Zi Miliu e i voli pindarici della memoria

I campi all’ombra di Cerano, l’agricoltura di sussistenza, e Zi MIliu, cent’anni di lucidità

ROCCO IL CANTASTORIE. Mestieri ispirati alle stagioni e mestieri mercenari. I pensieri vagano, incantandosi ad osservare la raccolta delle olive

di Rocco Boccadamo Il padre del mio amico e coetaneo R., a capo di un nucleo o focolare, tra moglie e figli, di considerevole consistenza, faceva il commerciante, e però operando non in modalità mono settoriale ossia a dire in un unico ramo d'affari, bensì spaziando e adattandosi, a seconda della convenienza del momento, in una serie di comparti differenti l'uno dall'altro. Per lui, l'importante era di trarre profitto dal suo impegno e di procurarsi, così, i mezzi finanziari necessari per il mantenimento della numerosa famiglia. Ad esempio, in un certo periodo, gestiva, nella piazza del paese, un esercizio di macelleria, contraddistinto, ricordo, dall' insegna “Carni scelte”; in una successiva stagione, l'attività era invece incentrata sulla conduzione di un bar; in un'altra fase ancora, il genitore in questione s’occupava della vendita di meloni e angurie, che arrivavano, a bordo di grossi camion, da zone di produzione del Brindisino, precisamente dalle campagne di una piccola frazione del capoluogo messapico, dove, da lunga pezza, s’era trasferito e risiedeva un suo parente. Guarda il caso, il nome di tale località, oltre a essere divenuto, nei richiamati tempi lontani, consueto fra la gente della mia Marittima, quale luogo di provenienza, giustappunto, dei gustosi e zuccherini frutti estivi per antonomasia, ebbe a porsi nuovamente alla ribalta, alcuni decenni dopo, in collegamento e riferimento alla cosiddetta “Sinistra ferroviaria”. Sotto tale definizione, si chiamava in causa un noto esponente politico socialista pugliese, il quale, nel novero degli innumerevoli incarichi man mano affidatigli, si trovò, a un certo punto a ricoprire il ruolo di Ministro dei Trasporti. In tale ultima veste, si disse e si commentò a lungo come, per suo interessamento, fossero stati assunti, in seno alle Ferrovie dello Stato, numerosi salentini della zona, già braccianti o lavoratori precari o disoccupati, assegnati, si parlò d’una ventina di persone, alla minuscola e secondaria stazione ferroviaria della frazione di che trattasi, niente più che un puntino quasi invisibile sulla tratta Lecce – Brindisi – Bari, dove erano e sono anche adesso pochissimi, fra quelli previsti nell'orario, i convogli che effettuano una fermata. Sempre guarda il caso, oppure, se si preferisce, bizzarria dei corsi e ricorsi, in stagioni ulteriormente successive, nei pressi della minuscola località è stata realizzata dall’Enel una gigantesca centrale termoelettrica, la più grande in Italia e fra le maggiori a livello europeo. mare lunaE’ vero, tale struttura occupa, fra dipendenti diretti e di ditte terze, oltre mille persone, ma, contrappeso pesante, delicato e problematico, la sua attività è ritenuta, da molti, nociva, sia all'habitat circostante in senso lato, sia, direttamente alla stessa salute degli abitanti del comprensorio limitrofo. Pochi giorni addietro, percorrendo la superstrada Lecce-Brindisi, al momento del passaggio nelle vicinanze della “Federico II”, questo è l’appellativo di battesimo della centrale, sono rimasto, come sempre, colpito dalla sua ciminiera che svetta quasi in riva al mare e accanto al lido di Cerano e, in pari tempo, dalle sei file d’immensi tralicci-elettrodotti che, risultando la quantità prodotta dalla centrale di gran lunga eccedente rispetto al fabbisogno della Puglia, trasportano l’energia in altre aree lontane del Paese. Nel silenzio della guida, non ho potuto fare a meno di ripassare la riflessione sui potenziali danni per l'ambiente e la salute umana. Nelle vicinanze, recentemente, sono state poste in opera altre fonti per l’ottenimento d’energia, per fortuna non inquinanti, sotto forma di quattro pale eoliche. Tuttavia, pur con tali invasioni di modernità, in quell'area continua a dominare la campagna, permane un vero e proprio culto delle coltivazioni agricole, molta gente seguita ad attendere, adesso, naturalmente, con l'ausilio di mezzi meccanici, a lavori sui terreni, in ogni stagione, anche nei giorni festivi. Affascinano e stupiscono le distese di svariati, verdi ortaggi e anche le grandi piantagioni di meloni e angurie, di quei frutti che giungevano nel locale di vendita del padre di R., al paesello. ulivoA riprova visiva di quanta importante si annetta a tutt'oggi all'agricoltura nelle plaghe su cui mi vado soffermando, sempre in occasione del recente transito, mi è stato dato di cogliere, a fianco della strada, un'immagine indicativa: due prestanti cavalli, spronati e guidati da altrettanti uomini, tiravano di buona lena gli aratri, esattamente come una volta, senza alcun cambiamento o stravolgimento nell’operazione. Per di più, m’è sembrato che i preziosi e utili equini procedessero tranquilli e ad andatura cadenzata, quasi che avvertissero dentro – anche se può sembrare strano, gli animali, a mio avviso, devono verosimilmente possedere un loro sentire interiore – e considerassero del tutto naturale quella fatica, ancorché sicuramente non leggera. ° ° ° Nella mia Marittima (Le), nonostante il drastico ridimensionamento subito dall'agricoltura, permangono alcuni sintomi o segni della civiltà contadina e, fra essi, uno speciale momento di fulgore e di luce si nota in concomitanza della raccolta delle olive. Si pone come un vero e proprio spettacolo assistere alla preparazione della scena, dell’evento, all’attesa ansiosa della maturazione dei minuscoli frutti ovali tra il verde e il viola. Innanzitutto, le superfici sotto le piante sono nettate e lisciate alla stregua di delicati e lucidi pavimenti domestici, dopo di che, allo scopo di evitare il diretto contatto dei frutti con il terreno e anche di poter riporre più agevolmente, nelle ceste e nei sacchi, le olive cadute, si passa a stendere sulle medesime aree, ricoprendole con millimetrica precisione, grandi teli a rete di diversi colori. ulivoI campi, le distese di alberi vecchi e giovani dalle fronzute chiome argentee, danno, una volta tanto, l’idea di grandi e sontuose dimore, con sale, scaloni e ambienti d’ogni genere ricoperti da preziosi tappeti. Sì, un bell’allestimento che si rinnova puntualmente ogni anno, a cui gli attori protagonisti non riescono a rinunciare, malgrado, spesso se non sempre, la non convenienza, in termini economici, del prodotto ottenuto: ma, raccogliere le olive e farsi il proprio olio è un precetto fissatosi nell’animo. Anche per un non addetto ai lavori e quindi semplice osservatore, assistere è piacevole ed emozionante. ° ° ° Nota finale: a Marittima, Zi Miliu, data di nascita 2 ottobre 1914, ha compiuto cent'anni, in ottima forma fisica e in piena lucidità. Invece, secondo nell’elenco dei più vecchi del paese, Vitali ‘u sceri, il quale avrebbe raggiunto il traguardo nel prossimo gennaio, se n’è appena andato, soltanto tre mesi prima.

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