Tap e Xylella, appello di una scienziata per salvare il Salento (e i salentini)

Le parole accorate di Carmela De Marco, scienziata salentina a Zurigo

Di Carmela De Marco*
Ricercatrice

 

Carmela De Marco è salentina, di Specchia. Una vita fa si è diplomata con 60/60 al liceo Stampacchia di Tricase. Oggi è una scienziata che svolge attività di ricerca presso l’Istituto di robotica di Zurigo, all’interno dell’ETH, dove insegnò Albert Einstein.

E’ lì per svolgere la sua ricerca su “microMAGNETOFLUIDICS: 3D-printed magnetic microfluidics for applications in life sciences”, ed è vincitrice del concorso internazionale Marie Curie. Dopo dieci anni di ricerca in Italia e una serie di contratti cococo, dottorato e post dottorato, Carmela non s’è vista rinnovare il contratto di ricerca ed è stata costretta a continuare i suoi studi all’estero.

Ha scritto un accorato appello, perché i politici pugliesi e italiani salvino il Salento dalle speculazioni che lo stanno devastando.

Qui il suo profilo professionale

Le mie considerazioni su #NoTAP #Salento (avulse da ogni schieramento politico)

C’era una volta il #Salento.

Salento, sole mare vento, o in salentino, sule mare ientu, o come direbbero lì dove stanno protestando sulla Calimera-Melendugno, in griko, ileo talassa anemo.
Sì perché in Salento c’è ancora chi parla questa lingua arcaica tramandata oralmente da millenni. Sembra magia.
Così come magici sono i ritmi incalzanti e ipnotici della Pizzica, ballo di espiazione legato al morso della Tarantola e che si mescola col mito greco di Aracne, che a Melpignano ogni anno raccoglie migliaia di turisti da tutto il mondo.
Così come millenari sono gli ulivi che affondano le radici in questa terra. E magiche sono le spiagge, dalla sabbia fine e bianca, alle acque cristalline.
Eccola, una delle spiagge di #Melendugno, a pochi Km a nord di #Otranto, proprio lì dove vogliono far approdare la #TAP. Bandiera blu d’Europa e 5 vele di Legambiente.
In Salento è una terra dell’accoglienza. Se in nostro mare, i nostri sapori, le nostre tradizioni, la nostra accoglienza non avesse nulla di così speciale, lo scorso anno non avremmo superato, per numero di presenze, una terra bellissima come la Sardegna!

Cosa c’entra questo con la TAP?
C’entra. Perché la maggior parte di coloro che ci accusano di essere resistenti ai cambiamenti e alla tecnologia, bollandoci come provinciali che vogliono solo accudire il proprio giardino, ignorano un quadro più complesso.
Potrei definire la TAP come un progetto su un grande tubo di cui non vogliono farci capire un tubo, sommerso dall’acqua ma che fa acqua da tutte le parti!
E lo dico da ingegnere, non solo da salentina.

C’era una volta il Salento, dicevo, perché forse il Salento non c’è più.

Sì perché il Salento è una penisola, circondata dal Mar Adriatico, dal mar Ionio, e a nord dalle acciaierie ILVA di Taranto e la centrale a carbone di Cerano a Brindisi.
Sarà una coincidenza ma la percentuale di persone che si ammalano di cancro in Salento è altissima, superiore a quella delle zone più industrializzate d’Italia, basta leggere i rapporti LILT. La LILT si è apertamente schierata contro il progetto #TAP che manca di risposte concrete sull’impatto ambientale. In Belgio nel 2004 con un impianto simile ci sono stati 20 morti per una fiammata di 300m. Gli incidenti, per quanto minimizzabili, vanno messi in conto. Mancano anche risposte concrete da parte della società TAP sull’impatto che ha il progetto sull’ambiente e sulla salute pubblica, come sostiene ARPA. ARPA dice che il progetto TAP è carente nella valutazione degli effetti sanitari di inquinanti come PM10, NOx, NO2 e CO emessi sia in fase di cantiere che in quella di esercizio, come manca una valutazione dell’impatto sulle specie ittiche. In una delle zone marine più belle d’Italia, la cui economia si fonda anche sulla pesca, mettiamo quindi anche a repentaglio questa risorsa!

