Rampino: ‘Gabellone non è più presidente, non dia incarichi e consulenze’

//L’OPINIONE// Lecce. Alfredo Rampino invita il commissario provinciale Antonio Gabellone a non travalicare i sui nuovi, limitati, poteri

di Alfredo Rampino consigliere provinciale uscente Dall’inizio del mese di luglio, con l’entrata in vigore della legge “svuota Province”, diventa operativo quanto disposto in merito all’attività ed alle funzioni facenti capo al presidente della Provincia. Al netto delle contrapposizioni di parte e dell’inopportune giustificazioni addotte dal presidente Gabellone, che non vuole accorgersi di essere entrato in una fase della Province del tutto nuova e continua strumentalmente ad avere lo sguardo rivolto al passato, l’art. 1, comma 82 della suddetta normativa così dispone: il presidente della Provincia e la giunta provinciale restano in carica, a titolo gratuito, per l’ordinaria amministrazione che deve svolgersi nei limiti di quanto previsto per la gestione provvisoria degli enti locali. I margini di operatività di tale gestione sono tassativamente riportati nell’art. 163, comma 2 del Testo Unico degli Enti locali e determinano di fatto una sostanziale “ingessatura” dell’attività dell’ente. Alla luce di quanto previsto, infatti, bisognerebbe limitarsi all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse ed, in generale, limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente, nonché all’adozione di atti urgenti e indifferibili. In assenza del Consiglio provinciale, organo deputato tra l’altro al controllo dell’attività amministrativa, non possiamo che rimetterci ad un comportamento rispettoso delle norme da parte del presidente Gabellone che, al di là della forma, dovrebbe essere spinto in questa fase transitoria, ad azzerare spese che, con l’attività politico-amministrativa ridotta per legge e nel principio del contenimento dei costi, potrebbero essere superflue. Sicuramente non appaiono urgenti e indifferibili gli incarichi legali su questioni che non procurano danni patrimoniali diretti e contratti di collaborazione. Nel contempo, a garanzia di noi stessi cittadini, auspichiamo che i soggetti istituzionali preposti monitorino la pedissequa applicazione della normativa in vigore.

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