DEA Lecce, la Asl replica

Riceviamo e pubblichiamo.

In riferimento all’articolo pubblicato sul giornale online “Il Tacco d’Italia” in data 11 maggio 2020, la ASL precisa che all’interno del Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (DEA) dell’Ospedale V. Fazzi di Lecce tutta l’attività assistenziale è regolarmente assicurata e che non è assolutamente vero che dalle ore 9 di questa mattina (11 maggio) l’Ospedale COVID di Lecce non ha più pazienti perché “un tubo … s’è rotto e non si può riparare se non bloccando tutto”, come dichiarato dalla testata precitata, la quale, come documentazione comprovante, riporta due immagini contenute in una nota inviata, in data 21 aprile 2020, dalla Ditta RIVOIRA Pharma alla ASL di Lecce ed ai tecnici del Consorzio che ha costruito la struttura del DEA.

Al momento, all’interno dei reparti attivi presso il Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (DEA) dell’Ospedale V. Fazzi di Lecce, sono presenti (e lo rimarranno fino all’auspicata guarigione) 21 pazienti al Piano terra – Malattie Infettive COVID e 20 pazienti al I Piano – Pneumologia COVID.

Non ci sono pazienti degenti in Terapia Intensiva COVID perché, fortunatamente, nessun paziente affetto da infezione da Sars-CoV-2 necessita di cure intensive/rianimatorie. Di conseguenza, queste ore sono dedicate alla sanificazione degli ambienti e degli arredi del suddetto reparto, al fine di rendere i posti letto di terapia intensiva prontamente operativi laddove vi fosse una recrudescenza dell’epidemia.

Si ribadisce che la rete di ossigeno del Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (DEA) dell’Ospedale V. Fazzi di Lecce, che comprende Pronto Soccorso, Malattie Infettive COVID, Pneumologia COVID e Terapia Intensiva COVID, come confermato dall’Area Gestione Tecnica, funziona regolarmente.

Per una strana coincidenza, nel pomeriggio della giornata di ieri (10 maggio) è ricomparso, nella sezione web di una testata giornalistica nazionale, un articolo che richiama la problematica riguardante un presunto malfunzionamento della rete di ossigeno, già segnalato in data 09 aprile da una testata web locale. Questa problematica, che non riguarda la rete di ossigeno bensì l’aria medicale, non ha mostrato particolari problemi nel regolare funzionamento dell’impianto stesso. Questo dalla data di rilievo (9 aprile) a tutt’oggi, è risultato pienamente operativo, nonostante il considerevole carico di lavoro sopportato dalla struttura. La ditta Rivoira che ha costruito l’impianto ha provveduto alla fornitura del pezzo di ricambio e conseguentemente si potrà procedere alla sua installazione, garantendo la continuità di erogazione dei gas medicali e senza soluzione di continuità nelle attività assistenziali.

I tecnici della ASL stanno monitorando la problematica e stanno predisponendo gli interventi ritenuti necessari nei tempi che saranno ritenuti appropriati.

Considerato il clamore mediatico suscitato dalla falsa notizia di chiusura del DEA, il Direttore Generale della Azienda Sanitaria ha dato mandato al proprio Legale di valutare l’opportunità di procedere ad un’integrazione della querela, già sporta in Procura in data 25 marzo u.s., riguardante sia la testata giornalistica sia la Ditta RIVOIRA Pharma.

Come abbiamo precisato nell’articolo in questione, il DEA Lecce, è vuoto, tranne per Infettivologia e Pneumologia (lo abbiamo precisato alle ore 17 di oggi). Il tubo è rotto: del resto il comunicato nello smentire conferma quanto da noi scritto:

  1. La ditta ha fornito il pezzo di ricambio (ricambio di cosa se non era rotto?)
  2. sono stati “svuotati” tutti i reparti tranne due: esattamente quello che abbiamo scritto
  3. di quello che scrivono altre non precisate testate web, non rispondiamo.
  4. se i tecnici della Asl stanno “monitorando la problematica” è perché c’è un problema. Vi diciamo noi quale: il tubo è rotto e la Asl lo sa almeno dal 9 aprile. Abbiamo i documenti che lo provano.
  5. Abbiamo sempre scritto che si tratta di rottura del tubo di gas medicale: aria sintetica.
  6. Ci risulta che oggi sia stato effettuato un nuovo sopralluogo per appurare la rottura e che la riparazione avverrà al massimo entro mercoledì. Ne siamo sollevati. Abbiamo pubblicato la documentazione a supporto e, come precisato in una relazione a firma del direttore generale della ditta Rivoira, che abbiamo pubblicato, non può essere riparato se non fermando l’erogazione dei gas medicali.
  7. Come impone la legge sulla stampa pubblichiamo la replica della direzione della Asl di Lecce che dal canto suo non ottempera – né la Asl né Emiliano – al dovere istituzionale di rispondere alla stampa per dare risposte ai cittadini. Aspettiamo di leggere la querela. Rimaniamo a disposizione per pubblicare le risposte alle domande inviate (e già pubblicate). M.L.M.

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Marilù Mastrogiovanni

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