Anche i bambini in Salento si stanno ammalando di cancro, e già sono pochi quelli che ne nascono!
Ne nascono pochi perché sono molti i coloro che, come me, Salentini di nascita, vivono altrove, per di più all’estero. Ma di questa costante emorragia demografica se ne infischiano tutti!

Quindi vediamo cosa ci rimane in Salento.
Gli ulivi. Ah no, neppure quelli visto che la #Xylella li sta decimando. La Xylella è un batterio che viene da molto lontano, ma non si è ancora capito come, e perché, ci sia arrivato in Salento. Anche qui, forse supposizioni, forse coincidenze, ma c’è una concomitanza imbarazzante tra i primi movimenti della macchina Xylella e quella della TAP. Non è dietrologia. Occorre leggere i documenti e comprenderli. E l’inchiesta di Marilù Mastrogiovanni, un report di fatti, mi ha fatto capire davvero tanto e invito tutti a leggere il suo report per approfondire l’argomento.

Carmela De Marco e un ulivo millenario in piena salute, in piena zona infetta, in provincia di Lecce. L’ulivo si trova sulla strada statale che va da Morciano di Leuca a Torre Vado

Quello che ho capito, ma era anche facile immaginarselo, è che in Salento ci vogliono speculare e lo vogliono fare senza chiedere il permesso alla popolazione lì residente!

Essendo un progetto definito strategico, la TAP ha tutto il diritto di surclassare le amministrazioni locali.
Sì, ma io vorrei capire perché questo progetto è così strategico per l’Italia.
La risposta ovvia è: dobbiamo renderci indipendenti energeticamente dalla Russia ed e’ per questo che facciamo questo corridoio sud che dall’Azerbaijan passa dalla Turchia poi dalla Grecia dall’Albania per approdare a noi.
Bene, la trasmissione #Report ,Report del 26 Novembre 2016 (grazieRoberto Saviano per averla evidenziata), aveva già messo in luce come il progetto TAP fosse costituito da Fondi Europei gestiti da società private, che tra l’altro non pagano neppure le tasse in Italia avendo la loro sede nel paradiso fiscale svizzero di Zug.
Nella trasmissione viene intervistato il direttore dello Oxford Institute for Energy Studies, che dice chiaramente che le riserve dell’Azerbaijan arrivano fino al 2023, e che dopo lo stesso Azerbaijan sara’ costretto a chiedere il gas alla Russia. Quindi? Tutto questo non era per renderci indipendenti dalla Russia? Non capisco.

Come si evince dalla maxi inchiesta uscita su L’Espresso , Attenti al Mafiodotto, la TAP dovrebbe scalare monti per poi inabissarsi nell’adriatico e sfociare a Melendugno e poi percorrere 55 Km tra gli uliveti, che dovrebbero essere spostati (dove come non si sa, ulivi centenari e millenari, per un ammontare di 10000 ulivi!). Ma la cosa davvero grave che parrebbe emergere è che questo piano strategico riciclerebbe anche soldi della mafia, precisamente ‘ndrangheta calabrese e narcotraffico. Per non parlare degli intrighi tra società off-shore e patti con Paesi che violano i diritti umani, e vi invito a leggere le inchieste di Report e l’Espresso per approfondire.

A chi ci accusa che ci lamentiamo di Ilva e Cerano e ostacoliamo il gas che in fondo è una fonte pulita rispondo che il gas è una fonte fossile.
E aggiungo.
Cosa è davvero strategico?
È strategico sventrare una terra che fonda la sua capacità attrattiva sulle bellezze paesaggistiche?
È strategico questo TAP se le risorse della Azerbaijan sono comunque in esaurimento e non finirà quindi la nostra dipendenza dalla Russia?
È strategico affidare un progetto pubblico a società private, probabili lavatrici di denaro sporco derivante dalla mafia, i cui costi dell’impresa andranno a ricadere su noi contribuenti?

