Scu, blitz contro il clan Caracciolo-Montenegro: 14 arresti

E’ scattata all’alba l’operazione Battleship, azione congiunta di Fiamme Gialle e Scico. 41 gli indagati a piede libero

14 arresti, 41 indagati a piede libero: la Guardia di Finanza di Lecce e il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Scico) di Roma, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno eseguito all’alba un blitz tra Monteroni, Copertino e Leverano.

Fermati numerosi membri del clan della sacra corona unita Caracciolo-Montenegro, accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, furto e minaccia aggravata con l’uso delle armi; quattro degli arrestati sono stati colti dalle Fiamme Gialle in flagranza di reato.

Maggiori dettagli sull’operazione, eseguita su ordine del gip del Tribunale di Lecce Carlo Cazzella, nelle prossime ore.

Gli sviluppi

Un filone d’indagini, quello condotto dal G.I.C.O., il Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Lecce, che in quasi due anni ha accertato la centralità del clan guidato da Alessandro Caracciolo (detto “Frasola”) e Maria Montenegro, marito e moglie, entrambi di Monteroni.


Prima affiliato ai Tornese, famiglia monteronese di spicco della sacra corona unita, il clan Caracciolo-Montenegro ha pian piano allargato i suoi affari tra Monteroni, Copertino, Leverano, Porto Cesareo e nel territorio del Sud Salento, fino ad entrare in contrapposizione proprio con i Tornese.
Tra gli “affari” della famiglia, estorsioni, furti, l’imposizione di servizi di guardiania durante eventi pubblici, e la riscossione del cosiddetto “punto”: in gergo mafioso, una percentuale – almeno il 20% – dei proventi di attività criminali commesse nel territorio del clan.


Gli inquirenti sottolineano due elementi già emersi in operazioni analoghe: la crescita allarmante del consenso sociale verso gli esponenti del clan, interpellati anche per chiarire controversie private, e il ruolo chiave delle donne, autrici in prima persona di minacce e intimidazioni per imporre la volontà dei vertici.

Gli arrestati

Sono stati condotti in carcere: Alessandro Caracciolo, 57 anni, di Monteroni; Maria Antonietta Montenegro, 50 anni, nata a Leverano e residente a Monteroni di Lecce; Marco Burroni, 36 anni, di San Cesario di Lecce; Angelo Cosimo Calcagnile, 44 anni, di Leverano; Simona Caracciolo, 28 anni, di Monteroni; Salvatore Conte, 52 anni, di Leverano;  Antonio Cordella, 33 anni, originario di Copertino e residente a Leverano; Piergiorgio De Donno, 33 anni, nato a Nardò e residente a Porto Cesareo; Alessandro Francesco Iacono, 36 anni, di Leverano; Massimiliano Lorenzo, 43 anni, di Monteroni di Lecce; Cristian Nestola, 34 anni, di Leverano;  Andrea Quarta, 37 anni, nato a Lecce ma residente a Leverano; Andrea Ricchello, 32 anni, nato a Tricase e residente a Monteroni di Lecce.

Arresti domiciliari per Michele Antonio Ricchello, 44 anni, nato a Casarano e residente ad Alliste.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!