Inchiesta sull’ex procuratore di Taranto, ascoltata anche presidente del Senato

Casellati sentita dai pm il 10 luglio 2020 sul poliziotto di Matera, Filippo Paradiso: è la figura ritenuta centrale dai magistrati di Potenza, secondo cui c’è stata una lobbing per sponsorizzare la nomina di Carlo Maria Capristo nella città ionica. L’agente è finito in carcere l’8 giugno scorso per corruzione in atti giudiziari assieme all’avvocato siciliano Piero Amara. Il verbale riportato nell’ordinanza: “Primo incontro nell’autunno 2015 a una cena. Gianni Letta mi parlava assai bene di lui, mi chiese se potevo accoglierlo nel mio staff e lo feci a titolo gratuito in qualità di consigliere per l’organizzazione di convegni per poco tempo. L’avrò visto 7/8 volte sia nel periodo in cui ero componente del Csm che successivamente. Non ha mai interloquito con me in ordine alle domande presentate da Capristo”. Escluso, invece, incontro con il legale

di Stefania De Cristofaro

TARANTO – E’ stata relatrice della pratica relativa alla nomina del pg di Bari, proponendo Carlo Maria Capristo che risultò perdente. La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha riferito ai pm di Potenza dei rapporti con l’ex poliziotto Filippo Paradiso, finito in carcere l’8 giugno scorso con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, nell’inchiesta che ruota attorno all’ex magistrato, per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora, e alla lobbing per la sua nomina. Perché Casellati, Paradiso lo ha conosciuto. Lo conosceva anche l’ex sottosegretario Gianni Letta, su proposta del quale il poliziotto entrò nello staff della presidente a titolo gratuito, in qualità di consigliere per l’organizzazione di convegni, salvo essere sostituito dopo poco tempo.

LA PRESIDENTE DEL SENATO ASCOLTATA DAI PM DI POTENZA: IL VERBALE DELLE DICHIARAZIONI

Casellati è stata sentita dai pubblici ministeri titolari del fascicolo d’inchiesta, che ha portato in carcere con accusa identica l’avvocato siciliano Piero Amara, già consulente Eni, il 10 luglio dello scorso anno. Quel verbale è leggibile perché è riportato nell’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Potenza, Antonello Amodeo, ha ricostruito la rete di conoscenze sollecitate per nomina di Capristo, dopo la fine del mandato a capo della procura di Trani, nel 2016.

“L’assunto – si legge – è che Paradiso fosse soggetto particolarmente vicino a Capristo non solo dal punto di vista amicale, poiché egli era anche un punto di riferimento di Capristo nello sviluppo del suo circuito relazione in ambienti anche istituzionali e della sua carriera”. E in questo rapporto che “fa ingresso l’avvocato Piero Amara, il cui collegamento con Capristo è determinato proprio da Paradiso”. Paradiso è considerato, tanto dai pm quanto dal gip, “alter ego e uomo di Piero Amara”.

IL NOME DEL POLIZIOTTO FILIPPO PARADISO GIA’ EMERSO NELL’INCHIESTA SUL PM DI SIRACUSA

Il nome di Paradiso, stando agli atti dell’inchiesta, era emerso già nell’inchiesta sul pm di Siracusa, Giancarlo Longo, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Messina per “aver venduto ad Amara e Calafiore la sua funzione giudiziaria, proprio tramite questo duo, che a sua volta aveva compulsato l’uomo di relazioni Filippo Paradiso”. Calafiore è Giuseppe Calafiore, socio di studio di Amara, arrestato in altri tronconi d’inchiesta, il quale ha reso dichiarazioni “collaborative alle autorità giudiziarie di Milano, Roma, Messina, Perugia e Potenza in alcune delle quali riferiva del ruolo chiave ricoperto da Paradiso”.

Longo riesce a incontrare l’allora componente del Csm, Casellati, “per soddisfare le sue esigenze di carriera”, ricorda il gip di Potenza. Va detto che Longo ha patteggiato a 5 anni di reclusione, sentenza non ancora definitiva essendo pendente il ricorso in Cassazione. Lo stesso Longo riferisce ai magistrati di Perugia il seguente passaggio: “Se vuole sapere con chi ho interloquito per la candidatura a Gela e a Ragusa, vi indico la dottoressa Casellati nel gennaio 2016 mi sembra o forse dicembre 2015 per la candidatura a Gela e questo incontro è stato organizzato da Filippo Paradiso, che è un funzionario del ministero dell’Interno che ho conosciuto tramite Calafiore”.

Longo spiega: “Con lei ho avuto un incontro informale al bar vicino al Csm, alla Casellati ho portato il mio curriculum e lei è stata molto cordiale”. In quella occasione, stando ai ricordi di Longo, così come messi a verbali, era presente lo stesso Paradiso: “Mi ha presentato Casellati ed è andato via”.

Tenuto conto delle dichiarazioni di Longo su Maria Elisabetta Alberti Casellati e su Filippo Paradiso, i pm della procura di Potenza hanno voluto sentire la presidente del Senato che, ovviamente, è del tutto estranea a ogni inchiesta.

