Inchiesta Potenza, scu. Dopo i manifesti, il comunicato stampa, le offese su Facebook, la querela

La Giunta del Comune di Casarano da incarico all’avvocato Francesco Vergine di querelare “XXXXXXXX”. Siamo alla farsa

 

La giunta del Comune di Casarano all’unanimità (tutti presenti), con delibera numero 244 del 6 dicembre 2016, ha dato incarico per un compenso di 600 euro all’avvocato Francesco Vergine di redigere la querela contro “i responsabili” delle affermazioni lesive del’onore e della reputazione del Comune di Casarano, del Sindaco, dei suoi amministratori e collaboratori”.

Questo perché su XXXXXXX è stato pubblicato un articolo giornalistico dal titolo “XXXXXXXXXXXXX” il cui contenuto potrebbe ledere e offendere l’onorabilità, il decoro, l’immagine e l’operato del comune di Casarano, del Sindaco dei suoi amministratori e collaboratori.

Non credo di essermi distratta. E se l’ho fatto, chiedo all’Ordine dei giornalisti di radiarmi con effetto immediato per aver pubblicato un articolo dal titolo (notare il virgolettato, sic!) “XXXXXXXXXXX”.

Quindi no. La minaccia di querela contenuta nella delibera di Giunta non può riferirsi sicuramente all’inchiesta che ho pubblicato sul Tacco d’Italia, ovvero “XXXXX”, dal titolo “Augustino Potenza, l’Italiano che inventò il marketing della mafia”.

Fare manifesti contro di me va bene, minacciare querela in Consiglio comunale, dopo averlo già fatto sui manifesti, su Facebook e in un comunicato stampa anche, mettere il nome sulla delibera no? Quindi quella delibera non può riferirsi alla mia inchiesta.

In quell’inchiesta denunciavo con dovizia di particolari, tra le tante cose, anche lo stato di abbandono in cui versano i beni confiscati al boss, santificato all’indomani della sua morte da diversi organi di stampa come un “imprenditore e broker che stava cercando di rifarsi una vita”, dimentichi, quei giornali, non solo delle confische per mafia ma anche delle condanne a suo carico.

Un’inchiesta dove affermavo che i beni confiscati al boss, ora di proprietà pubblica, non solo sono in stato di abbandono: in uno di questi, al primo piano non confiscato, ma con la medesima serratura, il medesimo accesso, porta e cortile di quello confiscato e dunque di proprietà pubblica, c’è la sede della Italiano tenace srl, azienda che porta il soprannome di Augustino Potenza e a lui riconducibile.

Una sede con numero civico diverso da quello riportato sul decreto di confisca e assegnazione del bene.

Di tutto questo il “Comune di Casarano, il Sindaco, i suoi amministratori e collaboratori”, che hanno autorizzato quell’attività commerciale riconducibile ad Augustino Potenza, e le tante attività produttive e commerciali a lui riconducibili, se ne sono mai accorti?

Ora arriva il protocollo per la Sicurezza proposto dal prefetto Claudio Palomba, sulla falsariga di quello di Gallipoli. Ma per anni tutto è stato taciuto, approvato, autorizzato, e, nell’omertà generale, agevolato. Perché, come, da chi?

La risposta per ora è un vergognoso “XXXXXX”.

Intanto a Roma si parla del disegno di legge sulle querele temerarie fermo in Senato da 18 mesi. Nel corso del seminario si parlerà anche dei nove anni di processo che ho dovuto affrontare per la querela temeraria di Paolo Pagliaro, proprietario di Telerama, che esercitò attraverso quella querela e le molte altre che mi fece, “un indebito atto di pressione” nei miei confronti. E’ quanto si legge nella sentenza della mia assoluzione perché tutto vero.

A Roma si parlerà anche di questa farsa, l’ennesima, che arriva da questo profondo Sud dove vivo. Sempre più Far west.

CLICCA QUI PER SCARICARE la delibera di giunta Stefano del Comune di Casarano (Le)

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1 Commento

  1. Avatar
    Anonimus

    Perché non querela il fruttivendolo sotto lo stadio che impedisce la circolazione sulla strada nessuno lo vede?

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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