Serenella Molendini: “Lascio con emozione, ma c’è ancora tanto da fare”

Conferenza di fine mandato per la Consigliera di Parità uscente della Regione Puglia, che traccia un bilancio fatto di tutela delle donne e lotta alle discriminazioni, sul lavoro come nella vita.

Serenella Molendini lascia l’incarico di Consigliera regionale di Parità della Regione Puglia; incarico che ha ricoperto per dieci anni consecutivi: alla prima nomina del 2008 è seguito un secondo mandato, quello che si conclude oggi e al quale seguirà l’insediamento di Anna Grazia Maraschio in qualità di Consigliera effettiva, e di Stella Sanseverino come Consigliera supplente.

Ad entrambe l’invito di Molendini, già da qualche mese Consigliera Nazionale supplente, di lavorare fianco a fianco, come la stessa Consigliera uscente ha fatto fino al 2016 con Teresa Zaccaria, morta proprio due anni fa. “La Puglia è lunga e complessa – ha affermato questa mattina a Bari, nella conferenza stampa di fine mandato – e la presenza in commissioni, tavoli, gruppi di lavoro è necessaria, ma spesso difficile da garantire anche quando si è in due. La Consigliera Regionale fa parte dei tavoli di partenariato e dei Comitati di Sorveglianza di FSE, FESR, PSR. In questi due anni in cui Teresa è venuta a mancare, non sempre ho potuto garantire la presenza dell’Ufficio. E quindi rivolgo un consiglio alle neo Consigliere di lavorare insieme e di garantire sempre la vostra presenza nei luoghi dove si decide”.

Ma la conferenza stampa è stata soprattutto un’occasione per stilare un bilancio conclusivo dei dodici anni di collaborazione con la Regione Puglia: i dieci da Consigliera regionale e, prima ancora, i due anni durante i quali, come Consigliera di parità della Provincia di Lecce, Molendini ha partecipato alla stesura e alla promozione di leggi importanti a favore delle donne lavoratrici, come la legge regionale su politiche di genere e conciliazione vita-lavoro (legge regionale n.7/2007): i due grandi temi che hanno poi guidato i due mandati regionali di Molendini, insieme al contrasto di violenza di genere e molestie sui luoghi di lavoro.

 

“Oggi – ha ricordato la Consigliera – si fa un gran parlare di Welfare aziendale e Benessere organizzativo, ma credo che ci vada riconosciuto il merito, dopo i primi inziali scetticismi da parte sia degli Enti datoriali sia da parte delle OO.SS. che puntare su quello che viene definito secondo welfare in un momento in cui le risorse per il primo welfare sono minori è stata una grande intuizione. Abbiamo portato grandi aziende e piccole aziende a confrontarsi con specialisti e iniziare percorsi virtuosi soprattutto in termini di conciliazione vita lavoro. D’altra parte solo investendo in azioni di benessere organizzativo e conciliazione vita lavoro potremo frenare le dimissioni dal lavoro a seguito di maternità”.

Tra le iniziative più significative di questi dieci anni, Molendini cita l’Osservatorio sul mercato del lavoro, alla base della Conferenza itinerante su donne e lavoro, e l’istituzione, in collaborazione con IPRES (Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali), del Rapporto biennale sul Personale femminile e maschile delle aziende con più di 100 dipendenti: “un’attività, arricchita anche da una particolare progettualità regionale con l’individuazione di tematiche specifiche per ciascun biennio) che ha reso l’Ufficio della Consigliera della Puglia un Ufficio virtuoso”.

Ma la lotta per la parità di genere, sul lavoro come nella vita quotidiana, è stata portata avanti anche con iniziative rivolte al mondo dell’informazione (con l’Osservatorio sulla comunicazione di genere e, in collaborazione con il CORECOM regionale, ricerche sulla diffusione degli stereotipi di genere attraverso i media locali) e con attività di supporto, anche legale, alle donne che hanno sporto denuncia agli uffici della Consigliera. “Valorizzare il ruolo della Consigliera, attrice su un palcoscenico inusuale per gli organismi di pari opportunità, come quello processuale, ci è sembrata la vera sfida, il vero aspetto di novità che la distingue da altre, pur utili figure, e la dota di una incisività di intervento sul piano individuale e collettivo che non ha l’eguale in altri ordinamenti. Un potere enorme nelle sue implicazioni operative e nello stesso tempo una gravosa responsabilità”: un potere i cui frutti sono raccolti nel report Pari opportunità e diritto antidiscriminatorio, che racconta, tra le altre problematiche, storie di donne costrette a scegliere tra la violenza da parte di colleghi e superiori o le ritorsioni per essersi ribellate.

 

Tra le azioni più recenti a contrasto delle violenze sessuali sul lavoro, la rete Time’s up in Puglia, che conta ad oggi 60 organizzazioni pubbliche e private e un manifesto che fissa gli obiettivi.

 

Ma insieme all’orgoglio per quanto è stato fatto, resta il rimpianto per non aver potuto fare di più, anche riguardo la partecipazione delle donne alla politica. Molendini in questi anni si è battuta in prima persona per l’eliminazione delle giunte amministrative monogenere, con ricorsi che hanno fatto giurisprudenza e reso la Puglia la prima regione ad intervenire su sottorappresentazione e sottorappresentanza femminile in politica.

Il rimpianto più grande, però, è quello di non aver cambiato, nonostante le 30.000 firme raccolte, la legge elettorale regionale: una legge, ha ricordato Molendini, “che ci ha portato ad avere un Consiglio povero di presenze femminili e una Giunta senza donne, se non fosse per l’unica donna esterna”.

“Il lavoro di una Consigliera Regionale di Parità – ha concluso – è complesso per la mole di lavoro che deve affrontare quotidianamente, per le competenze necessarie sia in mercato del lavoro, sia in pari opportunità, sia in diritto antidiscriminatorio, ma anche per gli ostacoli posti da meccanismi burocratici sull’uso delle risorse. Questo nostro ruolo ha senso non solo però se si hanno competenze, ma soprattutto cuore, passione, generosità, capacità di ascolto e fare rete”.

 

QUI L’INTERVENTO INTEGRALE DI SERENELLA MOLENDINI

1 Commento

  1. Franco Crespino

    Leggo: “…al quale seguirà l’insediamento di Anna Grazia Maraschio in qualità di Consigliera effettiva…”.
    Mi pare d’aver visto la signora Maraschio tra i difensori dei 40 e più imputati per frode e truffa. Ma l’altro giorno credo d’aver letto il suo nome su un giornale quale avvocato difensore di un altro imputato nell ambito di un processo a noti malavitosi salentini.
    A meno che non sia un caso di omonimia.
    Sarò fatto all’antica o avrò sbagliato tutto ma io ho cercato di tenere sempre il mio nome e la mia persona anche fisicamente distante da certe frequentazioni.
    Così, tanto per…

    Reply

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!