LA CONOSCENZA DI MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI CON IL POLIZIOTTO FILIPPO PARADISO

Quel 10 luglio, la prima domanda è proprio sulla conoscenza di Paradiso. Risposta: “Conosco Filippo Paradiso”, si legge nel verbale firmato dalla presidente Casellati. “Non ho ricordi precisi, ma posso dire che il primo incontro con lui risale, credo di ricordare all’autunno del 2015, a una cena presso l’associazione Giovanni XXIII. Io collaboravo con l’associazione e, all’epoca, anche con don Benzi. E nell’ambito di questa collaborazione venne organizzato un convegno, credo di ricordare, nella prima parte del 2016”, si legge.

Chi è Paradiso? “Filippo Paradiso è un funzionario di polizia del quale il sottosegretario Gianni Letta mi parlava assai bene, per averlo conosciuto nel periodo del governo Berlusconi, quando aveva lavorato alla presidenza del consiglio. Si manifestava come uomo di idee riferibili al centrodestra e per tali ragioni propose la sua candidatura per il partito, chiedendomi di caldeggiarla in quanto esponente della prima ora del partito, candidatura che poi non venne accettata”, dice Casellati ai pm di Potenza.

L’INGRESSO DEL POLIZIOTTO NELLO STAFF DELLA PRESIDENTE DEL SENATO

“A seguito di tale fatto – si legge sempre nel verbale – Letta mi chiese se potevo accoglierlo nel mio staff, nel frattempo, nel marzo 2018, sono state eletta presidente del Senato. Io lo accolsi nel mio staff a ottobre 2018 a titolo gratuito, nella qualità di consigliere per l’organizzazione di convegni. In realtà avevo in animo di sostituirlo con il dottor Galoppi alla fine della sua esperienza al Csm come consigliere, cosa che nei fatti è avvenuta da gennaio 2019”.

Quante volte Casellati ha incontrato Paradiso? “Durante il periodo di nostra conoscenza, per quanto io possa ricordare, avrò incontrato Paradiso 7/8 volte, sia quando ero membro del Csm sia nel periodo successivo, più raramente”. In qualità di componente del Consiglio superiore della magistratura Casellati ha ricordato di essere impegnata nelle commissioni III, IV e V, anche in funzione di presidente della Terza.

Sempre dal verbale: “Nel periodo in cui ero al Csm, mi parlava di questioni di geografia giudiziaria, molto generali. Non ho memoria di interlocuzioni su specifiche questioni o su specifiche nomine. Nel periodo successivo, mi interfacciai con lui per delle partecipazioni al salone della Giustizia, del quale egli era uno degli organizzatori e le pochissime volte in cui lo incontrai al Senato, dove non veniva quasi mai”.

I pm di Potenza hanno chiesto a Casellati se c’è stato un incontro con Longo, sostituto procuratore a Siracusa, per intermediazione di Paradiso. “Premesso che nel mio lavoro, anche al periodo del Csm, ho sempre incontrato molte persone e anche magistrati, non ho memoria di tale incontro. Non sono un grado di escluderne o di affermarne l’esistenza. Quello che ricordo con certezza è che nel corso dei lavori relativi alla nomina del procuratore di Gela, il nome di Longo non venne mai fuori”.

Altra domanda dei pm: Paradiso le ha mai parlato delle nomine cui era interessato Capristo? “Premesso che sono stata la relatrice della pratica relativa alla nomina del Pg di Bari, in quella occasione, la mia proposta, che era la nomina di Capristo, risultò perdente. Poi Capristo venne nominato all’unanimità a Taranto anche se in questo caso io non ero il relatore. Paradiso, anche in questo caso, per quanto io ricordi, non ha mai interloquito con me in ordine alle domande del dottor Capristo”.

LA CONCLUSIONE DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI DEL TRIBUNALE DI POTENZA

Qual è la conclusione del gip? Che “in sostanza, la presidente Casellati, nel confermare la sua conoscenza e i suoi rapporti con Paradiso riferiva che – a sua memoria . Non aveva mai interloquito con lei in ordine alle nomine di Longo e Capristo e di non ricordare (né di escludere) l’incontro con Longo per intermediazione di Paradiso”.

Escluso, invece, che ci siano stati incontri tra Casellati e Amara.

La stessa procura di Potenza, in una nota, all’indomani degli arresti, ha precisato che “l’ulteriore sviluppo delle indagini consente di ritenere non confermata la circostanza che, allora componente del Csm, Maria Elisabetta Casellati, abbia avuto un incontro diretto e personale con l’avvocato Piero Amara”. A firmare la nota, il procuratore capo, Francesco Curcio. La sottolineatura si è resa necessaria – spiega – per “garantire un’informazione aderente alle attuali emergenze investigative, fermo restando la perdurante sussistenza di circostanze di fatto e diritto poste a sostegno dell’ordinanza di custodia cautelare adottata contro gli indagati”.

Del resto, la stessa Casellati ha smentito di aver mai incontrato Amara, in un comunicato diramato dall’ufficio stampa della presidenza del Senato.

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