Unione stampa periodica italiana, adesso c’è anche il Tacco d’Italia

Iscrizione dal primo giugno 2020: piena adesione ai principi e alle finalità dello Statuto e della Carta Uspi

di Stefania De Cristofaro

BARI – Dal primo giugno 2020 “Il Tacco d’Italia”, testata giornalistica fondata e diretta da Marilù Mastrogiovanni, è iscritta all’Uspi, l’Unione della stampa periodica italiana, costituita nel 1953 con atto pubblico e disciplinata ai sensi dell’articolo 36 del Codice Civile.

L’Uspi non persegue fini di lucro, ma svolge prevalentemente attività di assistenza ai propri iscritti, quasi tremila testate periodiche, anche telematiche, edite o trasmesse con qualunque mezzo da medie e piccole imprese editoriali e da enti e associazioni no-profit, e di loro rappresentanza in tutte le sedi pubbliche o private nelle quali tale rappresentanza è richiesta o prescritta.

L’Uspi rappresenta la stampa periodica italiana nella tutela dei diritti e degli interessi professionali, morali e materiali dell’intera categoria; organizza ricerche e studi, dibattiti e convegni su temi che riguardano la stampa periodica ed i suoi rapporti con la realtà sociale; svolge in campo interno e internazionale tutte le azioni connesse al conseguimento dei suoi scopi, assumendo ogni iniziativa che, a tal fine, riterrà idonea; coordina, nei limiti dello Statuto, l’attività professionale degli associati nei loro rapporti con le amministrazioni e gli istituti, sia pubblici che privati, a carattere economico, politico, culturale, sindacale e sociale; difende ed eleva il prestigio della categoria.

L’iscrizione all’Uspi testimonia il costante impegno nel rispetto e nella dignità del lavoro dipendente e autonomo svolto dai professionisti del settore dell’informazione, impegnati nella redazione guidata da Mastrogiovanni, anche docente di Giornalismo web e social, e della cooperativa editrice, Idea Dinamica Scarl, presieduta da Mario Maffei.

Il primo numero de Il Tacco d’Italia è uscito nel mese di marzo 2004, solo nella città di Casarano, come magazine d’inchiesta. Mese dopo mese, anno dopo anno, la testata ha ampliato la sua diffusione raggiungendo la provincia di Lecce, quindi la Puglia dal 2011, con una tiratura media di cinquemila copie.

Da 15 anni il giornale è approdato sul web, fermo restando la vocazione iniziale: le inchieste investigative condotte dai giornalisti. “Inchieste operaie, quelle fatte con il sudore, lo studio, l’applicazione e la dedizione”, spiega la direttora Marilù Mastrogiovanni. “Sono le inchieste operaie che nobilitano il mestiere del giornalista e che nessun padrone mai farà fare. Noi siamo e restiamo liberi, al servizio esclusivo dei lettori”.

Il rapporto con i lettori, del resto, è una peculiarità de Il Tacco d’Italia che dal 2005 sperimenta, fra i primi in Italia, questo legame, sotto forma di dialogo e confronto, in maniera diretta, senza alcun filtro o, peggio, censura. Diverse sono, infatti, le inchieste che partono dopo le segnalazioni dei lettori e che riguardano zone d’ombra in alcuni uffici delle Pubbliche amministrazioni.

Con l’iscrizione all’Uspi, attestata con lettera del segretario generale Francesco Saverio Venere, Il Tacco d’Italia aderisce in maniera ufficiale ai principi e alle finalità dell’Unione stampa periodica italiana, contenuti nello Statuto e della Carta dei principi Uspi del 2018.

Come socio Uspi, Il Tacco d’Italia si impegna, sul fondamento del pieno esercizio della libertà di espressione di cui all’articolo 21 della Costituzione: 1) a garantire il rispetto e la dignità del lavoro dipendente e autonomo, in particolare con l’utilizzo dei Contratti Nazionali e degli Accordi stipulati da Uspi con i Sindacati delle categorie di riferimento; 2)  favorire il rispetto del “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” approvato dall’Ordine Nazionale dei giornalisti; 3) adottare misure idonee a contrastare qualsiasi forma di pubblicità lesiva dei principi costituzionali e in particolare dell’immagine e del corpo della donna; 4) rispettare le norme sulla correttezza della pubblicità sanitaria e dei prodotti farmaceutici, dei prodotti finanziari, degli alcolici e dei prodotti da fumo, del gioco con vincite di denaro e ogni altra normativa di settore; 5) contrastare con ogni mezzo possibile le fake news e l’hate speech.

Quanto all’editore, con l’iscrizione all’Uspi assolve agli obblighi previsti dall’articolo 5, comma 2, lett. g), del decreto legislativo 15 maggio 2017 n. 70 sui contributi diretti all’editoria e a tutti gli altri eventuali obblighi che, in egual misura, possano essere previsti da leggi e regolamenti, nazionali o locali, per l’accesso a fondi pubblici.

L’Uspi è firmataria con la Fnsi (la Federazione nazionale della stampa italiana) di un accordo sul lavoro giornalistico nei periodici locali e noprofit. Sottoscrive, insieme alla Unigec-Confapi, un contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operatori redazionali del comparto dell’editoria periodica medio-minore con i sindacati della Comunicazione della Cgil, Cisl e Uil.

L’Unione della stampa periodica è rappresentata nella Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri; nella Commissione Tecnica consultiva per l’editoria (art.54 Legge 5/8/81 n.416); nella Commissione paritetica Governo-Editori (art.29 Legge 25/2/87 n.67) e nell’Osservatorio per il monitoraggio del mercato editoriale

In campo internazionale l’Uspi, già aderente alla Fipp (Federazione Internazionale della Stampa Periodica) e alla Faep (Federazione Europea degli Editori di periodici), ha anche autonomamente intrapreso accordi con associazioni similari di altri numerosi Paesi per scambi culturali, tecnici e professionali, taluni dei quali recepiti nei protocolli ufficiali intergovernativi.

 

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