Asfalto e ceneri tombati. Sequestro cementificio

Manduria. Due metri sotto terra, rifiuti solidi urbani, residui d’asfalto, e ceneri. Forse provenienti dalla centrale Enel di Brindisi, Cerano

Un altro sequestro, nell’area di una società di Manduria (Taranto) che svolge la sua attività nel settore del ciclo del cemento. I carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Lecce e del Reparto operativo di Taranto nell'ambito di una indagine condotta dal pm di Brindisi Giuseppe De Nozza, hanno rinvenuto a due metri di profondità materiali ritenuti “rifiuti abbancati illecitamente”. Si tratta di materiale tufaceo proveniente da attività estrattive, rifiuti solidi urbani, residui di asfalto stradale ed altri materiali tufacei di colore grigio e di colore bianco, che saranno sottoposti ad analisi per accertare la loro eventuale provenienza da cicli produttivi della Centrale elettrica Enel di Brindisi. L'attività di escavazione in alcuni casi è stata effettuata su aree che erano state sopraelevate di circa due metri sull'originario piano di campagna mediante abbancamento degli stessi rifiuti. Sono ipotizzati i reati di esercizio di discarica abusiva, gestione illecita dei rifiuti e getto pericoloso di cose. Nel febbraio scorso gli stessi militari perimetrarono un'area di circa novemila metri quadrati, seimila nel recinto interno allo stabilimento e tremila in un uliveto confinante di proprietà dello steso titolare dell'azienda.

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