Il Salento d’amare colpito al cuore

Una foto scattata dall’alto sembra confermare quanto ipotizzato nell’inchiesta del Tacco d’Italia su Salve (loc. Montani)

//L’INCHIESTA// Salve. Tante singole autorizzazioni, ma unico accesso e unico recinto. Una stalla che sembra un salone ricevimenti. La collina del Fano violentata dal cemento. Così si evita la conferenza dei servizi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Gli imprenditori Muccio il filo rosso che collega tutto. E all’orizzonte i rapporti con la Scu

8 aprile 2013 Il Salento d’amare colpito al cuore Ognuno di noi ha il suo posto del cuore. Qui vi raccontiamo del posto del cuore all’ennesima potenza: il posto del cuore del Salento. Colpito al cuore. Ricco di storia e leggende. Una sintesi di bellezza tra terra, mare e cielo (LEGGI QUI l’articolo del professor Antonio Lupo, che traccia una panoramica delle ricerche e delle scoperte archeologiche fatte in questa zona). E’ qui il simbolo stesso del Salento, se è vero che il gruppo delle quattro secolari pajare che si trovano su quella serra, sono state scelte in passato per la campagna promozionale del Salento d’amare, per essere rappresentate nelle cartoline e nelle pubblicità promozionali del Comune di Salve. Si tratta della località Montani, in agro di Salve, appunto, una zona agricola soggetta a vincolo paesaggistico, area coperta di macchia mediterranea, sulla dorsale della Serra di Spigolizzi e in stretta prossimità al sito archeologico della Grotta Montani.

Salve mappa

A due passi dal mare. Dalle maldive del Salento È un luogo molto amato dai cittadini di Salve, contiguo al Canale di Fano, sempre descritto nel passato come incontaminato, incantevole e suggestivo: un posto magico. Qui fino a poco tempo fa si poteva contemplare una natura selvaggia e aspra, una riserva naturale, un raro esempio di territorio dove si poteva sentire che il tempo si era fermato. In questo luogo panoramico, con vista sul mare fino alla Calabria, si poteva essere soli con il cielo e il vento, con la flora particolare della macchia mediterranea e gli uccelli, con i resti straordinari del lavoro dei nostri nonni. Ho indugiato nel descrivere la bellezza dei luoghi e la densità delle stratificazioni storiche che li caratterizzano, perché sapere che lì sta nascendo un vero e proprio insediamento abitativo plurifamiliare, che sembra tanto un villaggio turistico, è un pugno nello stomaco.

tante case unico accesso

Tante case unico accesso, unico recinto Il nuovo complesso si trova proprio a pochi passi dalle quattro pajare. Non solo: una parte della costruzione, insiste sopra la grotta Montani: non sappiamo se e quanto compromessa, dal momento che si estende in lunghezza proprio verso le nuove costruzioni. Ma è certo che in quella nuova casa, nessuno si sentirebbe di dormire sogni tranquilli, con il vuoto sotto. Proprio lì, in questo vero e proprio museo all’aperto, dove la leggenda narra che si trovasse la mitica città di Cassandra e dove, per certo, sono stati trovati numerosi reperti paleolitici, si sta costruendo un complesso abitativo di cinque villette, con, al centro, in un’area che sembrerebbe un’agorà, una nuova struttura grande come un capannone industriale ufficialmente autorizzato ad uso di stalla e locale (deposito? Il cartello è parzialmente illegibile). Una delle case si trova a non più di 50 metri dall’entrata della grotta, che si estende sottoterra, come detto, nella direzione del fabbricato. I lavori di recinzione della proprietà hanno interessato l’area direttamente sopra il tetto della grotta. Proprio così: perché le casette, che sono state autorizzate come “abitazioni isolate ad uso agricolo” e sono di proprietari diversi, in realtà poi sono costruite, almeno tre di queste, dalla stessa ditta di costruzioni e hanno progettisti comuni. Alcuni proprietari sono legati tra loro da rapporti di parentela. Non solo: il complesso, che si trova su un terreno irregolare esteso al massimo circa nove ettari, è recintato con un muretto di pietra e rete metallica, tutto di recente costruzione. Cioè: un’unica recinzione racchiude tutte le casette, come se si trattasse di un unico complesso. Un’unica stradina permette di accedere al gruppo di case e da quell’unica stradina si dipanano i vialetti d’accesso alle abitazioni. La stradina è stata già sequestrata in passato, perché abusiva. Almeno due delle cinque case, quelle che abbiamo numerato con n.3 e n.5, sono pericolosamente vicine all’area di rispetto della zona “ambito C” di pertinenza della Grotta Montani, dove cioè non dovrebbe essere costruito a. Non sembra realistico immaginare un’attività agricola significativa sulle esigui parcelle di terreno roccioso e poco fertile, intorno alle case. I fabbricati sono, sì, isolati, ma solo nel senso che si trovano abbastanza lontani dal paese. Non è ben chiaro con quale terra (dal momento che è tutta roccia) e con quale pascolo (dal momento che è tutta macchia mediterranea) si potrebbero coltivare ortaggi o allevare mucche (il complesso al centro è autorizzato come stalla).

