Prorogato l’invio dei corrispettivi telematici per le aziende italiane

Con la fattura elettronica, introdotta dalla Legge Bilancio 2018, si è avviata la digitalizzazione dei documenti fiscali a partire dall’obbligo dell’invio dei corrispettivi telematici per i possessori di partita IVA che eseguono operazioni fiscali nel settore del commercio al dettaglio, o di attività che si possono assimilare al commercio al dettaglio, secondo quanto prescritto dall’articolo 22 del D.p.r. 633/1972.

Come si riprende dal blog di Danea, l’ invio dei corrispettivi telematici sostituirà sia l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, sia la compilazione del registro come da normativa IVA, secondo quanto prescritto dall’articolo 24 del suddetto D.p.r. 

Questo nuovo adempimento fiscale richiederà l’adeguamento mediante un registratore di cassa abilitato all’invio telematico dei corrispettivi. Fortunatamente c’è ancora tempo per adeguarsi alla nuova normativa, grazie anche alle proroghe legate al Decreto Rilancio.

Già dal 1° luglio 2019 le aziende che avevano fatturato più di 400.000 euro avrebbero dovuto inviare all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi telematici entro il dodicesimo giorno dalla loro emissione. L’invio avviene per mezzo di un registratore elettronico o attraverso il registratore di cassa, adeguato al nuovo metodo. Tuttavia, è stata prevista una fase di transizione (fino al 31 dicembre 2019), che ha consentito di continuare a tenere nota dei corrispettivi secondo le consuete norme, che prevedono: l’emissione dello scontrino o della ricevuta, la registrazione dell’operazione sul registro, il pagamento dell’imposta e, da ultimo, l’invio all’Agenzia delle Entrate del numero complessivo dei corrispettivi di ciascun mese entro l’ultimo giorno del mese dopo.

L’Agenzia delle Entrate ha poi chiarito che nessuna azienda con un fatturato annuo superiore a 400.000 euro sarà soggetta a sanzione se invierà i numeri dei corrispettivi mensili entro il termine di presentazione della dichiarazione.

Le aziende con un fatturato inferiore a 400.000 euro, invece, avrebbero dovuto iniziare a inviare i corrispettivi per via telematica dal 1° gennaio 2020. Anche per loro è stata prevista una fase di transizione di 6 mesi, nei quali poter inviare i corrispettivi alla vecchia maniera.

Non solo, con il Decreto Rilancio è stato chiarito che le imprese con un fatturato inferiore ai 400.000 euro annui possono continuare a inviare i corrispettivi secondo le procedure tradizionali (emissione dello scontrino o della ricevuta, registrazione dell’operazione sul registro, pagamento dell’imposta e invio all’Agenzia delle Entrate del numero complessivo dei corrispettivi di ciascun mese entro l’ultimo giorno del mese dopo) per tutto il 2020.

Un’altra proroga riguarda chi deve inviare i dati al sistema tessera sanitaria (sts), che avrebbe dovuto organizzarsi entro il 1° luglio 2020 per avere un registratore di cassa telematico per inviare i dati quotidiani dei corrispettivi al sistema. Il termine, però, è stato prorogato fino al 1° gennaio 2021.

Prorogata anche l’emissione dello scontrino elettronico, che partirà dal 1° gennaio 2021. Proroga, questa, che è la diretta conseguenza di quella relativa all’invio dei corrispettivi telematici, dal momento che una delle condizioni necessarie per l’emissione dello scontrino elettronico è essere in possesso della certificazione dei corrispettivi attraverso il registratore telematico. 

Infine, sono stati prorogati al 1° gennaio 2021 anche gli adempimenti IVA precompilati e la liquidazione automatica dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

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