DEA ossigeno: dubbi sulla certificazione antisismica

Ancora senza autorizzazione il nuovo impianto che porta l’ossigeno dal Dea al Fazzi. I pareri di Raffaele Dell’Anna e Daniele De Fabrizio, presidente ed ex presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Lecce

di Marilù Mastrogiovanni

In tutta questa brutta storia del DEA senza ossigeno, proroghe ex post, ordinanze in emergenza, rimozione di bomboloni per agevolare una ditta piuttosto che un’altra, lavori eseguiti senza delibera autorizzativa, c’è un paradosso e un dubbio.

Il paradosso è che, tra le tante cose su cui Emiliano come assessore alla sanità si gioca la faccia, c’è che il DEA curerà le persone positive al corona virus con un ossigeno che arriva da un impianto che ad oggi non ha autorizzazione con delibera.

Augurandoci che l’autorizzazione arrivi (e poi verificheremo come e da chi e attraverso quali procedure), rimane un dubbio.

La certificazione antisismica.

Il DEA è realizzato seguendo la normativa antisismica; la certificazione è stata curata da un gruppo di esperti di cui ha fatto parte Raffaele Dell’Anna, presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Lecce.

Abbiamo chiesto a Dell’Anna se il fatto che il DEA sia collegato all’impianto non autorizzato e improvvisato per collegare il vecchio Fazzi al Dea, possa compromettere la certificazione antisismica del DEA.

Il tubo, come si vede chiaramente nelle foto e nel video pubblicato dal Tacco, è in parte volante, attaccato alle pareti del vecchio Fazzi con delle staffe, in parte interrato. Attraversa la carreggiata da un lato all’altro.

Raffaele Dell’Anna ha spiegato che non conosce nel merito il nuovo progetto della “bretella” per portare l’ossigeno

Raffaele Dell’Anna

dal vecchio Fazzi al DEA, perché il progetto da lui certificato non prevedeva questo.

E ha precisato che la certificazione antisismica prevede tre componenti:

la prima riguarda tutte le opere che mantengono il fabbricato. Questa componente non è compromessa.

La seconda: riguarda le componenti di “completamento”, per esempio infissi e tramezzature. Hanno bisogno di una certificazione specifica perché in caso di sisma son le prime a cedere, causando danni e vittime (esempio un tramezzo può cadere schiacciando una persona). Anche la seconda componente non è compromessa dalla nuova bretella.

La terza componente riguarda gli impianti. Gli impianti interni del DEA convergono in un grande tunnel di quattro metri per quattro, che consente la manutenzione. Se poi un tubo esterno si collega agli impianti previsti dal progetto originario e se, in aggiunta, questo tubo è collegato ad un’altra struttura preesistente (qual è il Fazzi), il nuovo tubo deve prevedere delle cuffie per ammortizzare le vibrazioni. Deve avere dei “giunti di dilatazione” perché altrimenti il tubo sottoposto a sollecitazioni si romperebbe, compromettendo la fornitura di ossigeno. Non conoscendo il progetto, ha affermato l’ingegnere Dell’Anna, non siamo in grado di dire se questi componenti antisismici siano stati previsti. Inoltre un tubo esterno in parte interrato e in parte volante, necessita di giunti di dilatazione termica: non sappiamo se siano stati predisposti, ma si tratta, ha rassicurato Dell’Anna, di “accorgimenti costruttivi che ormai sono prassi consolidate nel settore dell’impiantistica medicale”.

Abbiamo anche sentito Daniele De Fabrizio, ex presidente dell’Ordine degli ingegneri, che più volte ha denunciato

Daniele De Fabrizio

pubblicamente le tante anomalie dell’iter di realizzazione del DEA. De Fabrizio, che come Dell’Anna non può conoscere le caratteristiche tecniche dell’impianto improvvisato, ha affermato che “ogni nuovo impianto, deve essere progettato e autorizzato preventivamente. Poi deve esserne collaudata la funzionalità”.

Mancando l’autorizzazione preventiva, che deve riguardare il nuovo progetto esecutivo dell’impianto, saranno state previste le caratteristiche tecniche necessarie per garantire la stabilità antisismica del nuovo impianto?

Abbiamo cercato di contattare, ma invano, Daniele Prete, ingegnere responsabile dell’Area Tecnia della Asl. Proveremo in un secondo momento a porgli questa domanda, sperando che risponda.

Leggi le altre puntate dell’inchiesta:

15 Marzo 2020 – DEA Lecce senza ossigeno, la vergogna di Emiliano

15 Marzo 2020 – DEA di Lecce, un iter travagliato

16 Marzo 2020 – Ossigeno DEA: lavori in corso senza contratto (guarda le foto)

16 Marzo 2020 – Rollo scrive a Emiliano e conferma: lavori senza contratto

16 Marzo 2020 – M5S: il DG dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo faccia chiarezza

16 Marzo 2020 – Fratelli d’Italia: Emiliano faccia chiarezza sul DEA di Lecce

16 Marzo 2020 – TDM di Casarano: sul DEA di Lecce, carenze e fatti gravissimi

16 Marzo 2020 – Affaire DEA: anche Donato De Giorgi si appella a Emiliano

17 Marzo 2020 – DEA ossigeno, due serbatoi, lavori abusivi e nessun contratto

18 Marzo 2020 – FOTO, DEA ossigeno: proseguono i lavori senza autorizzazione

18 Marzo 2020 – Affaire DEA Lecce: la replica di Air Liquid

18 Marzo 2020 – Codacons Lecce: sulla vicenda del DEA, esposto in Procura

19 Marzo 2020 – DEA Lecce: l’impianto dell’ossigeno appena collaudato

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!