DEA ossigeno: agevolare Air Liquide, il piano in una lettera

di Marilù Mastrogiovanni

La Asl di Lecce ha prorogato ex post con la scusa dell’emergenza Covid19 il contratto scaduto da quasi tre mesi. Ma una lettera dell’11 dicembre 2019 di Annarita Dell’Anna, direttrice amministrativa dell’ospedale Vito Fazzi, svela la volontà di affidare tutto ad Air Liquide in tempi non sospetti

 

Arriva l’ossigeno al DEA, il Dipartimento per l’emergenza e l’accettazione destinato ad accogliere i malati di Covid19, con 40 postazioni per la terapia intensiva e sub intensiva e 300 posti letto in tutto.
La fornitura di ossigeno sarà garantita dalla Air liquide, società di Milano già fornitrice di gas medicali per l’ospedale Vito Fazzi e l’ospedale oncologico di Lecce. E’ scritto nella determina n. 1439, pubblicata ieri sull’albo pretorio della Asl di Lecce.
La determina porta la data del 18 marzo ed è firmata dal responsabile unico del procedimento Antonio Urso e da Cosimo Dimastrogiovanni, direttore Area gestione patrimonio della Asl di Lecce.

Con quest’atto pubblico viene prorogato il contratto quinquennale di fornitura di ossigeno della Air Liquide, aggiudicato nel 2014, scaduto il 31 dicembre scorso e non rinnovato.

Una procedura anomala, su cui sicuramente la magistratura accenderà un faro, dal momento che almeno un esposto è stato presentato, sebbene verso ignoti, a firma del Codacons Lecce.
Sempre oggi è stato allacciato il tubo che porta l’ossigeno dall’ospedale Vito Fazzi al DEA. I lavori costeranno circa 40mila euro alla casse pubbliche.

Si tratta di un impianto improvvisato, non previsto nell’originario progetto, non autorizzato da un delibera, di cui non è dato conoscere progetto esecutivo e direttore dei lavori.
Poiché si tratta di lavori non autorizzati con delibera sarà difficile che possano essere collaudati. Oggi un tecnico interno alla Asl ha collaudato la mera erogazione dell’ossigeno, non l’impianto.

 

L’IMPIANTO COLLAUDATO BUTTATO GIU’

Come abbiamo spiegato nella prima puntata di questa brutta saga di “sanità negata”, l’originario impianto di erogazione di ossigeno del DEA è stato collaudato il 18 dicembre scorso, come da contratto con la Rivoira, società di Torino, che ai soli fini del collaudo ha fornito anche un bombolone (contenitore) per l’ossigeno di 15mila litri. 
La Rivoira dopo la dichiarazione dell’emergenza Covid19, si è offerta di fornire al Dea l’ossigeno a 0,60 centesimi: un prezzo pari a meno della metà rispetto a quello che lei stessa fornisce a Casarano.
Questo perché la legge consente affidamenti diretti sotto soglia, ancor più in emergenza. Anche perché togliere il bombolone significa dover fare una gara per la fornitura dell’ossigeno e del bombolone che lo contiene. Significa allungare i tempi.

La Asl non risponde e anzi rilancia: Michele Emiliano, presidente della regione Puglia con delega alla Sanità, emana un’ordinanza che intima Rivoira a rimuovere il bombolone da 15mila litri perché impedisce alla ditta che già rifornisce di ossigeno il Vito Fazzi di erogare il gas medicale. La ditta si è resa disponibile a montarne uno da 14mila litri

Peccato che il contratto con la Air Liquide, la ditta che rifornisce di ossigeno il Fazzi, sia scaduto a dicembre e dunque non può rifornire il Dea di alcunché: il Dea ha un impianto autonomo rispetto al Fazzi e già collaudato. Toccarlo, modificarlo, intaccarlo, significa inficiarne il collaudo.

Eppure Emiliano e Rollo scelgono questa strada: smontarne uno più grande e collaudato per uno più piccolo da 14mila litri.

