DEA ossigeno, tubo gas medicali rotto: la prova video e audio

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Prevista per domani la sostituzione del tubo rotto, come anticipato ieri dal Tacco. Il reparto di Rianimazione del DEA è vuoto: Rianimazione è stata ritrasferita al Fazzi. Questo perché per la sostituzione del tubo è necessario bloccare l’erogazione dei gas usati per intubare i pazienti

di Marilù Mastrogiovanni

Il tubo che porta i gas medicali (ossigeno e azoto che, mescolati, generano “aria sintetica”) dal Vito Fazzi al DEA è rotto.

Lo scriviamo da un mese e finalmente potete sentirlo con le vostre orecchie. Il forte rumore che sentite in sottofondo nel video, è causato dalla fuoriuscita dei gas medicali. Una perdita che va avanti da oltre un mese a cui la Asl non ha posto rimedio.

Il reparto di Rianimazione del DEA è chiuso: domani è prevista la sostituzione del tubo rotto.

Intanto da ieri alle 9 il reparto di Rianimazione è stato nuovamente ri-trasferito presso l’ospedale Vito Fazzi, dove erano state predisposte 10 postazioni per la terapia intensiva postoperatoria.

La Asl è a conoscenza della rottura almeno dal 9 aprile, quando si è tenuto il sopralluogo presso il l’ospedale Covid19 della Asl di Lecce, denominato DEA.

Al sopralluogo erano presenti alcuni dirigenti Asl, i tecnici della ditta Rivoira Pharma, che ha realizzato l’impianto originario per i gas medicali del DEA. Erano presenti anche i tecnici della Air Liquide, che rifornisce l’ospedale Vito Fazzi e il DEA dei gas medicali, oltre a garantire la manutenzione degli impianti grazie ad una proroga del contratto concessa 78 giorni dopo la scadenza naturale fissata il 31 dicembre scorso.

Abbiamo conoscenza di questo perché è in nostro possesso la corrispondenza intercorsa tra la Asl, la Rivoira e la Air Liquide, in cui i vari tecnici illustrano nel dettaglio la portata della rottura e la necessità di bloccare l’erogazione dei gas medicali per poterla riparare.

Abbiamo anche pubblicato i testi delle comunicazioni (qui).

Il 9 aprile la ditta Rivoira Pharma ha consegnato ai tecnici della Air Liquide il pezzo di ricambio rotto. Anche questo si apprende da comunicazioni scritte in nostro possesso, e lo conferma il direttore generale Rollo nel comunicato inviato ieri a tutti i giornali.

Ma finora non è mai stato possibile effettuare la manutenzione perché erano ricoverati i pazienti Covid19.

IL PROBLEMA DELLA PRESSIONE DELL’OSSIGENO E DEI GAS MEDICALI

Non è dato di sapere tuttavia quanti pazienti dal 9 aprile ad oggi abbiano avuto bisogno di ossigeno e aria medicale; non sappiamo a quanti, ricoverati in terapia intensiva e sub intensiva, sia stata somministrata aria medicale e se i gas medicali somministrati abbiano avuto la giusta pressione.

Il problema del calo di pressione dell’ossigeno e dell’aria medicale è stato sollevato prima da due presidenti dell’ordine degli ingegneri, Raffaele DEll’Anna e Daniele De Fabrizio, problema poi esposto nella perizia di Rivoira inviata al direttore generale. Quindi il direttore Rollo è ufficialmente a conoscenza dal 21 aprile scorso del fatto che la pressione dei gas medicali per oltre un mese potrebbe non essere stata regolare (leggi qui).

Il calo di pressione potrebbe verificarsi non solo per la perdita causata dalla rottura del tubo, ma anche perché il tubo improvvisato, realizzato senza alcun progetto approvato con delibera o determina della Asl, allunga di almeno 200 metri il percorso di ossigeno e aria medicale, passando sui muri e poi inabissandosi sotto il manto stradale.

 A partire dal 9 aprile il manto stradale ha ceduto, ed è stato riparato con una lastra di ferro, ma nessuno ha verificato in che condizioni sia il tubo sottostante. Abbiamo documentato tutto, giorno per giorno, con foto e video. (leggi qui).

Non è stata fatta alcuna perizia per la misurazione della pressione dei gas: la perdita è così forte che è bastato che i tecnici “a orecchio” la accertassero.

Potete sentirlo chiaramente anche voi nel video che

pubblichiamo: il rumore che si sente in sottofondo è la fuoriuscita di gas medicali che, secondo alcuni testimoni che ci hanno contattato, è molto più forte ora rispetto a un paio di settimane fa.

 

L’ASSENZA DI COLLAUDO

Il tubo improvvisato, senza progetto e collegato maldestramente all’impianto originario, ha compromesso il collaudo di tutto l’impianto dei gas medicali del DEA e non ha il nulla osta dei vigili del Fuoco. Lo dichiara al Tacco Giuseppe Bernardo, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco (qui).

