Autoimpiego: le famiglie fanno da banca

//SPECIALE GIORNATA DELL'ECONOMIA,10// Per chi decide di mettersi in proprio la famiglia è la principale fonte di finanziamento. Il nemico? La burocrazia

10. Le indagini della Camera di Commercio – I fenomeni di autoccupazione Attraverso l’indagine è possibile analizzare il fenomeno dell’autoimprenditorialità. Le principali motivazioni che spingono gli imprenditori ad avviare un’attività in proprio risultano: l’autoimpiego (76,5%) e la tradizione familiare (43%). Diminuisce rispetto al 2012 il peso del possesso di capacità ed esperienze (10,5%; era al 22,5%). Continuano ad avere poca importanza il desiderio di affermazione (3%), l’aspirazione ad essere imprenditore (2,5%) e il miglioramento del reddito (2%). All’origine dell’idea imprenditoriale gli imprenditori collocano in primis la conoscenza/esperienza nel settore (84%) e come secondo fattore le competenze e conoscenze personali (31%): ciò anche se l’88,9% degli intervistati si è dichiarato alla prima esperienza professionale. Tra coloro che non sono alla prima esperienza professionale (l’11,1% del totale), quasi la metà (47,1%) proviene da altra partita Iva o impresa, un terzo (35,3%) da un contratto a tempo indeterminato e il 17,6% da un contratto a tempo determinato. Tra le magiori difficoltà incontrate si confermano la complessità degli adempimenti burocratici (secondo il 64% degli intervistati) e il reperimento di capitale (48%). In ogni caso il capitale impiegato per avviare l’attività imprenditoriale continua ad essere prevalentemente costituito da capitale proprio (83%), dal credito bancario (30,5%) e dal capitale di parenti (19,5%).

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