Non solo: iniziano all’interno del Vito Fazzi dei lavori per interrare un tubo che trasporti l’ossigeno dai bomboloni di stoccaggio del Fazzi al Dea.

Circa 150/200 metri di interramento che costeranno alle tasche dei cittadini 40mila euro.
Costi che lasciando l’impianto del Dea così come era stato collaudato, si sarebbero evitati.
Lavori non autorizzati da delibera, senza SCIA, senza collaudo che il Tacco ha documentato giorno per giorno.
Oggi si sono conclusi, il tubo dal Fazzi è arrivato al DEA e c’è stato un “collaudo dei gas medicali”, non il collaudo della nuova “bretella”, un impianto con tubi volanti attaccati alle pareti e un tubo interrato sotto la strada. Lavori non autorizzati con delibera.

 

LA PROROGA EX POST: UNA SCELTA PONDERATA, CAMUFFATA DA EMERGENZA COVID19

Ieri, con delibera del direttore dell’ARea patrimonio della Asl di Lecce, è arrivata la proroga ex post a Air Liquide, che ora farà arrivare l’ossigeno dal Fazzi al DEA.
Nella delibera di ieri sera la scelta di ricorrere alla proroga ex post viene motivata dall’urgenza e dall’emergenza causata dalla pandemia da corona virus, aggiungendo anche che si è obbligati a fare la proroga perché non sono attive convenzioni sulla piattaforma MePa né sulla piattaforma regionale InnovaPuglia, e dunque non si può ricorrere agli acquisti in economia tramite Consip.
La Consip è la piattaforma telematica per i bandi pubblici: consente di fare acquisti in economia, scegliendo il miglior fornitore al minor prezzo. Una piattaforma piena di buchi in cui proprio la Asl di Lecce si è più volte infilata per aggirare gli obblighi di legge e fare acquisti ad libitum.
Proprio a seguito dell’inchiesta del Tacco su come la Asl di Lecce riesca ad aggirare la Consip, la GdF ha inviato una dettagliata informativa in Procura con notizie di reato.

L’emergenza da covid19, scrive Cosimo Dimastrogiovanni, “evidentemente ritarda ed aggrava notevolmente ogni attività d’ufficio”, pertanto “si rende necessario predisporre una proroga tecnica (ponte) a favore della ditta Air Liquide Sanità Service spa e all’ATI Sapio Life-Rivoira per il tempo strettamente necessario al reperimento di un nuovo contraente”.
C’è anche Rivoira nella proroga ex post, in quanto parte dell’ATI che nel 2014 si è aggiudicato uno dei due lotti messi a bando.
Le ditte, su richiesta della Asl, fanno un’offerta in ribasso rispetto al prezzo dell’ossigeno finora fornito: Air Liquide passa da 1,05 euro al litro a 0,85; l’ATI Life Sapio-Rivoira passa da 1,05 a 1,02 euro al litro.

Il contratto, scaduto ad entrambe le ditte, viene così rinnovato sia per la fornitura di gas medicali sia per il servizio di distribuzione, manutenzione, esecuzione dei lavori impiantistici, per gli impianti di stoccaggio e le reti di distribuzione.
Il DEA, realizzato come polo indipendente, con impianti e approvvigionamenti di ossigeno autonomi rispetto al Fazzi, con questa proroga ponte diventa una “costola” del Fazzi, a cui è collegato da un tubo che passa sotto la strada, in cui scorre l’ossigeno stoccato nei bomboloni della Air Liquid.

Tutto questo sembra essere dettato dall’urgenza e dall’emergenza, e sembra rispondere al piano sanitario covid19 di Emiliano, in base al quale il DEA diventa un padiglione del reparto infettivi del Fazzi.

 

 

Ma. C’è un ma non da poco.

