La guerra del gas

INCHIESTA. Otranto. Città patrimonio Unesco, zone Sic, habitat prioritari. Grandi insediamenti turistici. Arriva il gasdotto ammazza-turismo

OTRANTO – Il gasdotto a sud di Otranto è sempre più vicino. Ha incassato già l’autorizzazione più importante, quella del Ministero per lo Sviluppo economico, che il 25 maggio 2011: – Autorizza la costruzione e l’esercizio del gasdotto; – Approva il progetto definitivo; – Dichiara la Pubblica Utilità dell’opera; – Riconosce la conformità del progetto agli strumenti urbanistici vigenti; – Autorizza IGI Poseidon ad espropriare le aree necessarie per l’installazione del gasdotto. Igi Poseidon, la condotta che dovrebbe portare il gas dal mar Caspio in Italia, e da qui, in tutta Europa, è dunque autorizzato dal Ministero ad espropriare le aree interessate dall’attraversamento. L’infrastruttura è infatti dichiarata di pubblica utilità. Questo importante via libera è ciò che manca all’altro gasdotto, la Tap, che dovrebbe sbarcare a San Foca. Lì, il Comitato No Tap ha dato filo da torcere facendo in modo che non si abbassasse mai il livello di attenzione nell’opinione pubblica, costringendo i Comuni interessati dall’attraversamento a deliberare contro l’infrastruttura.

Qui, l’unico comune, Otranto, ha da tempo deliberato a favore. Per contro, Igi Poseidon negli anni ha lisciato il pelo alla cittadinanza, finanziando premi alle scuole primarie e secondarie e sponsorizzando il festival ‘L’alba dei popoli’. Eppure le condizioni ambientali sono simili fra le due zone, quelle interessate dalla Tap e quelle interessate dal passaggio dell’Igi Poseidon: entrambi i futuri gasdotti dovrebbero attraversare, in mare, intere praterie di posidonia, la pianta tipica del mar Mediterraneo, dichiarata ‘habitat prioritario’ dalla Ue e dunque sotto tutela, perché vitale per la sopravvivenza dei fondali e delle coste.

La posidonia, cioè, non si può toccare. Ed è per questo che negli anni passati, ben 4 diversi ipotetici percorsi di gasdotto nel brindisino sono stati bocciati dalla Tap: avrebbero dovuto infatti attraversare le praterie di posidonia, e non era possibile. Anche Igi Poseidon vuole passare ‘sotto’ le praterie di posidonia, scavando in orizzontale per 450 metri di lunghezza, dei tunnel dove far passare il gasdotto (di 80 cm di diametro), senza, in teoria, intaccare le praterie. Arrivato a terra, l’IGI Poseidon, dovrebbe per tre kilometri attraversare il sito d’interesse comunitario (sic) Alimini, attraversando le tipiche formazioni sub steppiche della macchia mediterranea, dette gariga, anch’esse sotto tutela, fino a raggiungere una zona agricola denominata s. Nicola. Qui, è prevista la cabina di decompressione. Non è ben chiaro a questo punto come e attraverso quale percorso il gas dovrà allacciarsi alla rete nazionale, dal momento che la prima stazione della rete Snam è nei pressi di Mesagne.

Di sicuro è che attraverserebbe uno dei mari più belli e incontaminati d’Italia, sbarcando in una zona protetta, zona sic ‘Alimini’, polmone verde per il Salento e miniera d’oro per il turismo ecosostenibile: agriturismi, masserie, villaggi e resort qui sorgono immersi nella natura e senza soluzione di continuità. Far passare il gasdotto in queste zone è come mettere una bomba, scientemente, sull’unica speranza di sviluppo per questo territorio in declino. Il sito del progetto, www.igi-poseidon.com è molto generico e non fornisce il progetto nel dettaglio, ma per ogni passaggio cruciale e di interesse per l’impatto ambientale e sociale, rimanda a generiche definizioni stile wikipedia. Né, cosa molto grave, è possibile reperire il progetto sul sito del Comune di Otranto.

Sembra che tutto stia andando avanti senza clamori e soprattutto senza informare i cittadini del reale impatto dell’imponente infrastruttura sul loro ambiente. Lo studio ambientale presentato al Ministero dell’Ambiente per la richiesta di via, a cura della D’Appolonia spa di Genova ha evidenziato gli impatti sulla posidonia e la gariga (macchia mediterranea sub steppica), definendola però ‘incolta e arida’. Quando al contrario sono proprio le caratteristiche, sub steppiche, appunto, di questo particolare ecosistema. Intanto Igi Poseidon ha già avviato i bandi per le aziende interessate alla costruzione della cabina di misurazione e per la fornitura dei materiali di costruzione del gasdotto, inclusi i tubi. Per procedere alla espropriazione delle aree manca l’autorizzazione d’impatto ambientale in Grecia (perché per l’Italia, come detto, è stata già concessa) e un’ulteriore autorizzazione congiunta da parte dei due Stati interessati: appunto, Italia e Grecia.

Tutti gli articoli dell’inchiesta:

I 47 ‘ma’ del Ministero su Igi Poseidon

Zamparutti vuole Tap

Comitato No Tap: ‘La partita a scacchi sulla testa dei salentini’

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Cariddi: ‘Tre milioni per il gasdotto. Sperando non ne sorgano altri’

Ecco tutte le inchieste sui gasdotti dal giugno 2008 al dicembre 2011:

Gasdotti nel mare di Otranto, Tacco 48, giugno 2008

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