Lo scrive anche l’ingegnere Andrea Zocco della Asl Lecce in una comunicazione in nostro possesso, in cui prende le distanze dal progetto del tubo, dicendo che il suo “collaudo” è consistito semplicemente nel verificare “la funzionalità dell’impianto” e che lui se ne è “occupato solo dopo la realizzazione dello stesso” (leggi qui).

E’ in nostro possesso anche la perizia tecnica di Rivoira Pharma, protocollata via pec alla Asl, in mano del direttore generale Rollo a partire dal 21 aprile (qui).

Abbiamo pubblicato gli stralci più importanti della relazione, in cui si spiega, tecnicamente, con schemi e foto, che abbiamo pubblicato, che l’impianto originario è stato modificato – leggi manomesso – dalla ditta incaricata da Air Liquide – che ha innestato il tubo improvvisato dell’ossigeno e gas medicali nel punto sbagliato, tale da compromettere l’erogazione dei gas mentre si fanno le manutenzioni.

LA SOSTITUZIONE DEL TUBO ROTTO

Quindi, domani, che l’intero reparto destinato ai malati Covid19 è vuoto, si potrà procedere alla sostituzione del tubo rotto.

Il reparto di Rianimazione è chiuso ed è questo l’unico modo per consentire di riparare il danno: Rianimazione è stata ritrasferita al Fazzi. Nessun paziente potrà essere ricoverato prima della sostituzione del tubo rotto.

Tutto questo per il direttore generale della Asl è falso: nega che il tubo sia rotto e lo fa attraverso un comunicato pubblicato a occhi chiusi da alcune testate giornalistiche e dalle tv locali che prendono per buona la sua giustificazione: “Rianimazione è chiusa perché doveva essere sanificata”.

Intanto la Guardia di finanza ha eseguito ben due sequestri presso la direzione generale, per prendere tutta la documentazione sul tubo rotto e sul progetto improvvisato che ha invalidato il collaudo dell’intero impianto di gas medicali del DEA, al fine, “di eseguire un’ispezione in materia di spesa pubblica finalizzata alla verifica delle procedure di appalto intercorse tra la Asl di Lecce e alcuni fornitori tra i quali la Air Liquide”.

Il Movimento 5 stelle con Antonella Laricchia oltre ad aver presentato per prima un esposto in Procura ha chiesto un accesso agli atti, che le sono stati consegnati per metà.

Anche il Codacons ha presentato un esposto e all’esposto dell’associazione dei consumatori ha fatto seguito l’esposto di Fratelli d’Italia col movimento di Raffaele Fitto.

Ma anche questo non interessa. Se la Asl e Rollo dicono che il tubo non è rotto e che va tutto bene, allora il tubo non è rotto. E per la maggioranza va bene così. E’ il paese dei cachi.

TUTTE LE PUNTATE DELL’INCHIESTA

DEA Lecce senza ossigeno, la vergogna di Emiliano

15 Marzo 2020 – DEA di Lecce, un iter travagliato

16 Marzo 2020 – Ossigeno DEA: lavori in corso senza contratto (guarda le foto)

16 Marzo 2020 – Rollo scrive a Emiliano e conferma: lavori senza contratto

16 Marzo 2020 – M5S: il DG dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo faccia chiarezza

16 Marzo 2020 – Fratelli d’Italia: Emiliano faccia chiarezza sul DEA di Lecce

16 Marzo 2020 – TDM di Casarano: sul DEA di Lecce, carenze e fatti gravissimi

16 Marzo 2020 – Affaire DEA: anche Donato De Giorgi si appella a Emiliano

17 Marzo 2020 – DEA ossigeno, due serbatoi, lavori abusivi e nessun contratto

18 Marzo 2020 – FOTO, DEA ossigeno: proseguono i lavori senza autorizzazione

18 Marzo 2020 – Affaire DEA Lecce: la replica di Air Liquid

18 Marzo 2020 – Codacons Lecce: sulla vicenda del DEA, esposto in Procura

19 Marzo 2020 – DEA Lecce: l’impianto dell’ossigeno appena collaudato

19 Marzo 2020 _  Ossigeno DEA: Agevolare Air Liquide, il piano in una lettera

20 Marzo 2020 – DEA ossigeno: dubbi sulla certificazione antisismica

26 Marzo 2020 –  DEA, anche l’aria sintetica non è autorizzata

8 Aprile 2020 – DEA, ospedale Covid19, ma senza flussometri per l’ossigeno

10 Aprile 2020 – DEA Lecce, ossigeno a rischio: cedono i lavori del tubo

14 Aprile 2020 – DEA ossigeno, la Asl corre (maldestramente) ai ripari

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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