunali, per il mancato rispetto della parità di genere. Domani alle 10.30, all’esterno della sede regionale di via Capruzzi 204, in occasione del consiglio regionale il Comitato promotore delle Legge 50-50 ha organizzato un presidio per sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sulla proposta. Le componenti il Comitato saranno presenti con uno striscione che sarà realizzato dall'associazione “Donne in rete”, una mongolfiera realizzata da Silvia Nascetti del Coordinamento donne di Fli. Saranno distribuite spillette e flyers per sensibilizzare i consiglieri. Maria Luisa Mastrogiovanni, direttora del Tacco d’Italia e componente di Gi.u.li.a-Puglia, coordinerà le riprese tv. // Il Comitato 50-50 Del comitato promotore fanno parte oltre alla Consulta regionale, alle Consigliere di parità di cinque province, alla Consigliera regionale, alle rappresentanti di nove partiti, anche associazioni, coordinamenti e reti che da anni operano nei nostri territori. // La legge 50-50 La proposta di legge di iniziativa popolare intende modificare l’attuale legge elettorale regionale, introducendo la ‘doppia preferenza’, cioè l’obbligo di equa rappresentanza numerica, maschile e femminile, nelle liste elettorali e l’obbligo di esprimere sulla scheda elettorale due preferenze, una per candidati uomini e l’altra per candidate donne. In Italia sarebbe la prima volta: nessun’altra regione ha in vigore una legge che garantisce l’equa rappresentanza. L’unico caso è la Campania, dove la legge sulla doppia preferenza è stata adottata e dove, grazie a quella legge, che ha superato il vaglio della Corte Costituzionale, oggi siedono 14 donne in Consiglio regionale.

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