Non sarebbe più strategico chiedersi perché continua inarrestabile l’emigrazione dei giovani dal Salento (e purtroppo non solo) dove della mia generazione non vi è traccia, se non durante le vacanze natalizie ed estive?
Non sarebbe più strategico fare degli studi epidemiologici accurati sulle cause dei tumori in Salento e cercare di investire nel riammodernamento delle centrali già esistenti?
Non sarebbe più strategico pensare seriamente alle fonti rinnovabili a lungo termine?
Non sarebbe più strategico investire nei punti di forza già esistenti, agricoltura, turismo, artigianato, cultura, e in tutto ciò che potrebbe mettere ancora più in risalto una terra affinché la sua simbiosi con la natura sia un valore aggiunto, strategico per tutta l’Italia, piuttosto che barbarizzarla?

 

12 Commenti

  1. luciano Filomena

    ciao molto costruttivo la tua analisi purtroppo vogliono distruggete il Salento come nel secolo precedente il governo centrale non ascolta nessuno io ho smesso sono pessimista finirà come la tav in Piemonte nel salento è ancora peggio ho letto i numeri deiorti per tumore non riesco a capire perché la sanità locale non blocchi come fa nelle altre regioni la centrale i carbone e altre schifezze
    a presto e forza

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  2. Luisa

    Grazie per questo articolo, bisogna aiutare la gente del posto che sta lottando Non solo per il Salento ma per l’Italia

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  3. Vincenzo

    Ai ragione ormai si pensa solo ai soldi ma non alla salute e una vergogna,noi siamo gli animali, e stiamo distruggendo il mondo.

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  4. Guglielmo Quaranta

    Complimenti Carmela De Marco, nulla da aggiungere a questa tua sintetica e assai chiara disamina dei tragici errori che si stanno commettendo in Italia e nella nostra splendida e martoriata terra, di cui purtroppo patiremo le maggiori conseguenze in termini di salute e di perdita di occasioni di sviluppo nei prossimi anni (appunto, come se il quadro della situazione in merito ad occupazione e mortalità per tumore non fosse già oggi raccapricciante!).
    Anch’io mi chiedo tutti i tuoi perché ed aggiungo il mio personale, perché non me ne vado anch’io che inizio a temere profondamente per la salute dei miei figli…..
    Buona fortuna a te Carmela,che già un po lo sei stata nel tuo mancato rinnovo di contratto (…l’italia può fare a meno di menti come la tua, anzi probabilmente le teste che funzionano sono scomode qui!), in un certo senso ti hanno spinta alla salvezza professionale e chissà forse anche psicofisica. Ti hanno anche costretta ad abbandonare tanta bellezza, c’è ancora tanto amore e gentilezza qui lo sai e quindi è quindi immagino che lo scotto sia per te alto, ma ti auguro il meglio e, per carità, continua a seguire lo sconforto profondo delle tue radici per la quotidiana assurda violenza a cuu sono sottoposte e a denunciare la mancanza di coerenza e del minimo Buon senso delle nostre classi politiche, con occhi e mente un po più distaccati e mi pare più lucidi.

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  5. Antonio Scarpa

    Ma per favore, smettiamola con questa storia, la cultura enciclopedica forse andava bene alla fine dell’ottocento, ora lei è esperta di robotica? continui a fare l’esperta di robotica. Veramente i nostri figli dovranno in futuro litigare per un posto stagionale in un locale di Briatore? Lei parla di xylella, di tap, se siamo arrivati a questo livello per la xylella è perchè ancora esistono i negazionisti che hanno cercato in tutti i modi di bloccare quello che erano i protocolli previsti nel campo dell’agronomia a livello internazionale per le infezioni da quarantena, e sinceramente non mi va di dilungarmi sulla questione perchè credo che sia stata esposta in tutti modi da agronomi esperti. Per quanto riguarda la tap, viviamo in una zona dove si ha un’alta percentuale di ammalati di patologie respiratorie come il Salento probabilmente dovuta alla mega centrale a carbone, alla ILVA di Taranto o a qualcosa di più vicino, e nessuno ha mai mosso un dito, ed ora che il gas potrebbe essere il catalizzatore per una riconversione da carbone a gas (meno costoso da un punto di vista della salute) e si è montata questa caciara? La cosa che più mi sta sui nervi è che questo momento tutti ambientalisti e amanti degli ulivi, porca miseria ci sono stati negli anni passati, casi in cui hanno costruito anche nella zona demaniale o addirittura sugli scogli tanto che se pisciavano potevano arrivare a vedere lo zampillo nel mare, e nessuno ha mai mosso un dito, ci sono state persone che negli anni passati, hanno spiantato centinaia di alberi per poi rivenderli in tutta Italia ed Europa ( anni fa quando per ragioni di lavoro ero in Spagna, e albergavo presso un residence, vidi alcuni ulivi immensi e il ragazzo della reception mi disse in spagnolo che erano del sud-est della Italia) e nessuno ha mai mosso un dito e adesso è scoppiato questo senso di orgoglio ed appartenenza.

