Fuga dal carcere di Foggia, il brindisino Sinisi accusato di evasione aggravata

La maxi evasione collettiva dal carcere di Foggia sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.

Ordinanza di custodia cautelare notificata nella casa circondariale di Brindisi per l’evasione del 9 marzo. In cella sta scontando la pena definitiva a sei anni e venti giorni per rapina nella gioielleria del centro commerciale Ipercoop della città

di Stefania De Cristofaro

BRINDISI – Ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa evasione aggravata dal penitenziario di Foggia per il brindisino Angelo Sinisi, 33 anni da compiere: il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura, ed è stato notificato oggi 22 marzo dai carabinieri del Nucleo investigativo di Brindisi, in relazione alla fuga dal penitenziario della Capitanata avvenuta lo scorso 9 marzo.

L’ordinanza di arresto per evasione aggravata

A Sinisi è stata contestata l’aggravante perché l’evasione, così come è stata ricostruita anche sulla base dei video acquisiti dagli agenti della penitenziaria, avvenne con violenza. Quella mattina, ci fu una rivolta dei detenuti in seguito alla comunicazione della sospensione dei colloqui con i familiari, in attuazione delle misure restrittive disposte dal Governo Conte per impedire la diffusione del contagio da Covid-19. Il brindisino riuscì a evadere e a far perdere le sue tracce.

Rimase in fuga e per questo ricercato in tutta Italia, sino alla sera del 10 marzo, quando decise di mettere fine all’evasione e si consegnò ai carabinieri. Si presentò negli uffici del rione Casale di Brindisi, ormai braccato dagli uomini delle forze dell’ordine. I carabinieri avevano intuito che il brindisino sarebbe rientrato nella sua città.

La difesa: “Non era una fuga”

Nel corso dell’interrogatorio, all’indomani dell’arresto e del conseguente trasferimento nel carcere di Brindisi, in via Appia, Sinisi negò qualsiasi coinvolgimento dei familiari ed escluse che la sua fosse una reale volontà di fuga dal carcere: “Vista la situazione che si era venuta a creare, è stato più facile uscire dal carcere e non rientrare”.

Il penitenziario venne devastato al punto da rendere necessario il trasferimento dei detenuti in altre strutture. Diverse le celle rese inagibili, così come l’ufficio matricole, stando a quanto denunciato nell’immediatezza dei fatti dal sindacato autonomo della polizia penitenziaria.

I reati contestati in precedenza

Sinisi era ristretto per “reati di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, evasione, minaccia, violenza privata, lesione personale, danneggiamento, concorso in rapina pluriaggravata, concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, concorso in ricettazione di arma provento del delitto di alterazione, concorso in ricettazione di bene provento del delitto di riciclaggio”. L’elenco delle accuse è stato comunicato dai carabinieri di Brindisi, assieme all’avvenuta notifica dell’ordinanza di custodia cautelare.

La condanna definitiva per rapina nella gioielleria

Il detenuto sta scontando la pena definitiva di sei anni e venti giorni di reclusione per la rapina consumata nella gioielleria Follie d’Oro del centro commerciale Ipercoop di Brindisi, avvenuta la mattina del 3 dicembre 2014. Bottino – mai trovato – del valore stimato in 300mila euro. Per il colpo venne arrestato su ordinanza l’11 maggio 2016.

Nel carcere di Foggia era stato trasferito il 14 dicembre 2019, in seguito alla notifica dell’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce. In relazione alla rapina, Sinisi ammise unicamente si essersi occupato della vendita di alcuni gioielli, escludendo di aver preso parte al colpo, stando a quanto emerso dalle motivazioni della sentenza di condanna, ormai non più impugnabile.

Il gruppo entrò in azione usando mazze da baseball per rompere le vetrine della gioielleria e fucili a canne mozze. Era composto da cinque persone. In quattro furono arrestati, mentre il quinto con il ruolo di autista, non è mai stato identificato.

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Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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