Sanatoria colf-badanti. La legge non è uguale per tutti

Roma. La Puglia è la quinta Regione in Italia per richieste di regolarizzazione. Lecce, la terza Provincia in Puglia. A livello nazionale situazioni di clandestinità simili stanno ricevendo trattamenti dissimili

Di Andrea Gabellone ROMA – In un momento che si prospetta tra i più delicati per l'immigrazione nel nostro Paese, c'è una questione sulla quale la Giustizia italiana dovrebbe fornire dei chiarimenti adeguati. Si tratta dell'ultima sanatoria emanata dall'attuale governo, che ha consentito la regolarizzazione dei lavoratori domestici (legge n.102/2009). Da diverso tempo, anche in Puglia, si registrano numerosi ricorsi al Tar da parte di cittadini stranieri che si sono visti negare il permesso di soggiorno nonostante avessero i requisiti per poterlo ottenere. Le Questure, organi preposti all'istruttoria delle domande, si sono rifiutate di regolarizzare la permanenza di molti immigrati sul nostro territorio perché risultano condannati per non aver lasciato l'Italia dopo aver ricevuto l'ordine di espulsione da parte del questore (art.14 comma 5 bis D.L.vo 286/1998 e ss.mm.). In buona sostanza, esistono dei dubbi di interpretazione riguardanti situazioni di clandestinità che sono della stessa natura, ma che stanno ricevendo trattamenti dissimili. Consideriamo i casi in cui lo straniero, già destinatario di un provvedimento di espulsione con conseguente invito ad abbandonare l'Italia – perché sprovvisto di documenti, e non certo perché rappresenti una minaccia per lo Stato, per la sicurezza o per l'ordine pubblico – sia stato arrestato proprio a causa della sua inottemperanza e per questo non ottiene il permesso di soggiorno. Chi, invece, pur essendo stato espulso per gli stessi motivi, non è stato, per ragioni contingenti, arrestato e condannato, può acquisire la documentazione. Le pronunce in merito a tutti questi ricorsi, che gli immigrati devono accompagnare con un versamento di ben 500 euro, sono altalenanti. Il Tar della Puglia è tra i tribunali che tendono a fornire una lettura più ragionevole e consentono la messa in regola di tutti coloro che non sono dei criminali, ma, che fatalmente, sono stati arrestati e condannati per non aver abbandonato spontaneamente il territorio italiano. Ciò nonostante, la questione rimane molto dibattuta. La nostra Regione, secondo i dati del Ministero dell'Interno, è la prima nel Sud-Italia e la quinta a livello nazionale, nell'ambito della sanatoria “colf e badanti”, per richieste di regolarizzazione. Queste si concentrano in gran numero nella provincia di Bari; seguono quindi, in ordine decrescente, le province di Foggia, Lecce, Tarando e Brindisi. Dall'ultimo dossier Caritas sull'immigrazione, arrivano invece preoccupanti segnali sugli sbarchi: le cifre attuali allarmano. Nel 2010, sulle coste pugliesi, si è registrato un numero di sbarchi pari al triplo di quelli del 2009 e superiore di oltre dieci volte quelli del 2007. E se da un lato le cifre attuali allarmano, dall'altro le previsioni assicurano aumenti esponenziali. I mesi a venire, dopo l'ondata di rivolta nel Nord Africa, saranno cruciali per tutte le vicende legate all'immigrazione; sarebbe forse opportuno intervenire per garantire, anche a chi viene da altre realtà, una legge che si possa considerare, al di là della condizione sociale, del fato e del Paese di provenienza, davvero “uguale per tutti”. Articolo correlato: Sbarchi nel Salento: individuati 30 migranti a Patù (14 febbraio 2011)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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