Comitato No Tap: ‘La partita a scacchi sulla testa dei salentini’

// INCHIESTA// Melendugno. Secondo il Comitato la concessione demaniale ad Igi Poseidon servirebbe solo ad accedere ai fondi del Corridoio Sud

(ph: Una manifestazione No Tap) MELENDUGNO – La questione relativa al gasdotto Igi Poseidon previsto ad Otranto non può non chiamarne in causa un’altra, quella relativa al gasdotto Tap, che la società Trans Adriatic Pipeline vorrebbe realizzare a San Foca (Melendugno). Di questa storia, per la verità, il territorio salentino sa molto di più. Merito anche del forte ruolo giocato dal Comitato No Tap, nato sulle pagine di facebook, che ha da subito avversato l’opera e coinvolto i cittadini nelle battaglie, quotidiane, contro l’infrastruttura. Ecco una lettura che il Comitato No Tap dà degli ultimi fatti di Otranto (e del Salento, ovviamente).

Come leggete questa improvvisa accelerata nell’iter di realizzazione del gasdotto Poseidon?
“È la guerra del gas. È il sud dell’Europa il campo di battaglia. Un guerra mai dichiarata fra grandi multinazionali nascoste dietro asettiche sigle. È sotto quest’aspetto che va vista l’ultima mossa sullo scacchiere salentino. Poseidon ottiene la concessione demaniale per 40 anni,la notizia va di sito in sito,da giornale a giornale in un misto di disprezzo e preoccupazione per questa colonizzazione del Salento da parte delle multinazionali del gas. Ma in che ambito va realmente inquadrato tutto questo ‘rumore’? Dobbiamo fare un passo in dietro per capirlo. Igi Poseidon formato da Edison(nel frattempo divenuta francese) e DEPA(considerata una dei gioielli che il governo greco deve privatizzare per risanare i bilanci) fa parte del ‘Corridoio sud’, una serie di progetti strategici che l’Unione europea ha finanziato per diversificare le fonti d’approvvigionamento di gas. Di questo stesso piano di finanziamenti fanno parte Tap, Seep, Nabucco. È logico pensare che comunque la procedura autorizzativa doveva chiudersi per accedere a questi fondi, e bisogna dare atto che il Poseidon è il più avanzato per quanto riguarda gli adempimenti burocratici: ha la Via dal 2010 e la concessione demaniale era l’ultimo cavillo per chiudere i conti con la burocrazia”.

Ma allora che cosa manca al Poseidon per essere realizzato?
“Il gas, al progetto otrantino manca il gas per riempie il tubo. Quasi un anno fa il consorzio azero in una valutazione preliminare aveva scartato l’opera italo-greca e si riservava di scegliere fra due soli concorrenti, Tap e Nabucco (nel frattempo rimodulato nella lunghezza e nei costi e rinominato Nabucco west). Quindi al Poseidon manca il gas visto che anche un tentativo di far rientrare il progetto nel South Stream di Eni/Gazprom è naufragato sulla scarsa appetibilità del mercato italiano,in netta crisi di consumi”.

Quindi voi credete che Poseidon non verrà mai realizzato oppure che, realizzato, non entrerà mai in funzione?
“La roboante notizia della concessione del demanio per 40 anni a Poseidon ci preoccupa,ma non per i contenuti,ma perché è segno che il Salento è il campo di battaglia scelto dalle multinazionali del gas. Giusto un mese fa le agenzie internazionali intrappolate nella stessa strategia avevano battuto la notizia dell’offerta di 1,9 miliardi di euro da parte di Gazprom per l’acquisto di Depa, Tap si era affrettata a comunicare che in caso di conclusione dell’acquisto avrebbero provveduto alla costruzione di strutture proprie sul territorio greco. E la strategia di una guerra del gas che non ci vede protagonisti, ma a stento spettatori, e ci fa sorridere il volto tenero del sindaco di Otranto che spera nelle promesse e nella buona fede delle multinazionali che si nascondono dietro queste sigle”.

Ma allora è una guerra di nervi?
“Per i manager sì, per i salenti è una guerra che procura grossi danni economici e ambientali. I pescatori e gli operatori turistici già contano i danni ambientali e d’immagine provocati dalle sole prospezioni”.

Qual è il vostro punto di vista sul progetto del Poseidon? La sua eventuale realizzazione potrebbe rendere meno necessaria quella di Tap?
“Il Comitato No Tap nasce come aggregazione di più associazioni che hanno a cuore il bene comune,quindi la nostra battaglia non è contro il solo progetto Tap ma contro una tipologia di opere che s’inquadrano verso lo spreco di risorse ambientali, sociali, finanziarie. Quindi se il Tap a pochi km di distanza,visti i consumi attuali di gas, è anacronistico inutile e ambientalmente e socialmente incompatibile, per il Poseidon non possiamo che esprimere lo stesso parere. Noi non siamo contrari al progetto Tap,noi siamo contrari a uno sviluppo del territorio che non tenga conto delle reali necessità della popolazione salentina ma, in questo caso, anche italiana. Per far capire la portata della nostra battaglia, con l’aiuto del web abbiamo fatto rete con altri comitati che s’inquadrano nel progetto per portare il gas azero (Tap o Poseidon che sia) in Austria, attraverso l’Italia, che è il punto di arrivo che le multinazionali programmano per fornire di gas l’Europa. Quindi per persone che lottano contro il Brindisi/Minerbio detto ‘dorsale adriatica’ non c’è molta differenza fra il Tap e il Poseidon; noi mettiamo in discussione la scelta di fare del Sud Italia un hub del gas per l’Europa sulla testa delle popolazioni locali. Costruire strutture inutili,autorizzare strutture inutili,che dovrebbero essere strategiche ma hanno il solo fine di servire interessi che di strategico per l’Italia e l’Europa non hanno niente non è sviluppo ne del territorio ne del continente”.

Tornando al confronto tra Poseidon e Tap, la grande differenza in queste due storie sta nel punto di vista dell’Amministrazione comunale interessata. Ad Otranto, il Comune ha dato parere positivo all’infrastruttura; a Melendugno, al contrario, l’Amministrazione si è fortemente opposta al gasdotto. La Tap avrà vita dura anch per questo?
“Uno dei punti saldi della battaglia contro Tap a Melendugno, oltre all’informazione, è stata un’Amministrazione comunale lungimirante. Abbiamo assistito a decine d’incontri con multinazionali della caratura di Tap e Poseidon, ma un amministratore non può cedere ai tranelli della prima televendita. Il sindaco di Melendugno è tormentato dai manager Tap per incontri e accordi ma non cede. Bisognerebbe prendere esempio, anche ad Otranto. A Melendugno Tap ha vita dura. Poniamo una domanda a tutti gli amministratori che in questi anni hanno fatto orecchio da mercante: ma se domani Poseidon cominciasse i lavori pur non avendo il gas garantito a prezzi convenienti, che era l’obbiettivo del “Corridoio Sud”, che benefici porterebbe? Ci sarebbe qualcuno in grado di contestare il decreto Via”?

Articoli correlati:

Igi Poseidon. Sempre più vicino

I 47 ‘ma’ del Ministero su Igi Poseidon

Zamparutti vuole Tap

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!