Ivan Ciullo, sarà riesumato. I genitori: “Sofferenza atroce in nome della Verità”

Decisive le perizie di Roberto Lazzari e Giuseppe Panichi, l’esposto alla Procura di Potenza, la nuova pm

di Prisca Manco

Lecce. La pm Maria Vallefuoco, “rilevata la necessità di procedere ad accertamento tecnico non ripetibile”, dispone la riesumazione e l’autopsia di Ivan Ciullo, in arte Navi,  talentuoso dj salentino rinvenuto impiccato con un cavo microfonico ad un ulivo, in una campagna alla periferia di Acquarica del Capo, la mattina del 22 giugno 2015, non lontano dallo studio di registrazione del dj.

Questa è la scritta su cui non è mai stata eseguita la perizia calligrafica. Secondo i genitori non si tratta della calligrafia di Ivan.

Le gambe non penzolanti, ma quasi genuflesse, toccavano la terra. La calligrafia rinvenuta sulla busta contenente la presunta lettera d’addio indirizzata a mamma Rita e Sergio non è riconosciuta, fin da subito,  dagli stessi familiari come appartenente ad Ivan. Diversi gli oggetti mancanti: un mazzo di chiavi, un hard disk, una piccola telecamera, da cui Ivan non si separava facilmente.

Apparentemente nessun motivo per compiere  un gesto simile pareva esserci nella vita del dj 34enne, poliedrico e talentuoso musicista, cantautore, radio speaker e fonico: un nuovo studio di registrazione (inaugurato appena un mese prima con un collega), collaborazioni musicali nascenti, progetti importanti, uno splendido rapporto con papà Sergio, da cui aveva ereditato la passione per le radio, e mamma Rita, a cui aveva dedicato uno dei suoi  ultimi pezzi, “Strati d’anima”, la conferma data all’amica e collega Anna circa la sua presenza ad una cena per suggellare il successo legato alla nuova radio (Salentuosi) in cui lavorava, cena prevista proprio la sera del 21 giugno.

Prendiamo atto di questa decisione della Procura ci dicono papà Sergio e mamma Rita dopo la riapertura del caso come “istigazione al suicidio”, che contempla la presenza di un indagato. E’ stata finalmente disposta la riesumazione e l’autopsia. Per noi è una sofferenza atroce, ma è qualcosa che va fatto in nome della verità. Quello che è certo è che abbiamo penato quasi quattro anni. Riconosciamo il valore del lavoro dei nostri legali, Walter Biscotti e Paolo Maci, e anche e, soprattutto, delle due consulenze del dott. Roberto Lazzari e del dott. Giuseppe Panichi, che lasciano intendere che Ivan sia stato strangolato.  Ciò che ci auguriamo è che, nonostante siano trascorsi quattro anni, l’esame autoptico possa dare i risultati attesi. Ora abbiamo uno spiraglio di fiducia, che avevamo perso quasi totalmente, nei confronti della magistratura. Appuriamo, ora, invece, che con la nomina della nuova pm si sta cercando di fare ciò che in precedenza non è stato fatto. Attendiamo e speriamo nella giustizia”.

 Il caso è stato riaperto dopo la denuncia della famiglia e ben due archiviazioni per suicidio.  Mamma Rita e papà Sergio non ci hanno mai creduto. Con l’abnegazione che solo un dolore così profondo può conferire alla ricerca della verità, non hanno smesso un attimo di cercare le risposte giuste.

Ora, quindi, il cadavere sarà sottoposto all’esame autoptico, come a lungo chiesto dai familiari e dai loro legali, Walter Biscotti e Paolo Maci.  Decisive sono state, ai fini di questa decisione da parte della Procura, le perizie a firma di Roberto Lazzari, criminologo, e Giuseppe Panichi, esperto in medicina legale, da cui emergerebbero chiare e palesi incongruenze con l’ipotesi del suicidio, conclusione delle precedenti indagini.

La  richiesta di verità di mamma Rita e papà Sergio, una richiesta implorata, sofferta e gridata, una richiesta osteggiata da più parti anche in paese, ad Acquarica del Capo, trova oggi una  risposta, nuovo fiato per sperare.

Si attende ora mercoledì 10 aprile per il conferimento dell’incarico dei ctu Alberto Tortorella e Francesco Introna. Si ipotizza il reato di istigazione al suicidio e compare lo stesso uomo coinvolto nelle precedenti indagini quale unico indagato.  

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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