Io ho il mio corpo

di Barbara Toma

E così, dopo una pausa in cui mi sono letteralmente ingozzata di teatro, immergendomi con tutta la famiglia nel vortice di un festival di teatro ricco di appuntamenti davvero preziosi, smetto di essere pubblico, di ingerire proposte, di assistere, di incontrare ex colleghi e amici, e torno alla mia routine, fatta di solitudine, e torno all’azione. Che è da sempre la mia naturale inclinazione.

 

Sono un essere umano dotato di intelligenza corporeo-cinestetica. Ho bisogno di azioni, imparo attraverso la pratica, sviluppo la mia percezione della vita e mi esprimo tramite il corpo e il movimento.

Per gran parte della mia vita ho vissuto nella convinzione che la mia fosse una condizione di inferiorità rispetto a chi invece è dotato di altri tipi di intelligenza, come quella logico-matematica. Ma è proprio vero che la logica matematica è più importante di altri tipi di intelligenza?

 

Secondo lo studioso Howard Gardner gli uomini si distinguono perché portatori di intelligenze multiple diverse e corrispondenti a formae mentis distinte e precise, per esempio l’intelligenza linguistico-verbale, l’intelligenza logico-matematica, l’intelligenza musicale, l’intelligenza interpersonale, e altre.

Gardner arriva a sostenere l’equivalenza perfetta dell’intelligenza corporeo-cinestetica con tutte le altre tipologie di intelligenza, affermando che ci sono altri linguaggi oltre alle parole, al linguaggio dei simboli e ai linguaggi della natura. Ci sono appunto i linguaggi del corpo.

Purtroppo però, nella nostra tradizione c’è stata una radicale divisione fra le attività del ragionamento le attività della parte manifestamente fisica della nostra natura, e questo assurdo divorzio tra “mentale” e “fisico” si è spesso associato alla nozione che ciò che facciamo con il nostro corpo sia un po’ meno privilegiato, meno speciale, della routine di soluzioni di problemi che eseguiamo principalmente attraverso l’uso del linguaggio, della logica o di qualche altro sistema simbolico relativamente astratto.

 

Uno dei più grossi errori mai fatti e una ferita per la società intera.

 

Chi possiede l’intelligenza corporeo-cinestetica si dimostra in grado di conoscere e padroneggiare sia il corpo che i modi in cui esso opera, e ciò implica proprio la capacità di comprendere il mondo e di comunicare attraverso il corpo esprimendo idee e sentimenti.

 

“Scopri le diversità” (Foto Mauro Valle)

Torno in sala, ad insegnare, ad allenarmi, a ritrovarmi.

Una settimana segnata dal continuo ritrovare qualcosa o qualcuno. Ogni giorno ho ritrovato un gruppo di allievi da continuare a incuriosire e guidare, una sala, delle facce e dei corpi conosciuti, ogni giorno ho ripreso il filo di un discorso interrotto prima della pausa.

E ritrovo anche me, il mio corpo, con i suoi acciacchi e con il suo personalissimo modo di sorprendermi sempre, nonostante io lo trascuri in modo così spudorato.

 

E’ tempo di ripensare ai percorsi iniziati, di ripassare il materiale già proposto e definire come continuare. E’ tempo di immaginare possibili messe in scena per chiudere l’anno accademico con delle presentazioni pubbliche.

E’ tempo di prendere consapevolezza di ciò che il corpo chiede con forza. Tempo di ricordarsi di ascoltare. Inizia l’anno e si rinnovano le promesse fatte a noi stessi, ci si regala la possibilità di ricominciare tutto da capo. Che iniziare è sempre bello.

 

Tornare in sala dopo una pausa è come tornare a casa dopo un viaggio.

E la felicità del ritorno ti aiuta ad apprezzare meglio ciò che hai.

 

Io ho il mio corpo. Questo corpo sempre sfruttato al massimo, poco ascoltato, questo corpo a cui ho sempre chiesto tanto senza mai dare. Questo corpo usato sempre e solo all’occorrenza e poi, puntualmente messo da parte, dimenticato come si dimentica uno scatolone in cantina…

Questo corpo odiato, questo corpo che non è mai stato abbastanza eppure mi ha permesso di vivere e inseguire un sogno, mi permette di guadagnarmi da vivere da 30 anni, mi permette di esprimermi, di procreare, di seguire le mie passioni. Questo corpo che abbandono sempre e che non mi ha mai lasciato.

Il mio corpo. Non più giovane, ormai quasi perennemente in sovrappeso, dimenticato.

 

Ascoltare il proprio corpo.

Seguire le proprie passioni.

Farsi del bene.

Danzare.

 

Danzare con assiduità, in qualsiasi forma e occasione, fa bene all’organismo.

Lo dice anche la scienza. Non è solo un’attività piacevole, ha la straordinaria capacità di migliorare il modo in cui funziona il cervello.

Migliora la neuroplasticità e la memoria muscolare, aiuta a prevenire le vertigini, sviluppa l’intelligenza e la creatività e aumenta anche lo sviluppo di endorfine, le cellule della felicità.

 

Danzare è un ottimo modo per mantenere e migliorare molte delle funzioni cerebrali e può aumentare la connettività neurale, perché integra diverse funzioni cerebrali contemporaneamente; razionale, musicale, cinestetica ed emotiva.

 

Insomma danzare rende più felici e più intelligenti!

 

Marta Ciappina, “Scopri le differenze”. Coreografie: Barbara Toma (foto Mauro Valle)

Io, nonostante la bellezza che mi circonda sempre, ho spesso la sensazione di vivere in un luogo sempre più ostile e ottuso. In cui dilaga l’ignoranza, regna la stupidità ed è sempre più difficile trovare gentilezza gratuita. Un Paese di persone infelici.

Allora, conoscendo tutti i benefici che può avere la pratica della danza sulle persone, mi vien da pensare che, forse, se vogliamo un Paese più intelligente e sensibile, se vogliamo star meglio, tutti, è bene far tesoro delle diverse intelligenze di cui disponiamo e iniziare, finalmente, a dar più valore a doti fino ad ora considerate di minor importanza. Seguiamo gli insegnamenti di artisti, coreografi, danzatori, ricordiamoci le parole della grande coreografa Pina Bausch:

“Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti!”

 

 

1 Commento

  1. Avatar
    vlad

    bisogna danzare avendo la consapevolezza che esistono corpi più belli o più giovani el nostro vale per uomini e donne e non c’è nulla di male

    Reply

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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