Tutti al Manfìo, a rimirar le stelle

Ruffano-Casarano. Arriva l’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di un parco astronomico

di Francesca Quarta Tutti “sul Manfìo”, a rimirar le stelle. Prosegue l’iter per la realizzazione di un parco astronomico nel Comune salentino: il progetto, denominato non a caso “San Lorenzo”, ha ottenuto il 20 maggio scorso, il rilascio del “parere paesaggistico” favorevole da parte della Regione Puglia. Come si evince dalla documentazione, il parco – previsto in località Manfio – sarà costituito da un osservatorio astronomico (cupola del diametro di 3 metri dotata di telescopio); dal planetario digitale 3D (cupola di 6,5 m di diametro con apparecchiature che simulano le apparenze del cielo); dal museo di astronautica (cupola emisferica di 10 m di diametro, finalizzata a ospitare materiale storico sull’esplorazione spaziale e utilizzata anche come sala conferenze); da servizi igienici, locale bar, front office (cupola di 3 m di diametro) e da piazzole esterne, casa del custode e uffici amministrativi. Il parere della Regione è corredato anche da indirizzi e prescrizioni la cui ottemperanza deve essere verificata in sede di rilascio di autorizzazione paesaggistica. Gli interventi, si legge nel Bollettino regionale n° 74 dell’11 giugno, non comportano “sostanziali compromissioni della morfologia e dei caratteri colturali trattandosi sostanzialmente di opere non significativamente invasive rispetto ai valori paesaggistici caratterizzanti il contesto di riferimento”. Per contro, per quanto riguarda gli elementi che strutturano il territorio ospitante, si ricava che l’area d’intervento non risulta direttamente interessata da peculiari componenti di riconosciuto valore scientifico e/o di ruolo rilevante sull’assetto ambientale. Si legge infatti che gli interventi “non appaiono particolarmente impattanti rispetto al contesto in cui si collocano, in relazione alla loro consistenza volumetrica e con riferimento specifico alla loro localizzazione e configurazione. Inoltre, non comportano significative interferenze con gli indirizzi di tutela previsti per l’ambito interessato né con l’assetto paesaggistico di riferimento”. Nello specifico, in merito al sistema della copertura botanico‐vegetazionale e colturale, l’area “non risulta interessata da particolari componenti di riconosciuto valore scientifico e/o importanza ecologica, di difesa del suolo, né si rileva la presenza di specie floristiche rare o in via di estinzione né di interesse biologico‐ vegetazionale”. E ancora, rispetto al sistema della stratificazione storica e dell’organizzazione insediativa, “l’area non risulta interessata dalla presenza di beni storico‐culturali di riconosciuto valore o ruolo nell’assetto paesaggistico. L’intervento non interferisce, sia pure indirettamente, con beni posizionati all’esterno dell’area d’intervento”. Infine, la documentazione presentata evidenzia che il progetto interviene “su aree il cui regime giuridico non risulta interessato da ulteriori specifici ordinamenti vincolistici”.

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