Intimidazioni all’ex sindaco di Ostuni: un indagato per l’incendio auto

Alfredo Capone, 61 anni, residente nella Città Bianca, ha agito per vendetta secondo la Procura di Brindisi: Domenico Tanzarella, avvocato e attuale consigliere comunale, undici anni fa sporse denuncia anche contro di lui, dando il via all’inchiesta New Deal con conseguente arresto e condanna definitiva per estorsione e danneggiamenti. L’ex primo cittadino è sotto scorta da gennaio 2020 dopo le fucilate contro la sua abitazione. A luglio è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare antimafia

OSTUNI – Un nome e un volto dietro l’incendio dell’auto dell’ex sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, avvocato e attuale consigliere comunale di minoranza, finito sotto scorta all’inizio dell’anno: Alfredo Capone, 61 anni, residente nella Città Bianca, è stato incastrato dalle immagini registrate dalle telecamere della zona in cui l’Audi A 4 dell’ex primo cittadino andò in fiamme il 3 giugno scorso. E’ indagato a piede libero, a conclusione dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Brindisi.

IL MOVENTE: LA VENDETTA NEI CONFRONTI DELL’EX SINDACO PER LA DENUNCIA DEL 2009 E L’INCHIESTA NEW DEAL

Nell’avviso di conclusione indagine, i pm contestano a Capone il danneggiamento aggravato dell’auto di Tanzarella. L’aggravante è costituita dai futili motivi che, nella ricostruzione dei magistrati, è da cercare nel desiderio di vendetta dell’indagato nei confronti dell’ex sindaco perché Tanzarella nel 2009 sporse denuncia riferendo di una serie di intimidazioni ai danni degli amministratori comunali con successivi tentativi di intimidazioni. Da quella denuncia scaturì l’inchiesta chiamata in maniera convenzionale New Deal, condotta dalla Squadra Mobile di Brindisi, in collaborazione con il Commissariato di Ostuni. Durante le indagini, scattarono gli arresti: Capone finì in carcere il primo aprile 2009 assieme a tre ostunesi. E a conclusione del processo arrivò la condanna definitiva a sette anni e cinque mesi di reclusione.

Stando agli elementi raccolti dagli investigatori, Capone non ha mai dimenticato quella denuncia e quando ne ha avuto la possibilità ha posto in essere l’azione di vendetta, dando fuoco all’auto di Tanzarella.

L’episodio contestato a Capone è relativo all’incendio del 3 giugno 2020, avvenuto in pieno giorno, attorno alle 12,30, nel centro della Città Bianca, ne pressi dello studio legale di Tanzarella: a dare impulso alle indagini sono state le immagini registrate da alcuni esercizi commerciali che si trovano nella zona. Determinanti, stando a quanto si apprende, alcuni fotogrammi che i poliziotti sono riusciti a ricavare, arrivando a Capone.

LE DICHIARAZIONI DI DOMENICO TANZARELLA: “FIDUCIA NEL LAVORO DELLA MAGISTRATURA E DELLA FORZE DELL’ORDINE”

Nell’avviso di conclusione indagine, Tanzarella è indicato come parte offesa e in quanto tale potrà costituirsi parte civile nel caso in cui la Procura eserciti l’azione penale con la richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale, per Capone.

“Rinnovo la fiducia nella magistratura e delle forze dell’ordine e del lavoro che hanno svolto”, dice al telefono Domenico Tanzarella.

“Mi auguro che i responsabili di tutti gli atti siano individuati e assicurati alla giustizia in tempi non lunghi”

Aggiunge l’avvocato facendo riferimento ad altre due intimidazioni subite.

ALTRE DUE INTIMIDAZIONI AI DANNI DI DOMENICO TANZARELLA: SOTTO SCORTA DOPO FUCILATE ALL’ABITAZIONE E ALL’AUTO

Il primo episodio a sfondo intimidatorio è avvenuto la sera del 31 ottobre: qualcuno esplose tre fucilate contro l’ingresso della sua abitazione. Il secondo episodio risale allo scorso 4 gennaio: due colpi di fucile contro l’auto del professionista. Le indagini sono ancora in corso.

Dopo quanto avvenuto a gennaio, a Tanzarella è stata assegnata la scorta, rafforzata dopo l’incendio dell’auto: non può muoversi più da solo. Gli uomini della scorta lo accompagnano al lavoro, che sia studio o Tribunale, e lo stesso accade nel caso in cui l’avvocato debba lasciare l’abitazione per commissioni personali o familiari.

TANZARELLA ASCOLTATO DALLA COMMISSIONE ANTIMAFIA: SECRETATE ALCUNE DICHIARAZIONI

Il 7 luglio 2020 Tanzarella è stato ascoltato dalla Commissione Antimafia al Senato, assieme al sindaco di Maruggio, Alfredo Longo, anch’egli destinatario di atti intimidatori. A chiedere l’audizione, il senatore di Francavilla Fontana Luigi Vitali.

Alcune delle dichiarazioni rilasciate in quella sede da Tanzarella sono state trascritte e sono in chiaro: sono cioè leggibili. Altre, invece, sono state secretate. “Il perpetrarsi e ripetersi di episodi come quelli che io ho subito arrecano un danno alla credibilità delle istituzioni e fanno crescere il processo di sostituzione che la criminalità fa nei confronti degli organismi che invece dovrebbero rappresentare lo Stato”, disse Tanzarella al termine dell’audizione.

“Si tratta di una considerazione generale unita alla difficoltà personale di vivere da gennaio sotto scorta in una situazione che comporta pericoli e fastidi per la mia famiglia”.

Tanzarella continua a svolgere la professione di avvocato e non ha lasciato la scena politica, diventando voce critica dell’attuale maggioranza al Comune di Ostuni. La scorta resta sino alla fine dell’anno: spetta al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, istituito presso la Prefettura di Brindisi, la decisione sul rinnovo.

Leggi anche:

Commissione Antimafia, audizione di Tanzarella e Longo

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