Traffico di droga, due sodalizi a Francavilla Fontana: “Spaccio anche dentro una scuola”

DOSSIER/2 Tra i 22 indagati, un minorenne incaricato della cessione al minuto: “Prima nel gruppo di Damiano Parisi, poi transitato in quello di Daniele Di Palmo”. Le intercettazioni nell’inchiesta Family Affairs della Dda di Lecce: “Là qualche alleanza nucleare devono fare, dice che si stanno preparando, ora si scannano”

 

Di Stefania De Cristofaro

 

FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI) – Rete di pusher capillare a Francavilla Fontana, nel Brindisino, della quale faceva parte anche un minorenne: “Io ho venti ragazzi che mi fanno impazzire”. Ragnatela in grado di penetrare all’interno di un istituto tecnico superiore della Città degli Imperiali per spacciare droga agli studenti.

LO SPACCIO DI DROGA AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI

Le intercettazioni, telefoniche e ambientali, raccolte nel fascicolo dell’inchiesta “Family Affairs” della Dda di Lecce sul narcotraffico in provincia di Brindisi, hanno svelato anche la vendita di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hashish, agli studenti. Di rilievo è la conversazione intercettata il 16 marzo 2017 tra Gabriele Euprepio Balestra, ritenuto uomo fidato di Giuliano Parisi, considerato a capo del gruppo, e una donna. Balestra “esprimeva l’intenzione di predominare come attività di spaccio all’interno del plesso scolastico (indicato per nome, ndr), quindi riferiva alla giovane che aveva comandato alcuni ragazzi di vedere chi stesse spacciando nelle scuole”. “La ragazza – si legge nel provvedimento di arresto – gli diceva che fino a poco prima aveva svolto l’attività illecita tale Claudio Orlando il quale però le avrebbe riferito che a causa di problemi aveva cessato la vendita di stupefacenti”.

Questo il tratto della conversazione riportato nell’ordinanza:

“Prima spacciava Claudio e glielo hanno detto. Ha detto, una volta già ci siamo incontrati con claudio …ha detto sì, io prima spacciavo dentro la scuola, poi…mi sono successi dei casini e non so facendo più niente nella scuola”.

I casini ai quali fa riferimento la donna sono relativi ai controlli portati a termine dai carabinieri di Francavilla Fontana, nell’ambito delle azioni di contrasto allo spaccio di droga davanti agli istituti superiori della città.

UN MINORENNE TRA I PUSHER: PRIMA AL SERVIZIO DI UN GRUPPO, POI DI QUELLO RIVALE

Under 18 era uno dei componenti dell’associazione per delinquere guidata da Giuliano Parisi che poi è passato in quella antagonista, riferibile a Daniele di Palmo.

A Parisi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata dai carabinieri in cella: era già detenuto per l’omicidio di Francesco Galeandro, avvenuto a Pulsano nell’estate del 2016. Il minorenne che, nel frattempo, ha compiuto 18 anni, è rimasto a piede libero.

Così come indagati in libertà sono rimasti i componenti dell’altro sodalizio dedico al traffico di droga, quello riconducibile a Daniele Di Palmo: la pm dell’Antimafia, Giovanna Cannalire, aveva chiesto l’arresto, ma per la gip del Tribunale di Lecce, Giulia Proto, gli elementi raccolti non hanno raggiunto la soglia della gravità indiziaria per l’emissione di un provvedimento di custodia anche nei loro confronti.

