Nave Diadema, fine dell’odissea a Piombino: il comandante è di Carovigno

Antonio Tateo si è diplomato al nautico Giorgi di Brindisi: dal 2014 è nella compagnia Costa Crociere. Il sindaco della città toscana: “Accoglienza doverosa, gli auguro di tornare presto dalla sua famiglia”

di Stefania De Cristofaro

Il comandante Antonio Tateo

PIOMBINO – Nervi saldi per mantenere il comando del colosso del mare Diadema, una delle navi più grandi della Costa Crociere, nei difficilissimi giorni dell’odissea durata 15 giorni, iniziata a Dubai con la scoperta di un caso di positività al Covid-19: il comandante Antonio Tateo, nato a Carovigno, diplomato al Nautico Carnaro di Brindisi, ha portato al sicuro l’equipaggio dopo essere riuscito a ottenere il nulla osta dal sindaco di Piombino, Francesco Ferrari. L’unico porto disponibile all’accoglienza, dopo una serie di tentativi andati a vuoto.

Il comandante è impegnato nelle operazioni di sbarco dei componenti dell’equipaggio, iniziate ieri: ci sono 1.255 persone a bordo. Ci sono stati momenti di paura, attimi in cui si è temuto il peggio perché con il passare dei giorni e delle notti, i contagi sono aumentati. Da uno, a due, poi cinque: a oggi i casi sono saliti a 13.

Il comandante non ha mai mostrato segni di cedimento o nervosismo. A bordo lo hanno ringraziato. A terra hanno fatto lo stesso, appena la nave Costa ha ultimato le operazioni di ormeggio. E lui, assieme agli uomini e alle donne dell’equipaggio, si è detto grato dell’accoglienza.

“Non c’era bisogno di ringraziare”, dice a Il Tacco d’Italia, il primo cittadino di Piombino. Ha accolto la nave restando sulla banchina, dopo l’autorizzazione arrivata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

“A bordo ci sono persone che hanno diritto, oltre che la voglia, di riabbracciare i propri familiari”, dice. “La nave, come sapete, vagava da giorni in mezzo al mare. Ora spero che il comandante possa tornare a casa sua”.

Carovigno piange un’altra vittima, uccisa dal Covid-19. Sette vittime negli ultimi sei giorni. “E’ in questi momenti che l’Italia deve dimostrare la propria unione, la propria grandezza, e anche i comuni devono fare altrettanto, anche i sindaci devono fare altrettanto e anche i cittadini di quei comuni devono reagire in maniera positiva di fronte a questa necessita’. L’Italia è un grande Paese e si vede anche da queste cose”.

“La città di Piombino saluta tutti, compreso il Tacco d’Italia, la città spera di potervi ospitare al termine di questa emergenza sanitaria. Spero che ne usciremo presto, più forti di prima”.

Il sindaco Francesco Ferrari di Piombino saluta il Tacco d’Italia

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