Anna Rita Dell’Anna

L’11 dicembre del 2019 (il covid19 era ancora nei pipistrelli e non c’era stato il salto di specie), la direttrice amministrativa dell’ ospedale Vito Fazzi Anna Rita Dell’Anna scrive una lettera alla Air Liquide.
La lettera è in nostro possesso.
La firma, e la invia via pec alla Air Liquide. La lettera è protocollata.

Comunica a Maurizio Ungaro, regional manager della Air Liquide (che ha anche inviato una richiesta di replica al Tacco), che “essendo imminente l’attivazione del DEA, si comunica che, come già chiarito negli incontri intercorsi, codesta ditta dovrà garantire il servizio anche presso il nuovo plesso.
Pertanto, dovrà quanto prima predisporre tutte le misure a tale scopo necessarie, in modo da erogare il servizio contestualmente all’apertura del nuovo DEA.
Onde consentire a questa Direzione di monitorare la situazione si invita codesta ditta ad approntare e a comunicare a questo ufficio il relativo cronoprogramma”.

Mancavano 22 giorni alla scadenza del contratto con Air Liquide. Non c’era alcuna emergenza. L’impianto per la fornitura di ossigeno del DEA, realizzato da Rivoira non era ancora stato collaudato, si era in tempo per fare un nuovo bando, ma la direttrice amministrativa organizzava già, con Air Liquide, le modalità attraverso le quali affidare la fornitura alla ditta. E le metteva nero su bianco in una lettera protocollata.

Nessuna emergenza, dunque, solo la volontà premeditata di affidare la fornitura del gas medicale del DEA ad un ben preciso fornitore. Senza bando pubblico.

Abbiamo cercato la direttrice Dell’Anna ma anche oggi era fuori ufficio.

 

LA POSIZIONE DELL’ANAC SULLE PROROGHE

Sul ricorso selvaggio alle proroghe da parte degli amministratori pubblici si è espressa chiaramente l’ANAC, più volte: “L’uso improprio delle proroghe può assumere profili di illegittimità e di danno erariale, allorquando le amministrazioni interessate non dimostrino di aver attivato tutti quegli strumenti organizzativi\amministrativi necessari ad evitare il generale e tassativo divieto di proroga dei contratti in corso e le correlate distorsioni del mercato”.
Lo scrive Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione il 4 novembre 2015.

Quella lettera di Dell’Anna dell’11 dicembre 2019 chiarisce senza ombra di dubbio che le disposizioni dell’ANAC non solo sono state ignorate ma che si è agito in direzione opposta.

 

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Leggi la prima puntata dell’inchiesta (15/3/2020):

DEA Lecce senza ossigeno, la vergogna di Emiliano

Leggi le altre puntate e aggiornamenti:

15 Marzo 2020 – DEA di Lecce, un iter travagliato

16 Marzo 2020 – Ossigeno DEA: lavori in corso senza contratto (guarda le foto)

16 Marzo 2020 – Rollo scrive a Emiliano e conferma: lavori senza contratto

16 Marzo 2020 – M5S: il DG dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo faccia chiarezza

16 Marzo 2020 – Fratelli d’Italia: Emiliano faccia chiarezza sul DEA di Lecce

16 Marzo 2020 – TDM di Casarano: sul DEA di Lecce, carenze e fatti gravissimi

16 Marzo 2020 – Affaire DEA: anche Donato De Giorgi si appella a Emiliano

17 Marzo 2020 – DEA ossigeno, due serbatoi, lavori abusivi e nessun contratto

18 Marzo 2020 – FOTO, DEA ossigeno: proseguono i lavori senza autorizzazione

18 Marzo 2020 – Affaire DEA Lecce: la replica di Air Liquid

18 Marzo 2020 – Codacons Lecce: sulla vicenda del DEA, esposto in Procura

19 Marzo 2020 – DEA Lecce: l’impianto dell’ossigeno appena collaudato

 

CLICCA E LEGGI LE ALTRE INCHIESTE DEL TACCO D’ITALIA SULL’ASL DI LECCE

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