Un’estate senza barriere

“Tutti al mare” a san Foca, nel primo lido attrezzato per malati di Sla in Italia

L’esigenza di uno diventa vivibile per tutti: la Terrazza “Tutti al mare!” è un progetto partito dal basso che ha raggiunto il terzo anno di attività. E ora che la comunità si allarga, servono nuovi spazi.

La malattia potrà debilitare il corpo, ma la mente continua a viaggiare spedita, a progettare qualcosa che sembra un sogno irrealizzabile e che invece prende forma in 120 giorni. È il 2015 quando Gaetano Fuso, uno degli oltre 6000 Italiani colpiti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), decide di iniziare a sognare: il suo mantra, “Io posso”, lo spinge a credere che il desiderio di continuare ad andare al mare, nonostante la malattia, si possa avverare.

Gaetano, la moglie Giorgia e la macchina organizzativa che si avvia in poco tempo, coinvolgendo dal basso cittadini e istituzioni, trasformano il sogno di uno in una realtà vivibile da tanti: “Io posso” diventa il nome di un grande progetto di azione e sensibilizzazione sul tema della SLA e delle altre malattie neuromotorie, e il 3 agosto 2015 viene inaugurata a San Foca la Terrazza “Tutti al mare!”, molto più di un semplice accesso al mare senza barriere architettoniche. La Terrazza è il primo lido in Italia attrezzato per l’assistenza ai bagnanti affetti da SLA e disabilità assimilabili: il personale formato ad hoc e gli strumenti presenti consentono di erogare, in modo completamente gratuito, le normali cure di cui i pazienti usufruiscono a casa; il box infermieristico è dotato anche delle attrezzature necessarie per intervenire tempestivamente in caso di emergenza, limitando di molto il disagio di pazienti e familiari. L’accesso in acqua è reso sicuro dalla presenza di supporti adatti e del personale addetto alla sicurezza; quest’anno, grazie ad un protocollo firmato con la Polizia di Stato, a prestare assistenza come bagnini sono gli atleti delle Fiamme Oro Salvamento: una soddisfazione in più per Gaetano Fuso, ex nuotatore e bagnino della Polizia.

Capofila dell’intera iniziativa, l’associazione 2HE – Center for Human Health and Environment, sostenuta da Comune di Melendugno e ASL Lecce, in partnership con AISLA Onlus e, da quest’anno, con la FIGC. Il progetto “Io posso” ha ottenuto anche il patrocinio di LIBERA Associazione nomi e numeri contro le mafie.

“Io posso” è un progetto pilota; ogni giorno i gestori dello stabilimento cercano di migliorare quanto realizzato e di offrire qualcosa in più, chiedendo suggerimenti agli stessi ospiti: da pochi giorni, ad esempio, è attivo il servizio di trasporto gratuito, in collaborazione con l’Ambito territoriale di Martano. I disabili residenti nei comuni coinvolti (Martano, Calimera, Caprarica, Carpignano Salentino, Castrì, Martignano, Melendugno, Vernole, Sternatia, Zollino) possono raggiungere la Terrazza tramite una navetta a chiamata, che viene incontro alle esigenze di chi non ha gli accompagnatori o i mezzi adatti a spostarsi.

Un’idea, quella della navetta, presente sin dall’inizio nella mente degli organizzatori; per questo e per altri miglioramenti ci vogliono tempo, risorse ed entusiasmo: quest’ultimo è presente nella voce di chi, giorno dopo giorno, sogna, immagina e studia per cercare di conciliare le esigenze dei bagnanti disabili con quelle dell’ambiente, salvaguardate da un piano coste in via di aggiornamento.

Per la società e per il territorio è l’immobilismo il nemico peggiore. Investire sul territorio in maniera oculata e sostenibile si può, anzi si deve: costa fatica, ma i risultati si vedono. Lo dimostra il successo della Terrazza “Tutti al mare!”.

Un successo in cerca di replica. Dove sono gli investitori? 

La fama della Terrazza “Tutti al mare!” ha iniziato a diffondersi da subito; i dati dello scorso anno parlavano chiaro: dal 2 luglio al 18 settembre, periodo di apertura del lido, si sono registrati 800 accessi da parte di 142 utenti, provenienti da dieci regioni italiane oltre alla Puglia e persino dall’estero. Complice un’estate meravigliosa, quest’anno si è capito presto che la comunità “Io posso” sarebbe cresciuta ancora: l’overbooking si è registrato più volte già a fine giugno, a meno di due settimane dall’inaugurazione della nuova stagione. Manca ancora un mese alla chiusura del lido, ma il record di presenze dello scorso anno è già stato superato con il prevedibile “tutto esaurito” di ieri. Il bilancio dei primi due mesi conta 180 ospiti, 15 dei quali con respirazione assistita, provenienti da quasi tutta Italia.

Sono numeri che rincuorano, che premiano gli sforzi fatti ma che, contemporaneamente, fanno sorgere qualche perplessità. A malincuore, i gestori della Terrazza iniziano a dire qualche no: per garantire standard elevati di assistenza, sono costretti a rifiutare qualche prenotazione. Allora perché non allargare il progetto? Perché non far sorgere altre strutture su questa scia?

Cresce il numero di lidi che abbattono le barriere architettoniche e si dotano di pedane amovibili per facilitare la mobilità; alcuni sono privati, altri pubblici, come lo stabilimento “Swim – Liberi di nuotare”, realizzato quest’anno dal Comune di Andrano. Mancano però realtà complete, con attrezzature e personale che garantiscano assistenza e tranquillità a chi soffre di patologie particolari, con caratteristiche che vanno oltre la mobilità ridotta. L’Associazione 2HE ribadisce di essere pronta ad aiutare chiunque voglia tuffarsi per replicare in altre zone l’esperienza della Terrazza: mette a disposizione il know-how e l’esperienza maturata in questi tre anni perché tanti altri disabili possano usufruire di un luogo che scalda il cuore, in cui tutti si sentano “liberi di essere felici”.

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Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

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