Inchiesta sull’ex procuratore di Taranto: accordi corruttivi e lobbying per la nomina

Il gip di Potenza ha ricostruito la ragnatela attorno all’ex magistrato Carlo Maria Capristo: a conclusione dell’incarico a Trani accetta il contributo dell’avvocato siciliano Piero Amara, già consulente Eni, per raccomandare il suo nome in cambio dello stabile asservimento agli interessi personali del legale interessato a incarichi conferiti da Ilva in Amministrazione straordinaria. Relation man del professionista è considerato il poliziotto Filippo Paradiso che si attiva su piani politici, giudiziari e imprenditoriali. Ricostruito anche il cosiddetto complotto Eni ai danni di De Scalzi. La procura precisa: Nessuna indagine sulla liceità della condotta di alcuni componenti del Csm

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Ilva, ex procuratore Capristo sotto accusa: “Condotte strumentali agli interessi dell’acciaieria”

DOSSIER CAPRISTO&ILVA /1/ Il gip del tribunale di Potenza:“Non vi è dubbio che abbia assecondato e portato a conclusione le trattative per il patteggiamento proposto nell’inchiesta Ambiente svenduto”. In quel periodo l’ex magistrato, indagato per corruzione in atti giudiziari, era a capo della Procura di Taranto e per l’accusa ha garantito un “riposizionamento” dell’ufficio nei confronti della società rispetto al suo predecessore. A supporto della tesi, le dichiarazioni del commissario Enrico Laghi, della pm Giovanna Cannalire e di Angelo Loreto avvocato della persona giuridica Ilva in As. La difesa: “Pronti…

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Traffico di rifiuti dalla Campania al Salento: “lo schifo” all black, tutto nero

DOSSIER/1. Arrivata a conclusione l’inchiesta All Black della Dda salentina: 10 in carcere e 3 ai domiciliari con braccialetto elettronico: rischiano il processo anche gli altri a piede libero. Il gip:“Dalle intercettazioni emerge vicinanza del tarantino Roberto Scarcia ad ambienti della malavita organizzata anche calabrese”. Tra il 2018 e il 2019 le province di Lecce e Taranto teatro di numerosissimi episodi di smaltimento di scarti anche pericolosi, criminosamente sversati sul terreno e in alcuni casi tombati o dati alle fiamme, in spregio delle più elementari regole di rispetto dell’ambiente, a…

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“Ho speso 30mila euro e mi sono comprato il giudice”: in carcere gip e avvocato

DOSSIER. Il magistrato Giuseppe De Benedictis è accusato di corruzione in atti giudiziari con aggravante mafiosa per aver ricevuto denaro allo scopo di concedere i domiciliari ai clienti del penalista Giancarlo Chiariello, tra i quali c’erano indagati per mafia. Intercettazioni audio e video nella stanza del tribunale, somme da 4mila a 30mila euro. Il denaro nelle prese elettriche dell’abitazione. Accuse già mosse nel 2012 dal collaboratore di giustizia Matteo Tulimiero e riferite a febbraio 2020 da Domenico Milella. Il magistrato ha ammesso gli addebiti. Il difensore: “E’ uscito da un…

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Mafia, “Alta tensione”, tornano i riti d’iniziazione: la croce incisa sulla spalla con una lametta

DOSSIER/2 Nell’inchiesta Alta tensione della Dda, i verbali di Filippo Cucumazzo, 47 anni, sotto protezione dopo aver confessato di aver ucciso a colpi di pistola Fabrizio Andolfi, 33 anni, il 14 gennaio 2018: “Ascoltavo i comandi di Vincenzo Anemolo, se dicevo no dovevo essere chiamato villacchione, non mi dava più da mangiare”. Ha riferito ai pm anche di aver ricevuto “un innalzamento nel grado di camorra, con l’attribuzione della sesta”: alla cerimonia, oltre al boss, “c’era Francesco Cascella come esecutore materiale dell’incisione della croce sulla schiena, con una lametta, all’altezza…