mappa catastale Montani

Salve, mappa catastale, Foglio 9, Contrada Montani, frazionamento La proprietà recintata comprende: Particelle 699 & 700: villa 1 Part. 614: villa 2 Part. 619 & 618: villa 3 Part. 636: villa 4 Part. 616 & 617: villa 5 Part. 615: “stalla” Part. 637: stradina di accesso Fuori dal muretto: proprietà altrui Part. 408(?) & 359: privato Part. 650: privato Part. 778: Grotta Montani e terreno circostante, proprietà privata (part. 779: pajara) Part. 653 & 54(?): pajara ampliata già esistente E’ evidente come parte dell’insediamento insista sulla grotta Montani, che si estende in profondità proprio verso le case.

salve, cartografia Puglia
Putt provincia

Tav. serie n. 4/bis – Catasto delle Grotte Tav. serie n. 11 – Ambiti territoriali estesi. La Grotta Montani è censita nel Putt, nel catasto grotte e individuata anche nella planimetria. Le due case, che abbiamo numerato 3 e 5 cadono nella fascia di rispetto (Ambito C) segnalata sulla planimetria. Il Comune non poteva non sapere L’impresa di costruzione per tre ville è la stessa ditta: si tratta di Pasquale Muccio (di Barbarano) Il proprietario della “stalla” è anche proprietario di una delle villette: si tratta di Carlo Ciardo di Gagliano del Capo ed è legato da rapporti di parentela con Muccio. Gli altri proprietari sono di Taurisano e due di queste persone sono rispettivamente la mamma e la suocera di Pasquale Muccio (di Taurisano, che è cugino del Pasquale Muccio di Barbarano). Due progettisti sono marito e moglie: Patrizia Scarlino ricopre anche incarico di segretario presso l’Ordine degli architetti della provincia di Lecce. Non sembrano dunque insediamenti ‘agricoli’ separati e indipendenti l’uno dall’altro, così come sono stati autorizzati: sembrano piuttosto, ciascuno, parte di un più ampio progetto, in cui ogni casa rimanda all’altra per lo stile, i materiali, il modello scelto. Oltre all’ingresso, il vialetto e il recinto che le unifica e le racchiude tutte. Autorizzate singolarmente, come case agricole, non hanno richiesto la conferenza di servizi. Se fossero state autorizzate tutte insieme, probabilmente sarebbe stata necessaria una variante in deroga al prg, col l’avvio dell’iter della conferenza dei servizi. Che, ovviamente, non c’è stata. La grotta Montani nel Putt Puglia, ambito C Putt p.1 Putt p.2 // La risposta della REgione Recentemente, l’11 marzo scorso, Angela Barbanente, assessora regionale al territorio, ha risposto ad una segnalazione che arrivava da un cittadino di Salve, specificando che almeno tre degli insediamenti hanno avuto l’ok della Sovrintendenza. Che probabilmente non sarebbe arrivato se fosse stata avanzata un’unica grande richiesta per tutti. Anche perché la zona, dice la Barbanente, è sottoposta a vincolo paesaggistico ministeriale. Ecco la mail della Barbanente. Da: Angela Barbanente <a.barbanente@regione.puglia.it> A: ……. Inviato: Lunedì 11 Marzo 2013 10:57 Oggetto: Gentilissimo, sensibilizzata dal direttore Giannì in merito alla necessità di arginare gli scempi documentati dalla vostra nota, nel ribadire la volontà di mettere a punto una legge regionale che argini la proliferazione di costruzioni in zona agricola e più in generale nel territorio rurale, devo anche comunicare che ho chiesto agli uffici di fare degli accertamenti in merito ai vincoli lì presenti: merita sottolineare che non si tratta di interventi di competenza regionale, perché ricadono in territori interessati da vincolo paesaggistico ministeriale. Infatti, per i primi tre casi, nei nostri uffici di Lecce ci sono le note della Soprintendenza (inviate per conoscenza) con le quali si autorizzano questi tre interventi. Sugli altri, non c’è a, ma è altamente probabile che anche questi siano interventi di competenza della Soprintendenza che non ha trasmesso documentazione per conoscenza. Che dire? Una più attenta azione di tutela nelle aree vincolate mi pare essenziale. Cordiali saluti Angela Barbanente Il fatto è che sembra tutto a posto: le autorizzazioni e l’insediamento. Ma non è ben