Poltrona odontoiatrica rotta da un anno. Asl non cura i denti

Casarano. La denuncia arriva da Andrea Caroppo. Acquisto deliberato ma non eseguito. Parte la denuncia alla Procura e corte dei conti

Sarebbe comico se non fosse tragico. La denuncia arriva da Andrea Caroppo, consigliere regionale NCD. “Mentre si lancia l’allarme per la rinuncia alla cure odontoiatriche a causa della crisi economica, a Casarano la poltrona del dentista ASL è rotta da oltre un anno, niente visite e indagine della magistratura – dice Caroppo. La ASL si dia una mossa per comprare questa benedetta poltrona per i cittadini del distretto di Casarano – continua. Dopo aver commentato di preziose apparecchiature acquistate e giacenti inutilizzate, o di apparecchiature finanziate ma non acquistate (vedi alla voce “acceleratore lineare”), oppure dello scandaloso affidamento diretto e senza gara ad una cooperativa emiliana delle attività di Pronto Soccorso, siamo costretti ancora una volta a prendere atto dei tragici disservizi che attanagliano la sanità pugliese e, nel caso di specie, la ASL di Lecce. Ma in questo caso il disservizio ha del tragicomico: nel distretto di Casarano dal maggio 2013, quindi da oltre un anno (!), è impossibile prenotare ed effettuare una visita odontoiatrica perché la poltrona del dentista si è rotta e, pur essendo già stato deliberato, l’acquisto non è ancora avvenuto. Nel frattempo i cittadini sono costretti a rivolgersi altrove (laddove non a desistere), le liste di attesa si ingrossano. Il tutto a carico dei contribuenti: ragion per cui è scattata anche un’indagine da parte della Procura della Repubblica e della Procura presso la Corte dei Conti. E l’episodio non va sminuito in quanto afferente la branca di odontoiatria. Proprio in questi giorni la Società Italiana di Odontoiatria infantile ha lanciato un allarme: curare i bambini dal dentista sta diventando sempre più un lusso per pochi, le liste d'attesa nel pubblico sono piuttosto lunghe, dopo i sei anni si pagano i ticket – che non tutti possono permettersi – e nel privato i prezzi sono ancora più alti. Un quadro abbastanza compromesso che la crisi economica sta peggiorando, con la conseguenza che molte famiglie decidono di rinunciare alle cure.

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