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Bari, guerra tra clan mafiosi e omertà: è “alta tensione”

DOSSIER/1 “Alta tensione”, l’ultima inchiesta della Dda del capoluogo regionale ricostruisce l’omicidio avvenuto la sera del 14 gennaio 2018, anche grazie alla recente collaborazione di Filippo Cucumazzo: ha ammesso di aver sparato e ucciso Fabrizio Andolfi perché era passato dagli Anemolo ai Capriati. Per il gip la sua “resa delle armi” è autentica: già trasferito ai domiciliari in una località protetta. Ruolo di mandanti contestato a Vincenzo Anemolo, ritenuto boss della zona, e Francesco Cascella   BARI – “Se non ammazzi, non sei boss. Quella è una guerra, è la…

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Giudice arrestato, minacce ai genitori di un bimbo disabile per avere 150mila euro

DOSSIER/2 A Brindisi, negli uffici della Finanza, il racconto in lacrime della coppia: “Il giorno più brutto della nostra vita, disse che ci avrebbe tolto nostro figlio perché conosceva tutti, sindaco, assessori e gente della criminalità. Abbiamo pagato, dopo aver ottenuto il risarcimento danni dalla Asl. Che avreste fatto al posto nostro? Voleva che comprassimo una piccola casa in Grecia, in modo che venendo lui con la sua barca a vela, poteva attraccare e fare una sosta ” Di Stefania De Cristofaro BRINDISI – “Crudeltà gratuita” e “compiacimento” nel caso…

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Brindisi, terremoto in Tribunale: giudice arrestato per corruzione ed estorsione

DOSSIER/1 Gianmarco Galiano, 48 anni, in servizio a Brindisi, ristretto nel carcere di Melfi: nelle chat era chiamato il mito, per l’accusa era a capo di una cricca composta da commercialisti e avvocati ai quali affidava incarichi nelle procedure fallimentari. Tutti i retroscena dell’inchiesta coordinata dalla procura di Potenza, dopo il passaggio di testimone dal pm di Brindisi   Di Stefania De Cristofaro   BRINDISI – In chat era il “mito”. Nickname tra gli amici dei gruppi WhatsApp, quelli di “Pasquetta con noi”, “Estate” da trascorrere in barca a vela…

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Asl Lecce, dirigente ufficio protesi a processo per corruzione: buste di denaro, aspirapolvere, dog sitter e caciocavalli

DOSSIER/6 Giudizio immediato per Carmen Genovasi, dopo l’inchiesta della Finanza chiamata Buste Pulite: la funzionaria è ai domiciliari, l’8 giugno scorso venne arrestata in flagranza di reato mentre riceveva 850 euro nel suo ufficio. Imputati anche Ivan Pietro Bonetti, rappresentante legale della società Ampliaudio; Giuseppe Bruno, dipendente di Nuove tecnologie ortopediche Colella e Monica Franchini, collaboratrice in nero della sanitaria Colella e della Fonudito. Video e intercettazioni sono fonti di prova per l’accusa Di Stefania De Cristofaro LECCE – Processo immediato con l’accusa di corruzione per la dirigente dell’ufficio protesi…

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Società foggiana e tassa di sovranità: 40 arresti per mafia. Anche un dipendente del Comune

Operazione Decima bis: estorsioni dei clan Moretti-Pellegrino-Lanza, Sinesi-Francavilla e Trisciuoglio-Tolonese-Prencipe a imprenditori e ambulanti del mercato settimanale. L’impiegato dell’Anagrafe, ai domiciliari, accusato di concorso esterno per aver fornito il numero delle persone decedute agli uomini del racket delle pompe funebri: 50 euro a funerale Di Stefania De Cristofaro   FOGGIA – Estorsioni senza eccezione: imprenditori e piccoli commercianti, anche gli ambulanti del mercato settimanale di Foggia piegati ai clan della Società foggiana e costretti a versare ogni mese una somma a titolo di “tassa di sovranità” alle batterie mafiose. Un…

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