chiaro come la Sovrintendenza, organo che più volte abbiamo segnalato per inefficienza, se non trascuratezza dolosa, abbia potuto autorizzarne la costruzione in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Non è ben chiaro come sia stato possibile che il Comune di Salve abbia potuto, con una delibera ad hoc (la n.38 del 2010), spianare la strada alla costruzione della “stalla”. Non è ben chiaro come il Comune abbia potuto rilasciare le autorizzazioni senza che vi fosse la disponibilità di una strada d’acceso che, non a caso, è stata poi realizzata e sequestrata perché abusiva. Come dire che il Comune autorizza il progetto di una casa dove non c’è la porta. Come si fa? // La delibera numero 38 Torniamo un attimo indietro. Alla delibera del Consiglio comunale di Salve numero 38 del 30/11/2010. Tale delibera modifica i requisiti per la costruzione delle case di campagna. La delibera (di dubiosa legalità, a nostro modesto parere) non è rilevante per le concessioni per le 5 ville (che sono anteriori), ma ha certamente condizionato l’autorizzazione per la “stalla”. Da sottolineare il fatto che l’opposizione ha disertato il voto. Con quel documento il Comune autorizza l’accorpamento delle particelle per la costruzione di edifici in zona agricola. Ed è una delibera che ha validità temporanea. Perché? Giusto per dare il tempo, a chi deve accorpare, di farlo? delibera p.1 p.2 p.3 p.4 p.5 p.6 p.7 p.8 La Delibera comunale fa riferimento a questa legge, articolo 18: Legge Regionale 47/85 art.18 // Il libro “Archeologia del Salento” Il libro, pubblicato col patrocinio del Comune di Salve e presentato dal sindaco Passaseo, tesse le lodi della zona del Fano, della collina di Specolizzi e della grotta Montani, ricordando i numerosi ritrovamenti archeologici di epoca paleolitica e messapica. Ma non fa a, il Comune, per tutelare ulteriormente la zona, chiedendo che venga sottoposta a vincolo archeologico. La grotta, come detto, è censita dal Putt e inserita nell’ambito C (significa che ha un grado di interesse paesaggistico elevato, da tutelare), quindi avrebbe tutte le caratteristiche. Il Comune da una parte autorizza improbabili villette agricole, dall’altra patrocina un libro che parla dell’importanza archeologica della zona; dall’altra ancora, finito di stampare il libro nel mese di giugno dal 2011, rilascia concessione edilizia per la “stalla” il 30 giugno del 2011. Avendo allargato le maglie della legge, con la delibera comunale n.38 del 2010, permettendo gli accorpamenti delle particelle agricole per la costruzione di nuovi complessi edilizi. Il libro copertina presentazione del sindaco p.72 p.73 p.74 p.75 p.76 p.77 p.78 // Tutti i nomi: proprietari, progettisti, costruttori Elenco fabbricati: Villa 1. Concessione N° 200 del 2006 “Realizzazione di una casa isolata ad uso agricolo” Proprietaria: Cecilia BOTRUGNO Progettista: Luigi PALESE (Acquarica del Capo) Costruttore: Angelo DE ICCO (Taurisano) Villa 2. Concessione N° 31 del 06/03/2009 “Costruzione di un fabbricato di civile abitaz. per uso agricolo” Proprietario Cosimo ORLANDO (Taurisano) Progettista: Ing. Romolo TROISIO Costruttore Pasquale MUCCIO (Barbarano) Villa 3. Concessione N° 02 del 09/01/2009 “Costruzione di casa isolata di abitaz. ad uso agricolo” Proprietaria: Settimia RIZZELLO (Taurisano) Progettista: Arch. Patrizia SCARLINO Costruttore: Pasquale MUCCIO (Barbarano del Capo) (Fine lavori programmata per 25/01/2012) Villa 4. Concessione N° 58 del 01/04/2009 “Costruzione di una casa isolata di abitazione ad uso agricolo” Proprietario: Carlo CIARDO (Gagliano del Capo) Progettista: Arch. Franco LEVA (Ruffano) Costruttore: Pasquale MUCCIO (Barbarano del Capo) (Fine lavori programmata per 03/04/2012) Villa 5. Cartello di concessione non trovato 6. “Stalla” Concessione N°117 del 30/06/2011 “Costruzione di una stalla e di un locale (deposito?)” (cartello parzialmente illeggibile) Proprietario: Carlo CIARDO (Gagliano del Capo) Progettista: Arch. Salvatore LIA (Presicce) Costruttore: Marco(?) RIZZELLO i cartelli