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  6. alberto

    Un Po di logica e un Po di dietrologia. Che si faccia un gasdotto di migliaia di km per non trasportare gas, sarebbe normale se lo facesse solo l’Italia. Ma se ci sono anche i soldi dei tedeschi, lo escludo. Il giacimento in questione dovrebbe valere molto, e sarebbe bene avere più fonti. Per quanto riguarda l’inquinamento da gas….è il minore che possiamo aspettarci……ed il mondo pulito non esiste.

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  7. Emilio

    Ora un tubo d’acciaio spesso diversi centimetri al cui interno score del gas, non capisco proprio che inquinamento possa portare…. dato che comunque lo stesso tubo e presente nelle case di 50 milioni di italiani.
    In quanto alla xilella non viene da tanto lontano, ma viene dalla Grecia, dove oramai e presente da molti anni e sta facendo moltissimi danni ( vi parlo con cognizione di causa in quanto da biologo, ho un azienda che cura con tecniche biologiche il problema) il problema sono i deliquenti pugliesi, che piuttosto che coltivare le proprie olive per fare l’olio vanno in Grecia e lo comprano all’ingrosso ad una media di 2,5 al litro. Poi in Italia lo filtrano, ed il materiale filtrante che trattiene l’acqua di vegetazione ed i batteri della xilella, viene distribuito nei campi come concime…. infettando le piante. Poi volendo metterci ancora più malizia… le piante di ulivi non si possono estirpare e rendono poco… l’uva da tavola rende dieci volte tanto…. se poi c’è qualcuno che ti fa il lavoro di estirpo… e ti paga pure lindennizo… come dice andreotti, a pensar male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca.

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  8. Heisenberg

    Fantastico. Uno legge del parere di una “scienziata” sul TAP e si aspetta di trovare un articolo con studi peer-reviewed, numeri, cifre e qualche analisi statistica. Invece no. Si parla di pizzica, di spiagge più belle della galassia (perché limitarsi all’Italia?!), di sulemareientu e altre baggianate da ufficio della proloco.

    Visto, dunque, che è una scienziata, sarebbe così cortese da riportare studi e analisi che possano in minima parte contraddire le decine di valutazioni fatte nelle opportune sedi prima di poter procedere con i lavori?

    Può presentarci la scienziata le prove del nesso causale fra l’insorgere​ delle neoplasie e la quantità di CO2 emessa in “attività di cantiere (sic!)”? Credo che sarebbe interessante confrontare i suoi dati con quelli del tasso di incidenti sulle autostrade in USA e l’importazione di limoni dal Messico (come si vede qui: https://i.imgur.com/dxfWK.jpg).

    Potrebbe presentarci la scienziata la casistica di decessi (su scala mondiale) relativi ad esplosioni di gasdotti?

    Potrebbe presentarci la scienziata la validità scientifica delle pubblicazioni della (pur benemerita) LILT?

    Potrebbe fornirci la scienziata i dati relativi alle ricadute occupazionali e di reddito pro-capite derivanti dalla pesca nella zona interessata dal passaggio del TAP?

    Potrebbe fornirci la scienziata i dati di come un gasdotto giacente (in media) ad oltre 800 m di profondità possa incidere sulle suddette attività di sussistenza ittica?

    Potrebbe fornirci la scienziata il nesso causale fra tasso demografico e presenza di gasdotti?

    Potrebbe dirci la scienziata con quale coerenza vive e lavora in quel paradiso fiscale che è la Svizzera, ricevendo uno stipendio da banche che maturano interessi basati -come da sua stessa ammissione- dal riciclaggio di denaro?