L’ALTRO GRUPPO: I FRATELLI DI PALMO GIA’ FINITI SOTTO INCHIESTA

Della famiglia Di Palmo si è occupato il gip del Tribunale di Brindisi nell’ambito dell’inchiesta chiamata “Free Castle” che nel 2013 portò agli arresti per droga. Furono arrestati i fratelli “Massimo e Daniele Di Palmo” i quali – come si legge nell’ordinanza di 12 anni fa – gestiscono una considerevole quantità di sostanze stupefacenti di tipo diverso, cocaina e hashish”. Ancora: “Si tratta di persone assai scaltre, sicure si essere oggetto di attenzione da parte delle forze dell’ordine e perciò estremamente guardinghe. Trattasi non di trafficanti sprovveduti, occasionali o che abbiano limitato la propria attività illecita al solo arco temporale direttamente osservato dagli inquirenti; evidentissima l’esistenza di collaudati meccanismi operativi, grazia anche alla compiacenza di più persone, sia in ambito familiare sia fuori di esso. E’ impensabile che cessato il periodo delle intercettazioni, si cessato il traffico che si è protratto dall’estate 2008 all’aprile 2009”.

Quanto all’inchiesta coordinata dalla Dda, “Daniele Di Palmo si avvaleva ancora una volta della preziosa collaborazione dei fratelli Carmelo Ciracì, detto Valerio contadino, e Alfonso Ciracì, detto Andrea contadino, entrambi cognati perché fratelli della moglie di Daniele Di Palmo”. Per l’accusa, le “ultime investigazioni dimostrano che il gruppo concorreva con quello di Giuliano Parisi”.

Nel corso di una conversazione tra “Mimmo Maggio e Gabriele Euprepio Balestra, quest’ultimo si vantava dello stretto rapporto di collaborazione esistente tra lui e Daniele Di  Palmo”:

“Qua ci fate fare le pagliacciate con le persone, ci fate fare! Che voi ci credete che stiamo litigati e invece noi stiamo in pace! Uno meglio dell’altro stiamo!”.

“Si aveva modo di riscontrare che alcuni spacciatori che operavano all’interno di un determinato gruppo, prima di transitare nelle fila dell’altra famiglia, dovevano necessariamente azzerare tutti i debiti riconducibili ad acquisti di stupefacente che avevano maturato con il loro fornitore abituale”.

L’ALLEANZA NUCLEARE SUL TERRITORIO E L’ESCLUSIONE DEI PALMINI

La famiglia Di Palmo, i cui appartenenti erano chiamati “Palmini” sarebbero stati esclusi dall’alleanza che doveva essere costituita tra i vari gruppi criminali presenti sul territorio. Circostanza emersa pure questa dall’ascolto di diverse conversazioni: di rilievo, quella avvenuta il 16 maggio 2017 tra Gabriele Euprepio Balestra e Alessandro Taurisano, quest’ultimo rimasto a piede libero, nel corso della quale “si veniva a conoscenza che la malavita francavillese era in attesa che Alfonso Leo, figlio del più noto Gaetano Leo, detenuto per associazione mafiosa, uscisse dal carcere per sistemare situazioni poco chiare”. “Mettendo in relazione questa conversazione con altre, si capiva che ciò che era stato riferito da Rocco Leo, fratello di Alfonso Leo”, si legge nel provvedimento di arresto. E che ci sarebbe stata un’intesa: “Qualche alleanza nucleare devono fare”. Poiché i “Palmini” sarebbero stati esclusi, ci sarebbe stata un’azione violenta: “Dice che si stanno preparando…ora si scannano”.

I carabinieri hanno alzato l’asticella dell’attenzione nella Città degli Imperiali, monitorando più da vicino sia i componenti del gruppo Parisi che dell’altro. Per la gip la conclusione è che ci sia stata una “quotidiana e indefessa attività criminale posta in essere sotto le direttive di Giuliano Parisi” il quale dopo l’arresto per l’omicidio, faceva riferimento al padre Damiano e al fidato Gabriele Euprepio Balestra”. “Gravissime e allarmanti” sono state definite le modalità della condotta che ha portato la giudice per le indagini preliminare a sottolineare la “negativa personalità degli indagati” indicativa di una “professionalità criminale” e “l’elevatissimo allarme sociale collegato al delitto associativo”

Leggi anche:

DOSSIER/1 Traffico di droga, armi ed esplosivi: affare di famiglia. Dodici arresti nel Brindisino

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!