Salve cartello 1
Salve cartello 2
Salve cartello 3
Salve cartello 4
Salve cartello 5
vignetta Specolizzi

Una vignetta di Norman Mommens, artista di fama internazionale che ha molto amato il Salento tanto da trasferirsi proprio in località Specolizzi. Qui lanciava l’allarme sulle speculazioni edilizie nelle zone paesaggistiche

salve sequestro

La stradina sterrata di accesso alle case numero 3 e 2 in passato sequestrata (foto 28 febbraio 2009) // Che cos’è l’ambito C del PUTT La grotta Montani, come detto, è censita come “ambito C del PuTT”. Significa che esiste un bene, che include il paesaggio, da tutelare. Nell’ambito C, secondo il Putt, “devono essere perseguiti obiettivi di salvaguardia e valorizzazione paesaggistica nel rispetto dei seguenti indirizzi di tutela: (…) salvaguardia e valorizzazione dell’assetto attuale se qualificato; trasformazione dell’assetto attuale, se compromesso, per il ripristino e l’ulteriore qualificazione; trasformazione dell’assetto attuale che sia compatibile con la qualificazione paesaggistica. Inoltre, “in attuazione degli indirizzi di tutela, tutti gli interventi di trasformazione fisica del territorio e/o insediativi vanno resi compatibili con: la conservazione degli elementi caratterizzanti il sistema botanico/vegetazionale, la sua ricostituzione, le attività agricole coerenti con la conservazione del suolo”. // Gruppo Muccio, l’identikit aziendale A Pasquale Muccio (di Taurisano) fa riferimento una costellazione di aziende attive nel settore dell’edilizia, dei rifiuti, del turismo per un fatturato imponente e numerosi dipendenti. Gestisce il servizio rifiuti per diversi Comuni del Salento (es. Miggiano, Montesano, Acquarica, Surano). L’azienda storica di famiglia, la Armando Muccio srl, ora è gestita dalla moglie di Pasquale, Maria Domenica Rizzello (la cui madre, come detto, è proprietaria di una delle cinque ville). Sempre Maria Domenica ha un lido a San Gregorio e la Petra Srl che si occupa di rifiuti: una società mista pubblico-privato con il comune di Specchia. Entrambi sono noti agli inquirenti, perché Muccio ha tre denunce da parte dei Carabinieri: una relativa ad inquinamento delle acque (1995), una per violazioni urbanistiche (1995) e l’altra per concorso in lottizzazione abusiva (2005 – tra i soggetti denunciati c’è anche la moglie Maria Domenica Rizzello). Per Maria Domenica pochi mesi fa, nel dicembre del 2012, la Procura di Lecce (pm Giovanni Gagliotta) ha chiesto il rinvio a giudizio per una storiaccia di presunte tangenti per truccare tre appalti: quello da 12 milioni e 700 mila euro assegnato nel giugno del 2005 dall’Unione dei comuni Terra di Leuca per la raccolta rifiuti; quello da quasi 5 milioni deliberato nell’ aprile 2006 dal Comune di Taviano e quello da 4 milioni del 2004 del Comune di Racale. Una vera e propria tangentopoli in cui la Procura prefigura, per sei imputati corruzione in atti d’ ufficio e falso in atto