Tutti noi siamo Lecce2019

Appuntamento a lunedì 6 ottobre dalle 12 a mezzanotte

Lecce. Alfredo Prete lancia un appello imprenditori, cittadini, studenti: sentiamoci tutti protagonisti nella fase finale per Lecce capitale europea della cultura

“Imprenditori, cittadini, studenti. Tutti dobbiamo sentirci i veri protagonisti di questo progetto, nel quale la cultura, in tutte le sue più svariate declinazioni, rappresenta una preziosa opportunità di crescita sociale ed economica per l’intero territorio e sarà fonte di profondo cambiamento e al contempo”. A parlare è Alfredo Prete, presidente di Confcommercio Lecce, partner ufficiale della candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura 2019. «Tutti siamo chiamati ad essere “attori” di questo percorso che Lecce sta facendo da diverso tempo e che già da ora, attraverso la partecipazione condivisa di idee, progetti, eventi, sta generando i suoi frutti. Un esempio significativo è l’adesione dei pubblici esercizi di Lecce all’iniziativa “Menù pranzo #noisiamolecce2019”, promossa da Confcommercio per Lunedì 6 ottobre, quando per Lecce sarà la giornata dell’EUTOPIA e tutti potranno vivere un momento di convivialità pranzando insieme a prezzi economici: 6euro nei pub, pizzerie,tavole calde e 12euro nei ristoranti aderenti. «La città – sottolinea il presidente – ha tutte le carte in regola per poter aspirare ad un titolo così prestigioso, in grado di attivare processi che portano a cambiamenti positivi in termini di sviluppo socio-economico. Il suo ricco patrimonio storico, architettonico, culturale, infatti, si sposa con la capacità di creare nuove sinergie tra tutti i settori produttivi.» «La sua nomina porterà al territorio salentino nuovi progetti e finanziamenti, ma soprattutto una maggiore visibilità a livello europeo e internazionale, con inevitabili ricadute positive. Essa infatti coinvolgerà direttamente i settori trainanti della sua economia, a cominciare dal turismo, con l’arrivo di nuovi flussi turistici, interessando anche le aziende del commercio e dei servizi, che potranno vivere una nuova fase di crescita economica. Contribuirà inoltre a dare nuove soluzioni al problema occupazionale, perchè se riparte l’economia anche il lavoro trova nuova linfa.»

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