Il talento del cuore

di Barbara Toma

‘Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita…’

È successo, sta succedendo: ci siamo persi, abbiamo perso la retta via. Siamo precipitati in un abisso. E sembra non esserci fine. Lentamente affondiamo, come naufraghi nel Mediterraneo, schiaffeggiati dalle onde del mare in tempesta, in una lunga notte senza stelle, a un certo punto abbiamo deciso di arrenderci, siamo rimasti lì, fermi, ad aspettare l’onda finale, quella che ci avrebbe finalmente trascinato giù… E ora planiamo nelle gelide acque, la luce sempre più lontana, sotto di noi il buio, l’abisso, l’oscurità…

Siamo circondati da disgrazie, tutto intorno a noi sembra non esserci nemmeno un barlume di speranza. Solo notizie incredibilmente negative.

Le donne vengono umiliate di continuo, femminicidi e stupri riempiono le pagine di cronaca restando impuniti, le vittime di violenza non ottengono giustizia ma, in cambio, ora possono rimediare vendicandosi da sole: basta scendere in negozio e comprare un arma.

Sembra non esserci più vergogna, fascisti e violenti si sentono legittimati ad uscire allo scoperto con fierezza. Intanto, mentre la legge per fermare la vendetta pornografica viene bloccata, qualcuno ne propone un’altra per rendere i feti adottabili (e quindi trasformare l’aborto in un omicidio).

Salutiamo l’equinozio con ancora sbarchi, morte e disperazione nei nostri mari e sulle nostre coste, nel silenzio generale. E, mentre ci accingiamo a mettere indietro le lancette degli orologi di un’ora, a Verona un meeting di pericolosi individui, integralisti, sotto la sigla ‘Congresso mondiale delle famiglie’, col benestare e la partecipazione delle nostre istituzioni, si riunisce per discutere di come portare le lancette indietro di qualche secolo.

Tra le proposte:

  • rendere illegale l’omosessualità;
  • rendere sempre più difficile (se non illegale) l’aborto;
  • riconoscere una sola famiglia: quella composta da un uomo e una donna uniti in matrimonio;
  • incentivare il ruolo della donna madre e regina della casa.

Questo è un periodo decisamente oscuro per l’Italia.

E la consapevolezza che presto potremmo ritrovarci in un nuovo e spietato medioevo, rende ciò che finalmente iniziava a diventare normale anche qui, qualcosa di ancora più prezioso.

Ed è in questo contesto che, la fascia tricolore attorno al petto, mi ritrovo a celebrare il matrimonio di due dei miei più cari amici: Maurizio e Ilio.

Matrimonio che oggi è ancora possibile celebrare, ma che, purtroppo, prima ancora che la gente si abitui all’idea che sia qualcosa di concepibile, potrebbe tornare illegale.

E, forse, è proprio per questo che i miei amici, dopo 18 lunghi anni di convivenza, hanno deciso di compiere questo passo proprio ora, prima che sia troppo tardi.

Che onore poter celebrare la loro unione, che emozione, quanta bellezza.

Ho iniziato citando il discorso della famosa fotografa italiana Tina Modotti al matrimonio di Frida Kahlo e Diego Rivera:

‘Io non credo nel matrimonio.

Lo considero al suo peggio un gesto politico ostile; un modo usato dagli uomini dalla mente ristretta per tenere le donne in casa e fuori dai piedi.

Un gesto ammantato di una parvenza di tradizione e pervaso del conservatorismo più ripugnante. Al suo meglio, è una beata illusione. Sono due persone che si amano sul serio e che non hanno idea di quanto stiano per rendersi infelici a vicenda.

Ma quando due persone sanno questo e decidono con gli occhi ben aperti di guardarsi in faccia e di sposarsi lo stesso, allora non mi sembra né un gesto conservatore né un’illusione.

Lo trovo anzi radicale, coraggioso e molto romantico’

Non credo che l’amore abbia a che fare con la fortuna, per niente.

Io sono una mamma single e non mi ritengo sfortunata.

Non più, almeno.

Credo che avere un amore vero, profondo e duraturo, come quello tra i miei amici Maurizio e Ilio, sia tutta una questione di talento, o meglio, di predisposizione naturale.

Sono convinta che quelli come loro siano dotati di un’intelligenza del cuore. Intelligenza che permette loro di trovare (e riconoscere) un potenziale vero amore e, soprattutto, di riuscire a non perderlo.

Io non possiedo questo talento, ne ho altri.

E forse è per questo che considero i miei amici un miracolo della natura.

Trovo che loro rappresentino qualcosa di davvero prezioso, qualcosa di sacro.

Maurizio e Ilio sono una coppia gay e potrebbero essere da esempio per tante coppie.

Penso a loro e vedo bellezza.

Una bellezza che commuove.

E che mi porta alla mente un’altra storia, letta sui giornali, una bellissima storia d’amore, quella di Luca e Alba.

Lei, ora 18 mesi, è affetta da sindrome di Down; abbandonata alla nascita, è stata scartata da ben trenta famiglie prima che arrivasse lui, Luca, 40 anni, ora il suo papà (single e omosessuale).

‘La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare’
H. Hesse


Se vogliamo risalire dagli abissi e ritrovare la felicità, dobbiamo difendere l’amore, quello vero.

Cerchiamo di tenerlo a mente e ribelliamoci.

Ribelliamoci all’idiozia e ai controsensi di gente con cuori stupidi e analfabeti.

Mentre scrivo, a verona il Congresso mondiale delle famiglie è iniziato. A tutta questa bella gente sono innanzitutto stati distribuiti dei favolosi gadgets, come la bustina con dentro la replica in gomma di un feto e un biglietto con la dicitura: “L’aborto ferma un cuore che batte”.

Per fortuna le femministe di Non una di meno promettono di invadere la città con la loro contromanifestazione transfemminista Sarà un lungo week-end di proteste, dibattiti, assemblee e spettacoli.

In particolare, oggi ci sarà una grande manifestazione.

Ora più che mai è importante esserci.

Scendiamo in strada, se non a Verona, allora nelle nostre città, alziamo la voce in difesa dell’amore e della libertà. Puntiamo alla luce.

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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