pubblico. Dei reati sono accusati: Franco Causo (come responsabile dell’ Ato Lecce 3) in concorso con Lara Lopez (parente di Causo e socia nello studio Dat ingegneria) e da Maria Domenica Rizzello, Antonella Bianco, Martino Lacatena e Giovanni Polimeno (rispettivamente amministratori delle ditte Armando Nuccio, Bianco igiene ambientale, Gial Plast e Ecotecnica). // La vicinanza con uomini della Scu e la morte di Attanasio Una delle società della costellazione Muccio, ha lavorato alla bonifica di contrada Sperri, tra Taurisano e Acquarica. Lavori per un importo di quasi due milioni e mezzo di euro (2.483.752,40) per ripulire e piantumare dove, secondo la Procura, Rosafio Rocco e Gianluigi (LEGGI QUI) avrebbero gettato in tutto oltre 200 fusti di pcb, una delle 10 sostanze chimiche più tossiche al mondo. A quella bonifica aveva lavorato, fino a pochi giorni prima di morire, quando cioè iniziarono i primi sintomi di vertigini, sdoppiamento della vista, allucinazioni, debolezza e colorito verdastro (tanto si evince dai verbali del processo) Ettore Attanasio, l’uomo di Taurisano che la moglie Lucia Bartolomeo (condannata in appello) avrebbe ucciso con una dose di eroina. Per la difesa e secondo la perizia di parte invece si sarebbe trattato di una forma letale di avvelenamento che avrebbe compromesso il fegato. Dal processo vengono fuori i legami tra Pasquale Muccio ed figure storiche della Scu, come Cesare Occhilupo detto “Scascio” o “Cerchietto”, condannato in via definitiva per concorso in associazione mafiosa (416 bis) a 10 anni, poi scontati in 4. A verbale, Occhilupo, che al banco dei testimoni viene accompagnato proprio da Muccio, che lo aiuta a salire e scendere le scale dell’aula, dichiara di recarsi presso la sede operativa di una delle ditte dell’universo Muccio-Rizzello, la Cooperativa Sud, per cui lavorava Attanasio, quasi tutti i giorni, tanto per passare il tempo. Ne viene fuori la figura di un uomo di fiducia di Muccio, una sorta di sovrintendente. Occhilupo, quando viene dal giudice Conte pungolato a descrivere i rapporti con gli altri condannati per associazione mafiosa a fini di narcotraffico e ancora oggi in carcere, come Francesco De Paola, si innervosisce, è recalcitrante nelle risposte, e viene richiamato all’ordine. Giuseppe Scorrano, presidente del consiglio di amministrazione della Cooperativa sud, la ditta dove quotidianamente si reca Occhilupo, che è la stessa ditta per cui lavorava Attanasio, ha parenti che sono uomini di spicco nella criminalità locale, come suo cognato Montedoro di Casarano, ed è ‘compare’ dello stesso Occhilupo, perché ha cresimato suo figlio. Scorrano con la Petra srl, la società della moglie di Muccio, ha in comune un consigliere d’amministrazione, Alessandro Trono. Articoli correlati: Il villaggio con la ‘stalla’ al centro Salve, turismo a (sole) tre vele La collina delle selci

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati