Il Salento leccese di tutti i tempi nel “Dizionario enciclopedico” di Carlo Stasi

di Antonio G. Lupo

La provincia di Lecce è la prima ad avere un dizionario bio-bibliografico, una voluminosa opera in due tomi (Carlo Stasi, Dizionario Enciclopedico dei Salentini, Edizioni Grifo 2018, pp. 1225, 90 euro), che illustra a largo raggio il panorama del patrimonio storico-culturale salentino in un quadro sincronico, ma anche diacronico: l’antico con le sue radici storiche insieme all’attualità del contemporaneo con i suoi variegati aspetti e le sue molteplici espressioni.

Carlo Stasi

Nella raccolta di dati enciclopedici, l’autore non si ferma ai personaggi illustri del passato, ma dà spazio anche ai viventi, a tutti coloro ai quali è riconosciuto un contributo personale nei vari settori del sapere e dell’agire, essendosi distinti per la creatività, per l’impegno sociale, per le competenze specifiche: dalla politica all’imprenditoria, dalla moda alle invenzioni, dalle medaglie al valore alle affermazioni conseguite in competizioni sportive e canore.

Nella sua documentazione Stasi abbraccia infatti tutti i campi dell’eccellenza: si passa così dalla poesia di Vittorio Bodini alla critica letteraria di Mario Marti, dalla pittura di Gioacchino Toma alle opere dello scultore e maestro cartapestaio Eugenio Maccagnani, dagli studi ottocenteschi del De Giorgi e del Castromediano al teatro di Carmelo Bene, per non dire dei religiosi, dei politici e del mondo dello sport. Accanto a queste celebrità che hanno dato lustro al Salento, sono censite molte altre categorie: dai partigiani ai capomastri, dai cantastorie ai ceramisti, dai luminari della medicina a quelli della giurisprudenza, con una operazione editoriale audace ed ambiziosa, certamente molto impegnativa. Diversa è la gradazione d’intensità di tale ricca documentazione, talvolta (nel caso di personaggi di grande rilevanza) dettagliata, talaltra sintetica. Nonostante l’abbondanza dei nomi ufficializzati, nella premessa, l’autore si scusa per le eventuali omissioni (“è impossibile contenere tutto e tutti”) e per imprecisioni dovute alla necessità di sintetizzare i numerosi profili: circa 10mila!

Trattandosi di un lavoro in fieri, saranno perciò possibili integrazioni e completamenti, nell’auspicio di una collaborazione in team e in progress, o della istituzione di una fondazione ad hoc, costituendo questa “una base di partenza” in vista di un continuo aggiornamento dei dati

 

Carlo Stasi, Dizionario Enciclopedico dei Salentini, Edizioni Grifo 2018

Partire da un luogo geografico quindi (il capoluogo di Lecce e i cento comuni della provincia), terra di poeti e di scrittori, ma anche di scienziati (si pensi a Bottazzi, Trinchese, Costa, Tonelli, De Giorgi) per fare la storia degli uomini “più o meno illustri” e del loro operato, nella coralità di situazioni, privilegiando la carta stampata, in un periodo in cui la sete di conoscenza (a partire dalla  domanda chi è?che cosa ha fatto?) è costantemente ed inevitabilmente supportata dalla ricerca digitale e dal web.

Poeta, narratore, studioso e docente di lingua inglese, Carlo Stasi è riuscito a portare a termine un lavoro che lo ha impegnato per molto tempo: “una trentina d’anni di documentazione”, ci dice, di consultazione di cataloghi e di repertori bibliografici (ben quaranta quelli citati), nonché di enciclopedie nazionali, di monografie municipali e regionali, oltre alla stampa quotidiana, ai notiziari radio-televisivi e alle pagine di internet. Nella guida alla consultazione viene precisato, per esempio, che, per motivi di spazio, “sono stati segnalati solo i volumi scritti ed editi personalmente o in collaborazione, oppure quelli a propria cura”, ad esclusione di “articoli pubblicati su giornali e riviste e di saggi in volumi collettanei (salvo casi di particolare rilevanza)”, mentre delle opere degli artisti sono state segnalate quelle in edifici pubblici o collezioni private di cui è nota l’ubicazione.

Tale faticosa ricerca, spaziando nei diversi ambiti della produzione di ingegno umano, ha portato così ad un volume di oltre 1.200 pagine, che comprende anche voci tematiche, come ad esempio quella sui Messapi (a cui sono dedicate ben 30 colonne), sui  Sallentini (25 colonne) o sui Viaggiatori nel Salento (un resoconto di 30 colonne sugli italiani e gli stranieri che hanno visitato il Salento), senza trascurare divinità come lo Zeus di Ugento, eroi e personaggi leggendari (l’eponimo Messapo, Idrusa, Leucasia, ecc.).