    Potrebbe dirci -en passant- la scienziata cosa pensa -a livello professionale- della più grande apparecchiatura artificiale mai costruita dall’uomo che si trova sotto i suoi piedi e che non pare abbia inciso più di tanto sulla bellezza del paesaggio di Ginevra?

    Potrebbe fornirci la scienziata le misteriose motivazioni in base alle quali in Italia si sono realizzati oltre 30k km di gasdotti (con buona pace delle utenze) ma per realizzarne solo 53 qualcuno o qualcosa decide di diffondere un batterio (sempre che la suddetta scienziata creda all’esistenza dello stesso) per eliminare definitivamente la monocultura olivicola del Salento?

    Potrebbe spiegarci la scienziata l’impatto che avrebbe sulla qualità dell’aria la quantità di NO2 emessa da TAP (ove ce ne fosse) rispetto a quella emessa dalle migliaia di auto che circolano ogni giorno nelle nostre città?

    Potrebbe spiegarci la scienziata secondo quale logica un’inchiesta giornalistica corrisponde de facto alla verità assoluta? Già un’altra scienziata, una vera in questo caso, ne ha fatto le spese -umane e professionali- dopo un’inchiesta rivelatasi poi fasulla in sede processuale, con condanna penale dello stesso giornale citato in questa lettera.

    Ringraziamo comunque la scienziata che ci mette al corrente che il gas è una fonte fossile (io pensavo venisse generato dalle fatine buone dei fornelli della nonna).

    In attesa di sapere le risposte a tali quesiti, operazione che sarà una sciocchezza per una scienziata, promettiamo di dare in amichevole scambio la definizione di confirmation bias.

    Certi di un suo cordiale riscontro, le auguriamo successi professionali e, ove non si realizzassero, l’augurio di tornare nel Salento a ‘ncoculare polpette.

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  9. Alieno

    Heidelberg / Alberto / Emilio e Antonio Scarpa : avete letto il progetto TAP dallo stesso sito di TAP ? Sapete qualcosa dei 12 ettari per la centrale de depressurizzazione ? Il rapporto di Arpa Puglia su TAP lo avete letto ? L’inchiesta dell’ Espresso sul mafioditto l’avete letta ? A proposito di peer review e di studi e pubblicazioni scientifiche e negazionismo xylella: riuscite a produrre uno studio con peer review indipendente ( non del solito circuito ‘scientifico’ barese, cioè IAM, alcuni soggetti del Cnr di Bari, Università Bari) e riproducibilità di dati e risultati che dimostrino inequivocabilmente che xylella è patogeno per l’olio? In Salento non abbiamo mai negato la presenza del batterio ma invece abbiamo sempre negato la presenza di una epidemia di xylella NON dimostrata con i numeri. C’è invece una intensa attività criminale e mediatica volta a far credere che i distaccamenti diffusi (dovuti a molteplici cause) siano da attribuirsi alla xylella.

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    1. Redazione
      Redazione

      Forse è lei che non legge le inchieste del Tacco d’Italia. Su Tap scriviamo dal 2007 e su xylella dal 2013

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  10. Alieno

    Heidelberg / Alberto / Emilio e Antonio Scarpa : avete letto il progetto TAP dallo stesso sito di TAP ? Sapete qualcosa dei 12 ettari per la centrale de depressurizzazione ? Il rapporto di Arpa Puglia su TAP lo avete letto ? L’inchiesta dell’ Espresso sul mafioditto l’avete letta ? A proposito di peer review e di studi e pubblicazioni scientifiche e negazionismo xylella: riuscite a produrre uno studio con peer review indipendente ( non del solito circuito ‘scientifico’ barese, cioè IAM, alcuni soggetti del Cnr di Bari, Università Bari) e riproducibilità di dati e risultati che dimostrino inequivocabilmente che xylella è patogeno per l’olivo? In Salento non abbiamo mai negato la presenza del batterio ma invece abbiamo sempre negato la presenza di una epidemia di xylella NON dimostrata con i numeri. C’è invece una intensa attività criminale e mediatica volta a far credere che i distaccamenti diffusi (dovuti a molteplici cause) siano da attribuirsi alla xylella.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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