Le incompiute e gli scempi

La Maglie-Collepasso sembra un sentiero di guerra. E c’è chi persino voleva sventrare Sant’eleuterio

//L’INTERVENTO// Masseria Grande e tangenziale di Collepasso: per Pantaleo Gianfreda due emblemi dei fallimenti di Gabellone

di Pantaleo Gianfreda, consigliere comunale Collepasso Chi percorre la S.P. Gallipoli-Collepasso-Maglie o la S.P. Casarano-Maglie può “ammirare” e persino attraversare le macerie lasciate dalla Provincia di Gabellone all’altezza della settecentesca “Masseria Grande”, in agro di Collepasso. Si tratta dell’ormai celebre e “incompiuta” rotatoria, il cui cantiere è abbandonato a se stesso da oltre un anno. In macerie è stato ridotto anche un contiguo muro settecentesco della Masseria abbattuto nel corso dei lavori. Clamorosa, nel marzo 2013, fu la denuncia dell’opposizione di centrosinistra sui lavori, appaltati dalla Provincia per € 722.443 con gara del 14 e 18 gennaio 2011, realizzati in difformità dal progetto. Come ha stabilito un’ordinanza dell’UTC di Collepasso, che il 5 giugno 2013 intimò a Provincia e ditta di “provvedere alla demolizione/rimozione delle opere ed al ripristino dello stato dei luoghi”. Ordinanza cui Provincia e ditta furono costrette ad ottemperare, demolendo e rimuovendo le “montagne” di opere abusive realizzate, senza, però, procedere “al ripristino dello stato dei luoghi” necessario a garantire l’agibilità dell’importante incrocio, che serve anche le due zone industriali di Casarano e Collepasso. Invece di procedere ad alcuni scavi, trovandosi il sito alle pendici di una collinetta, la ditta aveva “sopraelevato” la collinetta di 2,20/3,49 metri e realizzato lavori “totalmente difformi dal progetto approvato”, con la responsabilità della Direzione Lavori affidata alla Provincia. I percorso di guerra che devono fare le macchine per proseguire tra i lavori della masseria Grande. masseria grande collepasso Come si legge nell’ordinanza dell’UTC, infatti, la ditta, invece di “realizzare la rotatoria attraverso opere di scavo e sbancamento”, aveva realizzato “un imponente rilevato stradale che sull’asse della S.P.69-rotatoria-complanari va da m. 0.00 ad oltre m.+2,20; sull’asse della S.P. 361-rotatoria, in corrispondenza all’ingresso rotatoria, il rilevato raggiunge una quota di m.+3,49”. Un esempio clamoroso di malapolitica che Gabellone, ripetutamente sollecitato a risolvere la vicenda, lascia in eredità ai cittadini e al territorio da cui egli stesso proviene. La situazione dell’area rappresenta uno “schiaffo” alla civiltà e al buon senso e crea continui pericoli (e rabbia) per gli automobilisti, costretti persino a “creare” da/per Casarano un “percorso alternativo” che attraversa le macerie del cantiere. Uno “scandalo alla luce del sole” che fa vergognare l’intero Salento e tutte le persone civili. masseria grande collepasso Che dire poi della grottesca vicenda della Tangenziale di Collepasso sulla Gallipoli-Otranto? Anche qui Gabellone ha dimostrato il suo fallimento. Il progetto, avviato dal presidente Giovanni Pellegrino e approvato nell’aprile 2010 dalla precedente Amministrazione comunale di centrosinistra, è stato ripresentato cinque volte in Consiglio comunale dall’attuale Amministrazione di centrodestra. Clamoroso il Consiglio del 29.11.2011, imposto e accettato dalla maggioranza di Collepasso per modificare il progetto per oscuri e assurdi interessi interni al centrodestra. Il nuovo progetto prevedeva, infatti, lo sventramento della collina di Sant’Eleuterio per accontentare le “brame” di politici della vicina Parabita. Solo l’11 febbraio di quest’anno la maggioranza di Collepasso, resasi conto del grave errore, ha riapprovato l’originario progetto del 2010, provocando le ire dell’Amministrazione confinante. E’ recente la notizia che la Giunta di Parabita (guidata da un amico di Gabellone e Fitto) ha impugnato di fronte al TAR la delibera del Comune di Collepasso (guidato da un amico di Gabellone e Fitto). Due Amministrazioni di centrodestra e due comunità vicine e amiche “l’una contro l’altra armata”, a causa dell’ambiguo ruolo svolto da Gabellone! E così un progetto strategico, pomposamente ribattezzato “Meridiana del Salento” (con la tangenziale di Alezio), ristagna da anni in acque mefitiche per responsabilità di Gabellone, del quale è palese l’”insostenibile leggerezza dell’essere” presidente della Provincia e, al contempo, segretario provinciale di Forza Italia. I due fatti sono paradigmatici dell’operato dell’Amministrazione provinciale uscente di centrodestra e, soprattutto, dei fallimenti politici ed amministrativi di Antonio Gabellone persino nell’area territoriale e politica a lui più vicina. Con quale credibilità egli tenta oggi la riconferma a presidente della Provincia?

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