Nota di Fratelli d’Italia sul DEA di Lecce

Dichiarazione dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Erio Congedo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo

 

Chiuso! Il DEA (Dipartimento di emergenza e accettazione) di Lecce. Il tanto propagandato ‘gioiello’ della Sanità made Emiliano, inaugurato ben tre volte da dicembre ad oggi, chiude i battenti. Ecco l’emblema del fallimento delle Politiche sanitarie della Regione Puglia con il presidente Emiliano.

Nei giorni scorsi avevamo letto le prime indiscrezioni in tal senso su alcune testate locali (Il Tacco d’Italia), ma ieri la possibile chiusura veniva paventata anche sul quotidiano Il Giornale. Francamente avevamo sperato che fossero solo ipotesi giornalistiche nell’interesse degli ammalati di Covid ricoverati e, invece, la notizia è drammaticamente vera! I malati sono stati trasferiti al “Vito Fazzi”.

Ora speriamo che Emiliano si degni di darci qualche spiegazione

Dal 14 aprile scorso attendiamo inutilmente le sue risposte sulla perdita negli impianti medicali che forniscono ossigeno ai reparti. Una perdita di ossigeno minimizzata per giorni e che oggi impone la chiusura per procedere con i lavori di riparazione della lesione di uno dei due giunti che servono per le dilatazioni antisismiche.

DEA Lecce
DEA Lecce, ospedale Covid19

Denunce giornalistiche precise e circostanziate che avevamo raccolto anche in un’interrogazione e per le quali chiedevamo chiarezza: la ASL a metà marzo (inizio emergenza Covid) aveva fatto smantellare, con ordinanza di Emiliano (?), il serbatoio dell’azienda che aveva realizzato l’impianto al DEA e che quindi portava direttamente l’ossigeno ai reparti, per costruire una condotta di collegamento fra il DEA e l’ospedale Fazzi, il tutto senza neppure avere il nulla osta dei Vigili del Fuoco (così come è stato denunciato nel programma televisivo di Giletti) che invece a dicembre scorso, all’epoca della prima inaugurazione farlocca, autorizzarono la Asl ad installare nell’impianto del Dea non uno, ma ben due serbatoi di gas come scritto nel progetto originario.

Di fatto non viene montato neppure un serbatoio, ma si decide, non si capisce perché e come, di effettuare una condotta di collegamento a questo punto fatta male, tanto da determinare la chiusura di una struttura tanto importante in questa emergenza sanitaria.

Una vergogna senza precedenti sulla quale sta anche indagando la magistratura.

Noi non cerchiamo responsabilità penali, vogliamo risposte politiche e le vogliamo dall’assessore alla Sanità!

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