Banca popolare di Bari, il Cda approva il bilancio: perdite nette scese a 45 milioni

Il Cda della Banca Popolare di Bari ha approvato il Progetto di Bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022. L’istituto, appartenente al Gruppo Bancario Mediocredito Centrale, ha proseguito, si legge in una nota, “pur in un contesto generale caratterizzato da incertezza, la politica aziendale di rilancio dell’attività commerciale a sostegno della propria clientela, in coerenza con l’aggiornamento del Piano Industriale 2023-2025”.

Il Cda è composto dai consiglieri espressione del territorio: l’avvocato Roberto Fusco, l’avvocata Cinzia Capano di Bari (ex assessora al bilancio della giunta dell’allora sindaco di Bari Michele) e l’avvocato Bartolo Cozzoli di Bisceglie.

Amministratore delegato è Cristiano Carrus, Presidente Massimiliano Cesare, presidente anche del Mediocredito centrale (che a maggio 2022 ha preso il posto del prefetto Gianni De Gennaro, braccio destro di Falcone che andò in Brasile ad arrestare Buscetta) e poi la dottoressa Elena de Gennaro, capo finanza di Mediocredito centrale e la prof. Paola Girdinio dell’Università di Genova, esperta in cyber security.

I sette consiglieri in due anni e mezzo hanno riportato la banca in pareggio: il primo bilancio al 31.12.20 fu chiuso con una perdita di 1,4 miliardi. L’insediamento dell’attuale consiglio di amministrazione è del 15 ottobre 2020, per cui non hanno potuto far altro che registrare tale perdita; il secondo bilancio al 31.12.21 è stato chiuso con una perdita di euro 370 milioni e quest’ultimo bilancio al 31 dicembre 2022 chiuso con una perdita di solo 45 milioni dovuto solo ad accantonamenti per vicende anteriori al commissariamento del dicembre 2019.

Riguardo all’attività di intermediazione, BPB presenta uno stock di impieghi alla clientela, non considerando l’esposizione in titoli di debito e con la Cassa Compensazione e Garanzia, pari a 5,30 miliardi di euro al 31 dicembre 2022, in crescita del 4,4% rispetto al dato di fine 2021 (5,08 miliardi di euro). La raccolta diretta si attesta stabilmente a 6,39 miliardi di euro (6,36 miliardi di euro al 31 dicembre 2021, +0,6%). Stabile anche la raccolta indiretta, pari a 3,67 miliardi di euro al 31 dicembre 2022 (3,70 miliardi di euro a fine 2021).

Per quanto riguarda la qualità del credito, “l’incidenza percentuale dei crediti non-performing lordi rispetto al totale crediti verso clientela lordi 1 (NPLs ratio lordo) si posiziona al 9,95%, in linea con il dato dell’esercizio precedente. In diminuzione l’indicatore al netto delle rettifiche di valore (NPL ratio netto), pari al 5,22% al 31 dicembre 2022 (5,52% al 31 dicembre 2021). Il grado di copertura complessivo dei crediti deteriorati segna una crescita rispetto all’esercizio precedente, passando dal 47,31% al 50,51%.

Dal punto di vista reddituale, l’esercizio 2022 si è chiuso con una perdita netta di 45,34 milioni di euro a fronte della perdita netta di 170,76 milioni di euro del 31 dicembre 2021 (-73,4%). Sul risultato hanno inciso talune significative componenti negative connesse alle dinamiche della voce “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” nonché alla valutazione delle quote O.I.C.R. di proprietà e relative a operazioni precedenti al periodo di Amministrazione Straordinaria.

Considerando “le rettifiche di valore nette per rischio di credito, pari a 45,49 milioni di euro (vs 84,36 milioni di euro del dato comparativo, -46,1%), il risultato netto della gestione finanziaria presenta, al 31 dicembre 2022, un valore pari a 203,98 milioni di euro, in crescita del 64,7% rispetto all’esercizio 2021 (123,83 milioni di euro). I costi operativi registrano una flessione del 18,4% passando dai 319,60 milioni di euro dell’esercizio precedente ai 260,85 milioni di euro al 31 dicembre 2022, essenzialmente riconducibile a una contrazione delle spese per il personale (127,01 milioni di euro vs 195,75 milioni di euro, -35,1%), anche per la presenza nel 2021 dell’accantonamento straordinario al c.d. “Fondo esodi incentivati”, e delle altre spese amministrative (87,14 milioni di euro vs 95,11 milioni di euro, -8,4%), in parte compensata da un significativo incremento degli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (42,09 milioni vs 25,28 milioni di euro, +66,5%). Tenendo conto di utili delle partecipazioni, pari a 1,24 milioni di euro, e delle imposte di competenza, d’importo positivo pari a 10,28 milioni di euro, l’esercizio 2022 chiude con una perdita netta pari a 45,34 milioni di euro. Il Progetto di Bilancio dell’esercizio 2022 sarà sottoposto, per l’approvazione, all’Assemblea degli Azionisti prevista, in unica convocazione, per il prossimo 20 aprile 2023.

2 Thoughts to “Banca popolare di Bari, il Cda approva il bilancio: perdite nette scese a 45 milioni”

  1. SAVERIO D'Addario

    O.I.C.R che è lo sanno solo loro. Anno scorso 171 milioni quest’anno 45 milioni. Dove finiscono questi debiti? Il patrimonio ora a quanto ammonta?

    1. SAVERIO D'Addario

      L’assemblea si terrà sempre a distanza vero? Rischioso incontrare gli azionisti truffati, ma prima o poi dovrete farlo in presenza e vedremo cosa succede.

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