200 anni di carcere: il bilancio dell’operazione Labirinto

Le condanne più dure ai due vertici Politi e Rizzo; confiscate attività commerciali tra Gallipoli e Monteroni

 

20 anni di carcere a testa per i due vertici, Saulle Politi e Vincenzo Rizzo, e condanne per altri 23 imputati: ammontano ad oltre 200 anni di galera le pene inflitte dal gup Maurizio Saso, su richiesta della pm Valeria Farina Valaori, ai membri dei gruppi sgominati lo scorso anno dall’operazione Labirinto.

Queste, nel dettaglio, le condanne: 20 anni ciascuno a Vincenzo RizzoSaulle Politi; 15 anni a Tommaso Danese; 14 anni a Rodolfo Franco; 10 anni a Gabriele Tarantino; 10 anni e 8 mesi ad Antonio De Carlo; 12 anni e 8 mesi a Massimo Cosi e a Francesco Ingrosso; 10 anni e 4 mesi a Michele Sterlicchio; 10 anni e 8 mesi a Giuseppino Mero; 8 anni a Fabio Rizzo e Tonio Totaro; 7 anni a Davide Quintana, Gabriella Scigliuzzo ed Antonio Malazzini; 6 anni e 10 mesi a Vito Bollardi; 7 anni e 6mila euro di multa ad Alessandro Scalinci; 4 anni e 8 mesi, più 24mila euro di multa a Marjus Halka; 5 anni, 4 mesi e 24mila euro di multa ad Alessandro Quarta; 4 anni, 8 mesi e 30mila euro di multa a Ervin Gerbaj; 4 anni e 18mila euro di multa a Marenglen Halka.

 

Due gruppi criminali, quelli coordinati rispettivamente da Saulle Politi (che aveva contatti con il clan ‘ndranghetista dei Mammoliti) e Vincenzo Rizzo, uniti nel giro di droga per rifornire i lidi del litorale gallipolino e nell’investire i proventi dello spaccio in attività apparentemente pulite, poi improvvisamente in contrasto, secondo gli inquirenti, sull’approvvigionamento della droga. E lì la nuova scu, imprenditoriale e silenziosa, ha manifestato il suo lato violento.

Potete leggere qui i dettagli:

Lidi, coca e rock’n’roll: a Gallipoli nel “Labirinto” della sacra corona unita

 

Associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso le accuse a vario titolo, confermate dalla sentenza in abbreviato di oggi, che ha anche disposto la confisca di veicoli, beni immobili ed attività commerciali già sequestrate in precedenza: la società Funny Slot srl, agenzia di scommesse a Novoli, il bar “Caffè alla Romana”, a Monteroni; la società “Carni e più”, a Lizzanello; la Ittica Gallipoli srls, e la Società Cooperativa Mr Poldo, entrambe a Gallipoli.

 

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