 

Un’indagine che va oltre il mondo della letteratura e delle arti e delle scienze, spaziando negli ambiti più svariati, al fine di illustrare “tutto quanto sia notabile o notevole”. Sfilano in questo modo personaggi illustri dell’antichità, dell’età moderna e contemporanea accanto a chi si è imposto all’attenzione sociale nei cento comuni della provincia, non solo autori leccesi di nascita, ma tutti quelli che hanno operato ed operano nel Salento, valorizzandone il patrimonio culturale, il contesto ambientale e artistico: “personalità “forestiere” che ci hanno aiutato a conoscere e riconoscere la nostra terra, a guardarla con occhi diversi”, scrive Stasi nella premessa.

Dalla coppia Arno Mandello – Helen Ashbee a quella Norman Mommens – Patience Gray, tra i primi artisti a stabilirsi nei pressi del Capo di Leuca; da Helmut Dirnaichner (Palude –  Terra di Puglia, una delle sue numerose opere legate al Salento, si trova presso il museo Vito Mele di Leuca), a Gerhard Cerull, pittore di Regensburg, trasferitosi nei pressi della masseria Fano (Salve), dove  nel 1975 realizzò una abitazione “edificata seguendo le antiche tecniche costruttive dei contadini”. Vengono citati anche i documentari dello scrittore e regista tedesco Klaus Voswinkell che si è interessato – tra l’altro – “della prima donna maestra di banda in Italia, Maria Grazia Donateo di Surbo”.

A proposito di eccellenze femminili, accanto a personaggi storici come le regine Maria d’Enghien, Isabella Del Balzo Orsini ed Isabella di Chiaromonte, scorrono sotto i nostri occhi interessanti figure di rilievo, come  Emilia Macor Bernardini, la prima giornalista salentina, o  la versatile attrice teatrale e cinematografica  Regina Bianchi, pseudonimo di Regina D’Antigny, nota per il suo ruolo di madre napoletana (“l’ultima Filomena Marturano”), mentre nel campo musicale si passa da Cloe Elmo ( 1910-1962), che tra l’altro ha cantato al Metropolitan di New York  conquistando prestigiosi successi e premi internazionali, ai numerosi gruppi musicali e alle rassegne giovanili dei giorni nostri, come per esempio quella di Mary Fiore, vincitrice del Best Arezzo Wave band 2014.

Sono inoltre biografati  gli oriundi e i personaggi che hanno vissuto nel Salento per alcuni anni, come la scrittrice e illustre semiologa Maria Corti, cittadina onoraria di Maglie, docente all’Università di Lecce, autrice di straordinari racconti e romanzi ambientati in terra d’Otranto e di numerosi saggi sul patrimonio culturale salentino fin dai reputi grecanici (1950), oppure Domenico Modugno, il noto cantautore nato a Polignano a Mare, che nelle sue canzoni in dialetto siciliano “tradisce la sua formazione salentina” ( San Pietro Vernotico), nonché la conoscenza della pizzica  (Lu tammurreddu, 1955).

Nel “bilancio di fine millennio”, all’interno di un genere “così  impegnativo e  poco frequentato” come quello della biografia, ha scritto Alessandro Laporta, che ne ha curato la presentazione, decisiva è stata anche la pubblicazione nel 1999 del Dizionario Biografico degli Uomini Illustri di Terra d’Otranto, preziosa opera scritta alla fine dell’Ottocento (pubblicata da Lacaita a Manduria nel 1999), dopo la quale i due tomi di Carlo Stasi diventano un compendio aggiornato al 2018 con impostazione enciclopedica, comprendente i personaggi viventi, “al fine di non attendere il decesso di un personaggio perché entri nella storia (anche locale)” – dice l’autore.

Agile strumento di consultazione, arricchito da numerose fotografie, è da considerare “una base di partenza”. “La varietà e l’abbondanza dei nomi ufficializzati risponde ad un’indagine di ciò che finora è comunque documentato”, aggiunge Stasi. Ne nasce un microcosmo sociale fondato sul patrimonio civico – culturale, “uno stimolo ad approfondire le conoscenze sui concittadini, considerato che la selezione qualitativa sarà quella del “tempo grande”, ci ricorda, citando il semiologo russo Michail Bachtin.

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